Jelena Ostapenko vs Elina Svitolina 7-6 (7-3) / 7-6 (7-5)
Dev’essere stato duro il risveglio di Elina: davanti alla colazione, con lo sguardo perso nel vuoto, tremante di fronte all’idea delle sberle che stava andando a prendere in campo; il cameriere che le chiede “Altro caffè?” e lei che sobbalza sulla sedia e si chiude in posizione fetale.
In un’altra stanza Jelena si è svegliata ed ha iniziato a prendere a pugni qualsiasi cosa le capitasse a tiro, aria compresa, non vedendo l’ora di poterli tirare alla malcapitata di turno.
Jelena Ostapenko 6,5
Mena come una forsennata, a costo di tirare fuori palle comode. D’altro canto fioccano vincenti artificiali ogni due per tre. Jelena è questa, come è quella che nei due tie-break riesce a trovare l’efficacia necessaria per portare a casa i punti decisivi. In un match in cui fa e disfa pare giusto che ne esca vincente, più che altro le sentenze della giustizia si mettono in atto, si possono discutere ma sono inappellabili.
Elina Svitolina 4.5
Pare moscia, poco pimpante nei movimenti. Nei primi game chiama il fisioterapista, forse per medicare le ferite dell’orgoglio. Si trova in completa balìa dell’avversaria, non riesce a contrattaccare e si difende senza convinzione. Nel secondo set ogni tanto riesce a farsi propositiva, ma troppo poco per avere qualcosa da dire sulla partita.
Poi uno vede il punteggio e si dice che deve pur aver fatto qualcosa di buono. In realtà ha fatto tutto l’altra, Svitolina è spettatrice particolarmente interessata.

