MotoGP 2015 Aragon, Lorenzo alter sport, Rossi tiene botta

Al Motorland di Aragon Lorenzo martella una gara delle sue e per gli altri non c’è storia. Dietro di lui un solido Rossi e il riscoperto gladiatore Pedrosa. Marquez, forse di fretta per via di un appuntamento galante, lascia la cumpa al primo giro.

Jorge Lorenzo 10 – Perde la pole di un soffio, ma alla fine ciò che conta è la gara, e Lorenzo oggi ad Aragon ha inequivocabilmente fatto il Lorenzo. In testa fin dal primo giro, controlla fino alla fine e rosicchia qualche punto a Rossi in ottica campionato. Le fughe in solitaria sono il suo pane, solo là davanti il buon Jorge è imbattibile, in solitaria sta comodo, a suo agio come lo può essere Cicciolina in un maneggio.  A fine gara festeggia fingendosi pittore e persino Meda, che di solito non perde occasione per sottolineare la poca fantasia del pilota maiorchino, pare apprezzare. Ora le gare che mancano sono quattro e se Jorge va avanti così il campionato non può certo dirsi concluso. Certo: per facilitargli il compito tra lui e Rossi dovrebbe ogni tanto mettersi qualcuno, ma il Marquez di quest’anno sembra aver confuso la disciplina motociclistica con il calcio fiorentino.

Dani Pedrosa 9,5 – Ohibò. Il signore della sfiga Dani Pedrosa corre da campione (lui lo è, del resto) e centra un secondo posto che vale oro, se non altro per il morale. Tiene dietro Rossi per quasi tutta gara e negli ultimi giri mette in scena un duello stupendo con il pilota italiano fatto di botta e risposta da vecchia scuola. Meraviglioso combattente, si difende coi denti e in 3 giri ad Aragon fa più di quello che ha fatto in un’intera carriera contro Rossi. Bravissimo davvero. Gli applausi più sinceri, oggi, sono per lui.

Valentino Rossi 9 – Avete presente quando vi svegliate al mattino e vi sentite bellissimi, uscite di casa e sull’uscio trovate 100 euro, entrate in ufficio e, in ascensore,siete soli con la vostra personalissima Signorina Silvani la quale, a causa di un blackout che vi costringe per ore in un cubo di 3 metri x 3, decide di mettere in pratica tutto quello che ha imparato su “il Kamasutra a puntate” arrivato per posta con Euroclub? Ecco, più o meno, a Rossi quest’anno gira così. Gli astri sono allineati, l’unico che potrebbe rubargli punti è sempre in terra e lui, contento, ci mette del suo divertendosi come un bambino. La lotta con Pedrosa è puro spettacolo ma la cosa bella è che il vecchietto, invece di limitarsi a incassare un terzo posto che vale oro, le prova tutte per centrare il secondo. Se non ci fosse, il Dottor Rossi, bisognerebbe inventarlo.

Andrea Iannone 7 – Con quei tre là davanti c’era poco da fare, ma il solido Andrea paga solo 7 secondi da Lorenzo, un risultato che sebbene non porta il podio si può definire positivo. Se si esclude “mina vagante” Marquez e il discontinuo Pedrosa, Andvea è la terza forza del campionato, almeno per continuità. Il prossimo anno, se la Desmosedici crescerà come tutti si auspicano, sarà un avversario molto, molto tosto. Discorso diverso per Dovizioso (5), che paga 24 secondi dalla vetta e continua nel suo personale periodo di alti (pochi) e bassi (molti).

Marc Marquez 4 – Oramai i bookmakers non si giocano più il suo piazzamento ma il numero di giri che riuscirà a chiudere prima di fare una cazzata. Oggi ha avuto fretta e se la sbriga al primo giro: di meglio, francamente, non poteva fare. Noi andiamo avanti a chiederci che succede nella capoccia di questo fenomenale pilota spagnolo che, dopo la vittoria intelligente e rocambolesca di Misano, riesce a rovinare tutto con una scivolata senza senso. Un anno fa era efficace, continuo e devastante come il Ronaldo degli anni 90. Oggi pare Cassano: talentuoso sì, ma con la testa che si accende per cinque minuti al giorno, e mai quando è in moto.

Su massimo miliani

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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