Era il favorito fin dall’inizio, ma la vittoria di Marquez, oggi al Sachsenring, sancisce una volta per tutte la maturazione di questo campione, che oltre al talento sa metterci anche la testa. Chiudono il podio Crutchlow e Dovizioso. Male Rossi e Lorenzo
Quella del Sachsenring è la seconda gara dopo Assen caratterizzata da pioggia e cambi moto. A vincere sul “pistino” tedesco è ancora una volta Marc Marquez, che in Germania domina da sei anni. Su una pista che cambiava continuamente condizioni (da bagnato a asciutto) il pilota Honda ha annusato l’aria meglio di tutti azzeccando il tempo di ingresso ai box per il cambio moto. Dietro di lui si piazzano un grande Cal Crutchlow e Andrea Dovizioso, a lungo in testa alla gara. Solo ottavo Rossi, che paga un ingresso ai box decisamente tardivo
Marc Marquez 10 – Il pilota Honda quando sbarca al Sachsenring pare un vitellone da riviera romagnola. Dove passa lui è strage di tedesche. Questa volta, però, a differenza degli altri anni non vince di forza, ma di strategia, azzeccando tutto l’azzeccabile e chiudendo il GP in solitaria. Vederlo passare come birilli tutti i piloti davanti a lui, girando con le slick (eh sì, lui ha montato le slick…) in un corridoio di 30 cm, è stato da enciclopedia della guida. Questo è il suo mondiale, oramai anche i pochi dubbi rimasti sono definitivamente fugati.
Cal Crutchlow 10 – Spiritello Cal al parco chiuso, subito dopo aver centrato un secondo posto che deve aver scatenato in Cecchinello un priapismo incurabile, si fa pescare al telefono mentre parla con la moglie rimasta casa perché in procinto di partorire. Sotto quegli occhi da pazzo, dunque, batte un cuore di panna. Detto ciò, grande gara e grande spirito: vederlo staccare così, alla salcazzochestofacendo, è sempre meraviglioso.
Andrea Dovizioso 7 – Tarda a rientrare ai box e, molto probabilmente, butta via una grande chanche per siglare la prima vittoria stagionale. Poi oh, forse non sarebbe finita così, però un po’ di amaro in bocca resta. In ogni caso, il terzo posto è manna dal cielo e il Dovi se lo prende regolando molto bene Redding all’ultimo giro.
Scott Redding 8 – Dopo il podio di Assen regala alla Pramac l’ennesima grande prestazione. Anche lui col meteo incerto riesce a dare il meglio di sé, probabilmente oggi il podio sarebbe stato troppo, ma va benissimo così.
Andrea Iannone 6,5 – Prima parte di gara agghiacciante. Poi stupisce tutti cambiando gomme prima degli altri e da lì inizia la sua rimonta. Alla fine è quinto, non paga troppo dai primi e dimostra che come pilota, al netto dei colpi di testa, resta uno dei più forti.
Gli sconfitti – Valentino Rossi (5): dopo Assen quella del Sachsenring è la seconda gara buttata da parte del Dottore. Esattamente come a Misano 2015 ritarda troppo il rientro ai box (coi meccanici a sbracciarsi dal muretto per convincerlo a cambiare moto) per timore di trovarsi male con le altre gomme. Il risultato è che Marquez è volato in testa senza avversari credibili e Rossi, a differenza di Crutchlow e Dovizioso, ci ha pure messo diversi giri per adattarsi alle intermedie. Marquez e con lui il Mondiale 2016, è sempre più lontano… Danilo Petrucci (5): il buon vecchio Petrux per come andava sul bagnato pareva quasi che potesse farcela, che peccato. Jorge Lorenzo (4): vabbè, giudicare Jorgito sul bagnato è un po’ come chiedere virilità italica ai fidanzati delle tedesche di cui sopra.

