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Formula 1 2015 – GP Ungheria – Marchionne totem al contrario

Formula 1 2015 – GP Ungheria – Vettel e Ferrari stupiscono più della cucina di mia moglie, Hamilton in versione masochista, Marchionne forse ha capito che porta sfiga: di solito si dice non è mai troppo tardi, in questo caso invece l’ha capito troppo tardi.

Il Danubio si è tinto di rosso oggi in questo 30° Gran Premio di Ungheria con la seconda vittoria stagionale della Ferrari. Quel “Grazie ragazzi, grazie guys” partito dalla radio di Vettel, subito dopo aver tagliato il traguardo della vittoria, si è levato alto quasi a voler raggiungere l’amico e pilota Jules Bianchi scomparso purtroppo questa settimana. È stato un Gran Premio dedicato a lui, con un sacco di messaggi sulle macchine, sui caschi e con una gara perfetta da parte del tedesco della Ferrari.

È stata una vittoria inaspettata che si è palesata fin dalla partenza mentre approcciavo un abbondante piatto di spaghetti col sugo rosso. Ho visto le due Ferrari bruciare letteralmente le due Mercedes e magicamente alla prima curva mi sono ritrovato le due rosse in testa e una macchia di sugo rosso sulla camicia…”ma chi se ne frega!” ho pensato fra me e me, cercando di nascondere il danno agli occhi dei commensali e bevendoci su un bel bicchiere di birra rigorosamente rossa. C’è anche la Ferrari di Kimi lì davanti, incredibile!
Nel frattempo Hamilton decide di farsi del male e dopo un fuori pista scivola in decima posizione trasformando quello che fino a quel momento era stato un sogno in un incubo (esaustiva la sua comunicazione via radio “My start was a nightmare”); poi in qualche modo e grazie alla netta superiorità della sua monoposto riesce a rimontare e intorno al 40° giro dei 69 previsti si ritrova in quarta posizione dietro alle due Ferrari e al suo compagno di squadra Rosberg. È in questa fase che Kimi perde il KERS (un motore elettrico che garantisce un surplus di potenza di ben 160 cavalli) senza il quale diventa una gazzella ferita per i due leoni della Mercedes che lo inseguono. Rosberg, approfittando anche dell’ingresso della Safety Car, lo passa immediatamente, mentre Hamilton rovina per la seconda volta la sua gara toccando Ricciardo e beccandosi un bel Drive Through (penalità che consiste in un attraversamento della pit lane a velocità controllata) che lo fa scivolare in 13° posizione. “Sbagliare è umano ma perseverare costa caro” ho pensato e giù un altro bicchierone di birra rossa bella fresca. L’euforia viene subito smorzata dal mesto ritiro di Kimi. Vettel è sempre lì davanti, inseguito però da Rosberg e da Ricciardo (sopravvissuto allo scontro con Hamilton) che se le suonano di santa ragione e infatti i due si toccano; Rosberg buca, torna ai box, cambia la gomma e si ritrova magicamente dietro Hamilton che è nuovamente risalito fra i primi dieci. Ricciardo invece si ritrova terzo alle spalle di Kvyat.

Finisce così la gara con un podio non più argento come siamo stati abituati a vederlo quest’anno ma colorato di rosso e di blu. Ascoltare e canticchiare l’Inno di Mameli davanti a una gustosa fetta di anguria rossa con la scorza bianca e verde è una goduria indescrivibile, peccato per Kimi che in questo fine settimana ha cercato in tutti i modi di ottenere un risultato utile a tenersi il sedile della rossa anche per l’anno prossimo. Le Red Bull su una pista da telaio come questa hanno potuto esprimersi al meglio così come le McLaren del samurai Alonso (5° all’arrivo) e del compagno di squadra Button (9° all’arrivo). Ottimo risultato anche per Verstappen che a poco più di 17 anni è riuscito a conquistarsi il 4° posto. In casa Mercedes, invece, dovranno approfittare di queste tre settimane di pausa estiva per cancellare il pessimo risultato di oggi: solo 6° all’arrivo Hamilton (ed è andata ancora bene) e 8° Rosberg dietro al francese della Lotus, Grosjean. Per la Ferrari due vittorie stagionali, dunque, tante quante ne aveva chieste Marchionne che ha pensato bene di non farsi vedere sul circuito dopo essersi reso conto (troppo tardi) che la sua presenza porta sfiga!

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