Formula 1 – GP del Giappone. quattordicesima prova stagionale. A Suzuka, su una pista velocissima, tecnica, dove i sorpassi sono possibili, Hamilton riporta la sua freccia d’argento sul pianeta Mercedes, piega Rosberg e conquista l’ottava vittoria stagionale.
Gara persa in partenza per Rosberg che al via è stato bravo ma non abbastanza intelligente per chiudere la porta ad Hamilton ed evitare di fargli prendere il comando della gara. Da lì in avanti, di Hamilton, si è persa ogni traccia, mai inquadrato dalla televisione, è andato a vincere in solitaria, conquistando la quarantunesima vittoria in carriera, tante quante quelle conquistate dal suo idolo Ayrton Senna, lui che, su questo circuito e con la sua McLaren Honda, di campionati del mondo ne ha vinti ben tre. Erano altri tempi quelli, tempi in cui il marchio giapponese faceva la differenza.
Oggi, dopo quasi vent’anni, Alonso, durante un team radio, ha definito il motore Honda che spinge la sua McLaren: “motore da GP2“, dando sfogo a tutta la sua frustrazione e lanciando un messaggio durissimo alla squadra. Credo sia stata la cosa più interessante successa in questo Gran Premio, perché come a volte accade, frasi così, dette in gara, portano inevitabilmente a delle divisioni. Sembra che il samurai Alonso stia per esaurire la pazienza e l’ottimismo che, a inizio stagione, lo avevano spinto ad accettare questa sfida, convinto che le cose sarebbero andate diversamente.
Equilibri ristabiliti dunque, almeno per quanto riguarda la leadership del campionato. Tutto ancora è da vedere, invece, per quanto riguarda il secondo posto dopo un’altra prestazione convincente delle Ferrari: Kimi Raikkonen (4° all’arrivo), con un pit stop anticipato (undercut), è riuscito a sopravanzare il connazionale Bottas (5° all’arrivo), Vettel (3° all’arrivo), dopo un’ottima partenza si è ritrovato secondo, guadagnando una posizione sia su Bottas che su Rosberg (2° all’arrivo), posizione che ha dovuto però cedere allo stesso Rosberg dopo il pit stop anticipato della Mercedes. L’aspetto interessante è che, la gara della Ferrari, è stata decisa non in pista ma ai box, a dimostrazione del fatto che Vettel ha girato sugli stessi tempi della freccia “lenta” d’argento. Io, fossi in Rosberg, sarei molto più preoccupato di difendere il secondo posto più che cercare di raggiungere l’inarrivabile Hamilton!
Nel complesso il Gran Premio è stato noioso, di sorpassi spettacolari ce ne sono stati forse un paio e la levataccia domenicale non è stata per niente ripagata, ma l’importante è che la Ferrari ne sia venuta fuori ancora una volta come competitor indiscussa della Mercedes!

