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Wimbledon 2016 – Pagelle à la carte

wimbledon 2018

10/07/2016

Andy Murray vs Milos Raonic 6-4 / 7-6 / 7-6
É andata come doveva andare. Il beniamino di casa (benché scozzese) ha conquistato il suo secondo successo a Wimbledon con una partita accorta, di grande concentrazione, sbagliando poco e concedendo di fatto una sola chance all’avversario: le due palle break arrivate nel terzo set, annullate comunque da campione. La partita è inaspettatamente piacevole, almeno rispetto alle aspettative, soprattutto per merito di un Raonic che non ti aspetti: spesso si catapulta a rete, con coraggio e nonostante un gioco di volo che forse non arriva alla sufficienza, sapendo bene che dalla ragnatela da fondo campo di Murray non se ne esce. D’altronde, essendo un grande ribattitore, il canadese sapeva bene che il servizio non sarebbe stato sufficiente per vincere il primo Slam della carriera. Ad ogni modo, la partita non è stata mai in discussione.

Andy Murray 8

Il voto è per il torneo, per la seconda vittoria a Wimbledon, per dimostrarsi un tenero umano quando a fine partita scoppia ripetutamente in lacrime quasi senza riuscire a contenersi. La sua partita è di grande pragmatismo, come solo lui e Djokovic sanno fare in questa epoca. Forse troppo prudente, gioca prevalentemente difensivo ma è lucidissimo nei momenti decisivi. E’ il miglior ribattitore del circuito e non poteva mancare l’appuntamento da favoritissimo della finale.

Milos Raonic 7

Per me, come per tutti, Raonic era (e in parte rimane) soltanto colui che ha impedito a Federer di inseguire un altro, meritatissimo Slam, peraltro con un tennis stucchevole fatto esclusivamente di servizio e diritto. In finale, invece, sorprende e si butta all’attacco come non mai. Sempre a rete, si cimenta nel gioco di volo (che deve migliorare tantissimo), attaccando costantemente l’avversario più forte. Di questi tempi è raro vedere un’impostazione di match così coraggiosa a questi livelli. Era l’unico modo per battere Murray e ci ha provato. Complimenti perché ha reso la partita un attimo godibile, anche se mai in bilico, a dispetto delle aspettative.
Mec

09/07/2016

Serena Williams vs Angelique Kerber 7-5 / 6-3
C’è stata partita, forse ultimamente non è più una sorpresa come fino a poco tempo fa, ma con Serena Williams in campo non si può mai dire. Si è trattato di un match quasi maschile, con soli due break in tutto. Si è trattato di un match ben giocato, lottato punto a punto con scambi durissimi, certo con pochi frizzi e nessun lazzo, in cui la differenza l’ha fatta la personalità oltre allo scarto indubbio di tennis che però oggi la tedesca ha tenuto a bada per quanto possibile.

Serena Williams 9
É scesa in campo con meno foga e meno tensione del solito, ha giocato con una certa cautela e così ha limitato gli errori gratuiti e anche quelli banali. Di fronte ad un’avversaria che prendeva tutto e gestiva gli scambi con le carte a sua disposizione ha saputo ragionare per sfoderare i fendenti al momento giusto. Forse non ha incantato, non ha maciullato l’avversaria, ma l’ha ineluttabilmente battuta, senza mai patire veramente, la vittoria della maturità.
Alla faccia della tennista finita, una che ha fatto finale nei primi due slam e oggi si ritrova ancora all’atto conclusivo. Semplicemente è ancora la più forte ed oggi ha saputo dimostrarlo, grazie anche ad un servizio che ha funzionato a meraviglia.
Forse qualcuno non vede l’ora che il circuito femminile si liberi di una cannibale del genere, ma io vorrei vederla in campo il più a lungo possibile, perché vincere una finale slam contro di lei ha tutto un altro gusto e valore. Se la perdi poi pazienza, avrai quasi sempre poco da rimproverarti.

