Formula1 – GP di Russia. Anche in Russia siamo quasi alle solite, Hamilton stravince e la Mercedes conquista, a scoppio ritardato, il secondo titolo costruttori. Ecco come è andata sul circuito di Sochi, terra di Olimpiadi e, a mio modo di vedere, patrimonio dell’umanità per la presenza di gentil sesso di altissimo livello.
Con falce e martello, questi folli umanoidi legati e imbacuccati all’interno di missili con le ruote, se le sono date di brutto. Ancora una volta però il risultato è scontato: il primo a tagliare il traguardo è stato il solito Hamilton che, approfittando di un problema sulla monoposto del suo compagno di squadra, lo ha passato e da lì in avanti ha guidato con la radio accesa sintonizzata non sulle frequenze del muretto Mercedes ma su radio “Vi guardo dagli specchietti retrovisori”. A fine gara si sarà giustificato dicendo che le frequenze radio erano state “disturbate” per ragioni di sicurezza dall’intelligence russa, vista la presenza ingombrante del presidente Putin, ma voi sapete com’è andata per davvero.
Per tutti gli altri è stato un weekend pieno di “botte” da dietro, di fronte e di lato. A cominciare da Sainz che durante le libere è andato a finire prima contro le barriere, poi in ospedale. Per fortuna solo un grande spavento per lui che domenica ha corso regolarmente la sua gara, una bella gara che non è riuscito a finire per un problema ai freni sulla sua Toro Rosso.
Ho visto “botte” che voi umani… Lo avrà pensato Rosberg che anche questa volta ci ha dimostrato di non avere la fortuna del campione. Sabato l’eterno secondo ha fatto un’ottima qualifica conquistando la pole position ma Domenica, dopo una bella partenza, gli si è rotto il pedale dell’acceleratore, cosa mai successa, forse, nella storia della Formula 1. Così poco prima di ritirarsi si è fatto infilare prima da Hamilton e poi da Vettel. Che botta per Nico, stavolta credo abbia sentito distintamente la freccia rossa dell’altro tedesco arrivargli da dietro e prendergli non solo la posizione in gara ma anche quella in classifica.
È ufficiale, infatti, Vettel è secondo con ben sette punti di vantaggio su Rosberg. Tornando alla gara, un giro in più prima del pit stop sarebbe bastato all’altro ferrarista Kimi Raikkonen per rimanere davanti alla Williams di Bottas e commentare forse tutt’altra gara. Il finlandese riesce sempre a stupirci con la sua doppia personalità. In lui convivono due piloti, uno dentro l’altro: il campione del mondo del 2007, determinato, veloce che parte a fionda e riesce a salire dalla quinta alla terza posizione bruciando Vettel e Bottas; e il conducente dormiente del lunedì mattina che non sa bene cosa fare in strada.
Per una congiuntura astrale improbabile, a qualche giro dalla fine si ritrovano a battagliare per il gradino più basso del podio Sergio Perez (su Force India), Bottas e lo stesso Kimi Raikkonen, il quale all’ultimo giro regala una botta da dietro a Bottas che nonostante il cognome accomodante non è stato molto contento né del regalo né di finire la gara parcheggiato contro le barriere a poche curve dalla fine. La monoposto di Kimi rimane, invece, in pista ma sembra la cometa Halley e a fatica riesce ad arrivare quinto dietro a Perez e Massa che nel frattempo è sopraggiunto.
A fine gara il finlandese di Maranello viene penalizzato e retrocesso in ottava posizione; ciò permette ai tedeschi del pianeta Mercedes di far scorrere fiumi di birra e festeggiare per la prima volta il secondo titolo costruttori consecutivo. Per quest’anno i giochi sembrano essere fatti ma occhio al ragazzo educato di Heppenheim e quattro volte campione del mondo. Se le cose vanno avanti così, il desiderio di Hamilton di correre ruota a ruota con Vettel, come fecero un pò di anni fa Mansell e Senna, potrà facilmente avverarsi.

