Formula1 – GP Messico – Messico e nuvole la faccia allegra della Formula 1. Dopo ben 23 anni, la Formula 1 ritorna in Messico, su un circuito completamente riprogettato da Hermann Tilke e stracolmo di gente festosa, sorridente….ubriaca insomma!
Un minestrone di curve lente e veloci che passa nel bel mezzo di uno stadio da baseball da 40000 spettatori, a 2200 metri di altezza. Le velocità che si raggiungono in pista sono le più alte del mondiale (265 km/h) grazie alla bassa densità dell’aria. Per i piloti guidare su questa pista è un sogno, per tutti tranne che per i due ferraristi purtroppo.
È stato un weekend nero per la scuderia di Maranello. Vettel, nei primi metri di gara, ha subito vanificato l’ottimo terzo tempo ottenuto in qualifica a causa di un contatto con Ricciardo e conseguente foratura. Da li in avanti ha collezionato un errore dopo l’altro fino al testacoda del 18° giro e al definitivo contatto con le barriere al 52°giro provocando pure l’ingresso della safety car. Ha corso la peggiore gara della stagione. Proprio quando avrebbe dovuto allungare su Rosberg, si è fatto doppiare dallo stesso per poi girare sugli stessi tempi. Una grande chance sprecata soprattutto per il buon passo gara che la monoposto ha dimostrato di avere in tutto il weekend.
Per Kimi Raikkonen le cose si sono complicate fin dalla qualifica del sabato. La sostituzione del cambio e del motore lo hanno costretto a partire dalle retrovie. Nonostante ciò ha provato a rimontare ma al 23° giro bambolotto Bottas ha tenuto alto l’onore del suo cognome restituendo la botta che Raikkonen gli aveva prestato in Russia. Che rottura di sospensione per Raikkonen! Soprattutto perché bambolotto Bottas è uscito illeso dallo scontro, finendo la gara terzo davanti alle Red Bull di Kvyat, di Ricciardo e all’altra Williams di Massa. Non sono incazzato con Kimi stavolta, non posso esserlo perché ha dato il massimo e per la prima volta in carriera forse, ha avuto un atteggiamento esemplare, è stato uomo di squadra. Per tutto il weekend ha parlato con i suoi meccanici, li ha ringraziati per avere lavorato tutta la notte pur di mandarlo in pista ieri. Si lo so si chiama professionalità e tutti i piloti dovrebbero averla, ma per l’uomo di ghiaccio è diverso.
Lì davanti a tutti, sul loro pianeta, le Mercedes hanno corso una gara in solitaria. Rosberg è stato sempre davanti al suo compagno di squadra Hamilton che, da dietro, ha spinto dall’inizio alla fine, facendogli sentire la presenza ingombrante di un tre volte campione del mondo… Evidente la goduria sulla faccia di Rosberg a fine gara! Non gli è affatto dispiaciuto stare davanti con dietro tutti quanti!
Due appuntamenti ci separano dalla fine della stagione e la sfida tra i due tedeschi per il secondo posto rimane vivissima, con Rosberg che si porta a quota 272 punti, con 21 punti di margine su Vettel. Essendo vicini alla fine del mondiale, ho iniziato a stilare l’elenco dei desideri per l’anno che verrà e fra questi non posso non pensare al mitico Alonso, che anche questa volta, è stato costretto al ritiro dopo un solo giro. Spero che per la prossima stagione possa ritrovare un posto tra i grandi perché una fine così, dietro il suo compagno di squadra Button, non se la merita!

