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MotoGP 2015, Gran Premio di Francia – Pagelle semiserie e la consapevolezza di non capirci una mazza

Nonostante le mie previsioni nefaste Jorge Lorenzo bissa la vittoria di Jerez. Dietro di lui Rossi e la Ducati di Dovizioso, Marquez parte bene ma poi si sgonfia come un soufflè fuori cottura. Grande  Iannone, sderenato ed eroico.

Jorge Lorenzo, che io, con la lucida lungimiranza con cui solitamente indirizzo la mia vita, avevo già dato per spacciato, centra la seconda vittoria stagionale. Rossi dopo non averci capito una mazza per tutto il weekend, azzecca la modifica giusta e trova un secondo posto che vale oro. Dovizioso fa un ottimo terzo e Marquez, dopo un weekend da dominatore, si ferma mestamente ai piedi del podio. Ma non indugiamo oltre e via con le pagelle.

Jorge Lorenzo 10 – Che voto vuoi dare a uno che alla prima curva passa in testa e mantiene la posizione fino al traguardo? Lorenzo centra la seconda vittoria stagionale e dà l’impressione che la partenza a rilento delle prime tre gare, alla fine, avrà lo stesso peso che può avere una singola cilecca di Siffredi dopo dodici ore di riprese furenti con il meglio offerto dall’Ungheria. La forma fisica e mentale di Porfuera è di quelle da far invidia e la sua Yamaha è una perfetta compagna di giochi. Insomma, Rocco/Lorenzo c’è, è in palla e sembra pronto per “invadere” anche l’Italia.

Valentino Rossi 7 – Brancola nel buio per un intero weekend e pareva miseramente indirizzato verso una gara incolore. Poi, dopo il warm-up, il Mago Galbusera armato di brugola, cacciavite e martello si chiude in garage e contro ogni pronostico riesce a dare un senso alla M1 numero 46. Il Dottore ci mette poi del suo conducendo una gara giudiziosa, passando tutti quelli che si potevano passare e prendendosi un secondo posto che pesa parecchio. Ps: parlando di Rossi non posso esimermi dal fare un mega complimento a Romano Fenati, “giganterrimo” in Moto3. Il pilota di Ascoli Piceno (peraltro identico a Carlo Vacca, uno dei personaggi di Mezzo Destro, Mezzo sinistro due calciatori senza pallone) vince e convince, ulteriore segno che la scuola Rossi funziona alla grande.

Andrea Dovizioso 6,5 – Il Dovi ritrova il podio in un weekend dove le luci e le ombre si sono alternate nella stessa misura in cui in un pub irlandese si susseguono le pinte di Guinness e le capatine al cesso. Alla fine centra un bel terzo posto, consolida la leadership interna e si prepara per il prossimo appuntamento al Mugello. Qui la Ducati sembra essere un fulmine e Dovizioso sa bene che il bersaglio grosso potrebbe essere a portata di mano.

Marc Marquez 5,5 – Veloce e concreto per tutto il weekend, il Cabroncito si ammoscia sul più bello. Nel primo giro il pilota Honda pareva aver assunto gli stessi psicofarmaci che prende Crutchlow: traiettorie ad mentula canis, recuperi clamorosi e quella strana sensazione di “cazzata imminente” che caratterizza lo stile di guida del mitico Cal. L’effetto dura poco perché già dal secondo giro si capisce che qualcosa non va e lo spagnolo inizia a perdere terreno installandosi tra il sesto e il quarto posto. Il motivo, dirà poi, è dovuto all’innalzamento della temperatura che ha praticamente sciolto il feeling con l’anteriore della sua RC213V. Alla fine fa quarto e nelle interviste post gara, dove chiunque altro avrebbe ululato alla luna la disperazione per l’occasione persa, lui se ne frega, ride e dice: “Faremo meglio la prossima volta”. Dio come vorrei prendere la vita come fa lui…

Andrea Iannone 7 – Pur presentandosi a Le Mans con una spalla lussata, Ianna porta a casa un bel secondo posto in qualifica ed è stato autore di una gara decisamente gagliavda. Purtroppo sulla lunga distanza il dolore lo ha condizionato ma la sua prova non si può certo definire negativa: il quinto posto ottenuto in queste condizioni certifica la bontà del binomio moto/pilota e fa ben sperare per il Mugello. Nonostante il dolore, Andrea ha provato persino a battagliare con Marquez innescando un bel confronto nei tre giri finali. Un revival dei vecchi duelli in Moto2, fatti di staccate e incroci di traiettorie chirurgici. Alla fine la spunta Marquez, ma viste le premesse va bene così.

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