La pioggia stravolge il GP d’Olanda che, dopo una doppia partenza, acqua a catinelle e sincopi collettive vede vincere l’inaspettato Jack Miller, seguito da Marc Marquez e dall’ottimo Scott Redding. E gli altri? Non pervenuti.
La pioggia di Assen ha disegnato un GP folle, incerto, caratterizzato da due partenze, un mare di cadute e, come giusto che sia, alla fine portato a casa dal pilota meno probabile. Jack Miller, l’impennatore pazzo, l’uomo che ha fatto il passo più lungo della gamba, la promessa disattesa e chi più ne ha più ne metta, si è ritrovato tra le mani la possibilità di vincere il suo primo GP e non se l’è fatta scappare. Dietro di lui Marc Marquez, unico fra i grandi a non commettere errori e portare a casa punti pesanti come il piombo. Chiude il podio un altro outsider, Scott Redding, che corona un weekend oltre le aspettative. E gli altri? Cadono tutti, o quasi. Da Rossi a Dovizioso, passando per le Ducati degli sfigatissimi Hernandez e Petrucci. Invisibile Jorge Lorenzo, cazzuto, invece, Andrea Iannone, partito ultimo e capace di fare quinto con in mezzo pure una caduta. Ma andiamo con ordine:
Jack Miller 10 – L’australiano spunta dal cilindro e va a vincere alla grandissima un GP tanto folle quanto inaspettato. Tanto culo? Probabile. Non succederà mai più (almeno nell’immediato)? Più che probabile. Rossi e compagnia bella al giorno d’oggi sono di un altro pianeta? Probabilissimo. Però oggi Miller li ha fregati tutti ed è questo quello che conta. Siamo onesti: al netto della voce funerea di Meda, oggi gli appassionati di sport hanno goduto un sacco, perché la storia di Davide che vince contro Golia è sempre bella e perché il buon Miller quando vince tira delle penne da paura.
Marc Marquez 9 – È l’unico grande a uscire indenne dal delirio di Assen. Corre per non cadere, e riesce comunque a restare sempre coi primi. In “gara1” non prende rischi, mentre in “gara2”, pur vedendo Rossi uscire di scena, dimostra maturità non facendosi prendere dalla fregola e lasciando vincere Miller. Il distacco dalla coppia Yamaha aumenta e quel che spaventa di più è che il primo posto in classifica è figlio più della sua intelligenza tattica che del talento. E considerando che di talento ne ha a palate, fate un po’ voi i conti…
Scott Redding 8 – C’è poco da dire. Con un Miller che va a vincere in maniera così inaspettata, anche il terzo posto suona un po’ come una beffa. Però dai, il bicchiere è comunque bello pieno: per lui è stato un weekend spettacolare, sempre davanti, sempre veloce. Redding è un talento vero, speriamo che questo podio lo aiuti a rendersene conto.
Andrea Iannone 8 – Finisce quinto e, viste le premesse, di più non gli si poteva chiedere e alla fine è l’unico pilota Ducati che arriva in fondo e porta a casa punti. Oggi i ragazzini non sognano più di diventare forti come Rossi, ma vogliono essere come Iannone, perché c’è più gusto, almeno quest’anno. Pensateci bene: odiato da tutti, bollato come scorretto, sacrificato dalla sua Ducati sull’altare del dio Lorenzo, protagonista di migliaia di meme su Internet, Andrea il Reietto continua a confermarsi come il pilota Ducati più concreto del lotto. Lo confesso, ci trovo un gusto perverso e irresistibile in tutto ciò. In più, adesso, a preparargli il brodetto di pesce e a rassettargli casa c’è pure Belen Rodriguez. Fate un po’ voi.
The Fallen (voti vari) – Voto 5 alla Ducati intesa come Dovizioso, Hernandez e Petrucci. Cioè ragazzi, c’è ben poco da dire se non: quest’estate è obbligatoria la macchinata a Lourdes. Uno dei tre oggi poteva vincere, sarebbe potuta diventare una giornata storica e invece anche questa domenica a referto ci entrano solo le bestemmie del povero Dall’Igna. Valentino Rossi voto 5: un errore di valutazione sull’acqua, e cioè il terreno dove il Dottore ci ha fatto vedere negli anni alcuni dei suoi miracoli più brillanti, gli leva una più che probabile lotta per il primo posto. Peccato, in più ora la classifica è preoccupante.
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