Site icon EsteticaMente

MotoGP 2015 – Gran Premio di Austin – Pagelle semiserie… al buio

Dopo aver passato tutto il weekend a sbertucciare il circuito di Austin che, tra cani in pista, commissari che non si presentano al circuito e ponti che sbrodano acqua, pareva gestito da un pool italiano di esperti in Grandi Opere, a casa mia, zona Porta Romana, salta la corrente esattamente 5 minuti prima della partenza. Ma tant’è, tra tethering, SkyGo, candele e bestemmie, ecco come è andato il secondo GP stagionale

Marquez 10 e tanta roba – Hai presente Ronaldinho a fine carriera, che tu paghi comunque il biglietto per vedergli fare un doppio passo e poi chissenefrega se per il resto del tempo caracolla appesantito? Ecco, Marquez, col brasiliano, non c’entra una mazza (e perché l’ho usato come metro di paragone, chiederete voi? E che ne so. È l’unico giocatore che mi è venuto in mente e che, ai tempi belli, era totalmente trascendentale). El Cabroncito sabato comincia col farci capire con un giro di qualifica da orgasmo multiplo che il più forte è sempre lui, poi, invece di sollazzarsi e vivere di rendita come fa il dentone brasiliano emigrato in Messico, prosegue pennellando una gara perfetta dove, senza strafare, domina su tutto e su tutti. Kanemoto, che i bene informati raccontano incazzato come una biscia dopo il Qatar, ringrazia sentitamente.

Dovizioso 8,5 – Io lo dichiaro adesso così poi, quei pochi che leggeranno queste pagelle ridicole, potranno catalogarmi come un fazioso senza speranza: io tifo Dovizioso. Tifo Dovizioso perché è solido, perché il lavoro paga, perché è l’esempio lampante che se ci si fa il mazzo, in un mondo giusto, si viene sempre premiati. Tifo Dovizioso perché ha un talento della madonna, ma in carriera ha avuto sempre poco culo. Tifo Dovizioso perché ha assistito da dietro al giro mostruoso di Marquez in qualifica e, con una risata sincera e senza accampare scuse, ha ammesso che lo spagnolo fa un altro mestiere. Tifo Dovizioso perché ha la faccia da bravo ragazzo e tu pensa le fregole ormonali che avrebbe potuto stimolare nel tifoso Ducati se solo avesse avuto gli occhi da pazzo tipo Fogarty o le rughe da Crocrodile Dundee tipo Bayliss. Mentre io straparlo, intanto, la Desmosedici continua a crescere e, se l’idea progettuale è di quel geniaccio di Dall’Igna, il lavoro sporco è tutto del forlivese.

Rossi 7 – È in testa al campionato e si è difeso alla grande in una delle piste più difficili per la sua Yamaha. Para i colpi con mestiere ed esperienza: un po’ come Al Bano, che per risvegliare dal coma il suo pubblico di ottuagenari piazza a tradimento l’acuto spaccatimpani, il Dottore infila la staccatona più bella della gara rintuzzando un attacco kamikaze di Dovizioso. Marquez sarà anche di un altro pianeta, ma Rossi è un Barolo del 2004, unico.

Lorenzo 6,5 – Io con la bronchite, di solito, mi sento arzillo come se il Tristo Mietitore stesse brandendo la sua falce sopra il mio cranio. Lui arriva ai piedi del podio, senza infamia e senza lode, ma ci arriva. Questo, a naso, non sembra essere il suo anno ma PorFuera ci ha già abituato a delle stagioni in crescendo, diamogli tempo.

Iannone 6 – Chiude il trenino dei più forti ma va bene così. La domenica non è sempre domenica, Marquez statisticamente fa una sola cazzata all’anno e non è che Lorenzo guida sempre con l’imbottitura del casco sugli occhi. Però, Andrea fa il suo, è solido e ha un talento le cui potenzialità sono ancora tutte da scoprire. Ha dalla sua l’età, una moto valida, carattere da vendere e una evve moscia che potvebbe confevive ulteviove nobiltà al cvudo mondo dei motovi.

Melandri 10 – Io continuo a essere con te. Sappilo. E son convinto che se ad Aragon ci fossi stato tu, Chaz Davies avrebbe avuto vita meno facile.

Meda & Capirossi 8 – Dopo i botti del Qatar il duo di Sky ha dovuto cimentarsi con una gara mediamente noiosa. Meda preserva l’ugola sfoggiando un registro in tono minore e Loris snocciola le sue competenze con puntualità. Capirex è predittivo come Biaggi e in più è anche simpatico. A corollario mi sento di dare un voto anche alla coda di cavallo dell’inviata Saderini: 8. E a parlare non sono gli ormoni primaverili, giuro.

Casey Stoner 10 – Per uno che passa le giornate pescando capitoni e aiutando la bella Adriana a piegare le lenzuola, i recenti tweet, con cui ha urlato al mondo il suo dispiacere per non essere in pista ad Austin, sono suonati strani. Io, che sono un pirla complottista facilmente abbindolabile, fino alla fine ho sperato che quella di Aoyama fosse tutta una finta e che Stoner da un momento all’altro arrivasse in pista con la tuta smanicata, il cappellaccio da cowboy e, legata in vita, la frusta con cui tiene a bada i montoni del suo ranch. Non è successo e dobbiamo farcene una ragione. Detto ciò, io continuo a sognare: mi immagino Casey che settimana prossima scende dal Waler che usa solitamente per cacciare i cinghiali, prende un volo per l’Argentina, sale sulla RC213V e si inchiappetta tutti. Poi mi immagino anche Elisabetta Canalis che bussa alla mia porta (s)vestita come in giugno 2003 del calendario di Max. Ma forse questa è davvero fantascienza.

Exit mobile version