Angelique Kerber 7
Brava perché ha fatto tutto quello che poteva. Ha corso, ha manovrato nella migliore maniera quando ne ha avuto l’occasione, ha cercato gli angoli appena era consono. D’accordo, vedere una che sull’erba non si avvicina alla rete nemmeno per sbaglio pare dissacrante, ma in fin dei conti chi lo fa tra le altre? Lei oggi doveva tenere botta per quanto riusciva e lo ha fatto, dimostrando una personalità insospettabile fino a quest’anno e una solidità che potrebbe essere acquisita definitivamente.
Ha perso il servizio due volte, una per set (nel secondo da 40-15) e tanto è bastato per perdere. Di strappare a sua volta il servizio non se ne parla, ha avuto una sola palla break annullata, manco a dirlo, con una ace a cui ne ha fatto seguito un altro a chiarire lo stato delle cose.
Non sa divertire, ma visto che in poche sanno farlo almeno lei fa quello che sa e lo fa ad alti livelli, quando arriveranno quelle forti davvero si farà da parte, o forse la sua testa la farà da parte a breve, ma per ora due finali slam in un anno di cui una vinta, sti cazzi! Fosse anche solo per quest’anno.
agafan

07/07/2016

Angelique Kerber vs Venus Williams 6-4 / 6-4
Altra semifinale rapida e a senso unico, la parabola commovente della Venere nera si ferma qui, non c’è lieto fine ma Venus ci ha regalato comunque una speranza inaspettata. Grazie Venus, per tutto, ci inchiniamo a te che hai cambiato questo sport e che nonostante età e acciacchi sei ancora qui a combattere a livelli altissimi.
Dopo un inizio al femminile, cioè con il servizio come arma sì ma puntata contro, il match si instrada verso la prevedibile conclusione, con una tedesca ritrovatasi ormai solida con la maturità e la statunitense sfinita da troppi elementi.

Angelique Kerber 8
Ma che 2016 sta vivendo? Io non so se sia un’annata fortunata o un cambiamento che permarrà, di sicuro se la sta ridendo sotto i baffi pensando a cosa dicevano di lei, anche giustamente, fino all’altro ieri. Anche se credo che le rivincite se le stia prendendo più su se stessa, sulla sua debolezza mentale, passata? Sulla sua incapacità di non essere solo difensiva, passata? Comincia timorosa e incerta, poi sale di livello e la porta a casa in modo lineare, anche perché l’avversaria è chiaramente in difficoltà già per il fatto di essere scesa in campo un giorno ancora.
Aiutata dall’avversaria sì, ma aiutati che gli dei del tennis ti aiutano. Sa quello che deve fare, spesso non risponde bene ma quando entra nello scambio fa muovere la spilungona dall’altra parte, oltre a difendersi nel solito modo: impressionante.
Ora in finale la aspetta la tremenda vendetta di Serena? Vista la Serena di oggi Angelica deve fare di più rispetto a questa semifinale, ma ha il grande vantaggio di aver già sfruttato l’occasione della vita di vincere uno slam, vedremo se la sua testa traballante lo capirà. Uno scempio vedere Kerber in finale a Wimbledon? Con tutto quello che abbiamo già visto ormai direi di no, la ragazza ha saputo migliorarsi.

Venus Williams 6,5
Sfiancata dallo sport e dalla vita e dalle ore passate in campo in queste due settimane non riesce a scoprirsi lucida. Chiaramente cerca di chiudere gli scambi nel più breve tempo possibile, ma sbaglia troppo, non riesce ad essere incisiva lì dove ne avrebbe le possibilità, buttando colpi alla sua portata.
Peccato ma dall’altra parte avrebbe dovuto trovarsi una che difendesse meno, allora forse si sarebbe potuta concedere una opportunità. Volete rimproverarle qualcosa? In tal caso andate a rinchiudervi in un posto davvero introvabile, altrimenti la punizione degli dei del tennis arriverà violenta.
agafan

Serena Williams vs Elena Vesnina 6-2 / 6-0
Doveva essere un match segnato e così è stato. Una semifinale senza storia, quasi un primo turno con una qualificata grazie ad un attacco di dissenteria di tutte le altre partecipanti. Ora chi affronterà in finale? La sorella che va a coronare la favola della regina decaduta che tenta di riprendersi il regno o la tedescona che dopo aver vinto inaspettatamente uno slam sembra averci preso gusto? In ogni caso partirà da favorita.

