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MotoGP 2015, Gran Premio del Mugello – Pagelle semiserie dall’Isola di Man

Ho seguito il Gran Premio di Italia in uno dei posti più belli che un motociclista più o meno sano di mente possa mai visitare. Tra un giro sul Mountain e mancate conversioni da miglia orarie a km/h, ecco le mie pagelle, ovviamente tanto distratte. Spero Lorenzo mi possa perdonare 

Il GP del Mugello, causa trasferta lavorativa all’Isola di Man, l’ho seguito in condizioni precarie e soprattutto col cervello ottenebrato dal fascino del Tourist Trophy: una gara senza senso, su strade senza senso, corsa da gente che pure loro, forse, un senso non ce l’ha, ah. 

Ma di questo parlerò in un post dedicato, come del resto del motivo per cui ero lì, ossia il certosino test di un casco Arai. 

Tornando al Mugello, il GP l’ho dunque visto da accampato, in streaming su un iPhone6 gentilmente fornito da un collega tedesco, seduto sui gradini della tribuna centrale assieme ad altri 5/6 giornalisti di varie nazionalità. La fredda telecronaca crucca mi ha purtroppo privato della verve di Meda e Capirossi (leggendo i commenti degli amici su Facebook, pare che il loro entusiasmo si sia attestato su livelli altissimi).E insomma, seduto in quel luogo mitico intento a cercare di guardare la gara sullo schermo di uno smartphone, con affianco un giornalista spagnolo parecchio esagitato e con ancora in corpo l’adrenalina che può darti il superare le 120 miglia orarie tra strapiombi e muretti (graziaddio la moto aveva il tachimetro inglese: su quelle strade è meglio non sapere quanto forte si va), ecco le mie inutili pagelline

Jorge Lorenzo 10 – Ma che diavolo gli vuoi dire? Cioè, ennesimo arrivo in solitaria e un ultimo giro in relax con cui salutare il pubblico con la manina a cucchiaio tipo regina Elisabetta, sono il timbro su una gara perfetta, disegnata da un pilota che è molto più solido di quello che si poteva pensare a inizio campionato. Jorge ha finalmente assorbito il colpo dell’arrivo di Marquez (peraltro nel momento migliore della carriera) ed è tornato il martello che era tre anni fa. Da qui in poi ci sarà da ridere. Chissà se nei box Yamaha si ergeranno nuovi muri.

Andrea Iannone 10 – Un weekend da incovniciave. Pole al sabato, secondo posto la domenica (suo miglior risultato in MotoGP) e prestazione nel complesso testosteronica. Lotta con Marquez, lo costringe all’errore dimostrando una freddezza e una voglia da vero campione. E poi, diciamolo, poggia le chiappe su una Ducati stupenda, che continua a crescere e che sembra sempre più vicina alla vittoria.    

Valentino Rossi 7,5 – Weekend che si può valutare in due maniere, entrambe buone. La prima è che il Dottore ha fatto una gran rimonta, da undicesimo a terzo, un podio conquistato con determinazione e classe. Nonostante tutto è ancora primo in classifica, e finché là davanti c’è lui nessuno può permettersi di criticarlo. La seconda è che se a Dovizioso invece della lama della sega circolare gli avessero montato una semplice corona e Marquez non avesse deciso di suicidarsi con le sue mani, il podio al Mugello sarebbe stato più improbabile di un pellegrinaggio di suore carmelitane a Riga. Senza contare che i secondi rifilatigli dal compagno di squadra (6,5 al netto dei festeggiamenti dell’ultimo giro) sono parecchi. 

Dani Pedrosa 8 – Se c’è da fare a sportellate il buon Pedrosa sfodera la solita cattiveria agonistica tipica dell’Orso Chicco, però è indubbio che al momento, nonostante la forma fisica precaria, è l’unico a saper guidare efficacemente la RC213V. Io spero che cresca ancora, se non altro perché vederlo raddrizzare a quel modo la moto in uscita di curva è sempre uno spettacolo.

Andrea Dovizioso s.v. – Fa una cappellata mostruosa nel warm-up ma, nonostante ciò, in gara è stato veloce ed efficace. Senza il problema alla catena probabilmente avremmo assistito a un bel duello con Iannone e a un podio per due terzi rosso Ducati.

Marc Marquez 4 – Lo spagnolo guida sempre alla sua maniera, solo che quest’anno, vuoi un po’ la sfiga, vuoi una Honda non perfettamente a punto, le cazzate gli capitano in serie. La fretta di recuperare gli mette ansia e lo costringe a sbagliare ben più del dovuto. Il talento c’è, e non è una novità, la gestione degli equilibri un po’ meno. Non è che forse ha scoperto le gioie del sesso? 

Cal Crutchlow 5 – Ok, io sono tra quelli che gli ha consigliato di smetterla coi tranquillanti e dare libero sfogo alla sua natura di pazzo furioso. Però così è un filo troppo. 

Marco Melandri – Caro Macio, ti capisco. Per rimanere in tema col vecchio Cal, se vuoi posso girarti il nome della mia psicologa, è brava e discreta. Magari non scoprirai chi sei, ma potrai far luce su chi cazzo te l’ha fatto fare. 

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