MotoGP Aragon 2016, pagelle: Marquez, una botta al campionato

Lo spagnolo, dominatore per tutto il weekend, con la vittoria di oggi aggiunge un tassello importante alla sua corsa mondiale. Ora, praticamente, manca davvero poco e ora Marc potrebbe chiudere i conti già in Australia. Dietro di lui un finalmente solido Lorenzo e terzo Rossi, bravo finché ha potuto.

Marc Marquez vince il GP di casa con una prova di forza degna del blasone di… Marquez, per l’appunto. Libere quasi sempre davanti, pole stratosferica e una gara in cui la sua forza è stata tale da riuscire persino a rimediare a un erroraccio in partenza. Dietro di lui Lorenzo, che senza pioggia si conferma uno dei piloti migliori al mondo. Terzo Rossi, a cui va il merito di averci creduto e di avere lottato a ogni curva.

Marc Marquez 10 – Hai presente Maradona che gioca nella Cavese? Ecco. Oggi Marquez faceva quell’effetto lì, fenomeno in un mondo di gente normale. Spesso in questi ultimi due anni di alti e bassi (suoi) ce lo siamo dimenticato: presente e futuro sono saldamente in mano sua, facciamocene una ragione. E se siete così tifosi da non riuscire a godervi la bellezza della guida di questo nanerottolo coi dentoni, iniziate a sperare fortemente che rinasca un altro Valentino (o che Bulega maturi bene), perché sennò saranno cazzi per molto tempo.

Jorge Lorenzo 9 – Se conservato al caldo e all’asciutto, il pilota Jorge Lorenzo è buono in ogni pista. Oggi lo ha dimostrato con una gara parecchio gagliarda in cui, al culmine del pathos, sorpassa Rossi ciulandogli quei 4 punti che allontanano ancora di più il pesarese da una già improbabile scalata mondiale. Dopo il teatrino goffo di Misano, questa è la migliore risposta che poteva dare.

Valentino Rossi 9 – Ha la costanza di un vitellone 50 enne quando arriva l’estate e la sua Rimini si popola di ragazzotte nordiche dall’accento puntuto. Magari gli anni 70 sono lontani da un po’ e magari gli è venuta la panza e i capelli non sono più folti come un tempo. Magari preferiva la balera alla discoteca e le sue ginocchia non reggono più certe evoluzioni. Ma certe cose stai pur certo che non se le dimentica, e alla tedesca la caccia gliela darà con l’entusiasmo e la spietatezza dei tempi andati. Magari non andrà più in buca con frequenza, ma stai pur certo che un limone, spesso, lo porta a casa. Ecco, a restare nella metafora, oggi per Rossi è stato solo un limone, e se non fosse che questo terzo posto rappresenta la quasi certa pietra tombale sulla sua Decima, per la rabbia e per la classe da vecchio leone messa in campo, ci sarebbe solo da gioire.

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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