Serena Williams 10
Che voto volete darle? La differenza con l’avversaria è netta e lei è stata brava a fargliela misurare punto su punto. Non si distrae un solo istante, la soffoca, la impallina di servizi, insomma le fa capire che nessuno si può mettere tra lei e la sua finale. Una prova di forza senza se e senza ma, quasi a dire: e ora vediamo chi cazzo me lo toglie sto maledetto ventiduesimo slam.

Elena Vesnina 4
Anche qui, cosa volete darle? Non è un voto punitivo, è lo specchio di quanto visto in campo. Non ha avuto una sola possibilità, di fronte una Serena che non regala nulla e quindi inevitabilmente perde. Davvero poco da dire, oggi non ha gli strumenti per contrastarla, unica magra consolazione è che oggi forse nessuna li avrebbe avuti. Si deve accontentare di una semifinale, un bell’accontentarsi.
agafan

06/07/2016

Roger Federer vs Marin Cilic 6-7 / 4-6 / 6-3 / 7-6 / 6-3
Dopo un paio d’ore di partita non avrei scommesso un solo centesimo su Re Roger. Anzi, mestamente pensavo a come “attaccare” il pezzo a commento del match, cedendo alla malinconia di iniziare le Pagelle à la carte di Wimbledon con una notizia triste per tutti gli amanti del tennis. Invece, ecco che il mago svizzero diventa uomo disperato ed orgoglioso, insegue e ribatte in difesa le pallate di Cilic e, dopo aver annullato tre match point nel quarto set, con classe e determinazione conquista la sua 40ª semifinale in uno Slam.

Primi due set appannaggio del croato per la gioia di un impassibile (ma solo per le prime due ore) Goran Ivanisevic, suo coach e già vincente sull’erba di Wimbledon. Pare il Federer versione perdente, mentre Cilic gioca benissimo. La prima vera svolta è sul 3-3 nel terzo set: Federer va sotto 0-40, recupera, e nel game successivo toglie il servizio a Cilic e si prende il set. Nel quarto, Cilic ha tre match point, annullati da Federer col servizio. Il livello nel tie break sale vertiginosamente, Federer non molla, sembra incredibile ma ne ha di più, soprattutto mentalmente ma anche fisicamente; come ha poi dimostrato nel set decisivo, vinto di giustezza.

Roger Federer 9
Bisogna inchinarsi all’umiltà di questo atleta straordinario. Con lo spirito ha recuperato una partita che sembrava perduta, aggrappandosi ad ogni punto, avendo la forza e l’orgoglio senza presunzione di fare il tergicristallo in difesa. Ripartendo puntualmente su ogni set point gettato alle ortiche nel tie break del quarto set. Tirando spesso anche la seconda di servizio. E, naturalmente, regalando colpi di classe sopraffina che nemmeno è il caso di elencare. Tanti d’istinto, di rovescio. Se la sua schiena non ha risentito di una magistrale volée altissima dorsale vincente (primo set), possiamo ben sperare per il proseguo del torneo.

Marin Cilic 7
Ha giocato, forse, al di sopra delle sue possibilità. Raramente (Us Open di un paio di anni fa) ha dimostrato una simile costanza con tutti i fondamentali. La sensazione è che avrebbe potuto ripetere l’exploit di New York se avesse passato il turno.  I rimpianti delle tre palle break consecutive avute nel terzo set e della risposta su uno dei tre match point nel quarto, stanotte (e non solo) non lo faranno dormire.
Mec

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