A Milano si muore di caldo, e a casa mia si muore un po’ di più. La gara del Sachsenring sposta le lancette del tempo al 2014 e mette in mostra un Marquez che vince senza troppa fatica. Dietro di lui Pedrosa e Rossi.
Premetto col dire ho assistito al GP di Germania in mutande, col televisore davanti, il ventilatore dietro la schiena e sul tavolo ogni sorta di integratore minerale, per cui perdonate queste pagelle stringate e pure un po’ sofferenti. Giustificazioni a parte, venendo alla gara, il dato principale è che Marquez pare aver ritrovato la lucidità perduta: centra il sesto successo consecutivo sul tracciato tedesco e, nel complesso, sembra essere ritornato ai livelli di concentrazione dello scorso anno. Insomma, un ritorno al passato (recente) che potrebbe mettere ulteriore sale sulla coda di un campionato già parecchio incerto. Ma andiamo a incominciare con i giudizi.
Marc Marquez 10 – Il pilota spagnolo torna trascendentale e va a vincere in solitaria il GP di Germania. Le telecamere di Sky lo riprendono solo al primo giro, poi sparisce dalle inquadrature perché decide di pennellare tempi inarrivabili per tutti gli altri. Tanti i motivi alla base di questa vittoria, prima di tutto al Sachesenring lo spagnolo è di casa avendoci vinto per 6 anni consecutivi. Poi mettiamoci le polemiche, il mondiale che sfugge, i giramenti di palle vari ed ecco che il buon Marc si è ricordato di essere un extraterrestre. Ora che succederà? Se ricomincia a guidare così, con metà campionato ancora da correre, ci sarà da divertirsi.
Dani Pedrosa 9 – Fa secondo, e ok. Prende paga dal compagno di squadra, e ok. Ma allora perché un votone? Semplice: perché per la prima volta in carriera (credo) Puffo Pedrosa ha effettuato un sorpasso su Gargamella Rossi. È vero, ha tergiversato 4 giri nonostante fosse palesemente più veloce, non è stato un sorpassone in staccata di quelli da antologia, vero anche questo, però, diamogliene atto, è stato un sorpasso.
Valentino Rossi 7 – C’era ben poco da fare. Qui le Honda erano nettamente più forti e per Vale è stata una gara in difesa. A differenza di Lorenzo però, Rossi si sbatte di più e prova ad andare oltre i limiti della sua moto. Alla fine non ci riesce, ma dimostra ancora una volta di avere la convinzione giusta per provare a inseguire “la decima”. A proposito di sorpassi: la tanto attesa resa dei conti con Marquez, non c’è stata, nonostante ciò il lottatore Rossi ha movimentato il GP mettendo a segno una gran bella stoccata (regolare e pulita) ai danni di Lorenzo. Sai com’è, giusto per tenersi in allenamento.
Jorge Lorenzo 6,5 – Come ad Assen, Jorge condensa la sua gara tutta nel primo giro. Un po’ eiaculatio precox, un po’ fenomeno, lo spagnolo si inventa un numero da antologia nelle prime tre curve, cesellando una traiettoria perfetta che lo porta davanti a tutti in poche centinaia di metri. Poi, probabilmente soddisfatto, “Schizzo” si accende una siga e, per i restanti giri, passa il tempo a chiedere alla sua M1 se le sia piaciuto davvero. Intanto però, il distacco da Rossi aumenta.
Andrea Iannone 7 – Zitto zitto, lemme lemme, il buon Ianna pare aver sottoscritto l’abbonamento annuale al quinto posto. Non può nulla contro quelli lì davanti ma, attualmente, il pilota di Vasto è il miglior interprete della Desmosedici. Se poi il compagno di squadra si fa fuori con le sue stesse mani, la promozione a “prima guida” rischia di diventare una semplice “fovmalità”.

