Serie A – Pagelle 28esima giornata. Tutto uguale lassù. Vince la Juve, vince il Napoli. Anche la Roma mette il turbo nella lotta per il terzo posto con una vittoria di qualità targata, guarda un po’, El Shaarawy e Salah.
Tutto cambia, invece, laggiù.
Basta una partita e la situazione si trasforma: a Frosinone la squadra di Stellone vince lo scontro diretto con un’Udinese in grande difficoltà (2-0).
È la vittoria della grinta, ancora prima che della qualità: il gigante buono, Daniel Ciofani, carica un destro che pesa come un mattone. Un peso talmente grande che induce Karnezis all’errore. 1-0.
Ma anche un antieroe come Leonardo Blanchard fa vedere di che pasta è fatta la squadra, una frustata di testa che si insacca senza pietà. Frustata di cattiveria, voglia, fame e spirito di gruppo. Almeno per ora non sarà più “quello che ha segnato per sbaglio al novantesimo contro la sua Juve”.
È una bella storia, quella gialloblù, perché dimostra ancora una volta che non tutto nel calcio è scontato. Dionisi, Frara, Pavlovic, Gucher, Tonev: nomi sconosciuti ai più. Eppure anche senza i fenomeni si può portare a casa un risultato positivo e far sperare chi va allo stadio oppure ci rimane fuori… e la guarda dal balcone di casa propria.
Anche per questo è bello aspirare ad una salvezza “nostalgica”, perché negli ultimi anni si è visto davvero raramente un ribaltone tanto grande.
Ora meno uno dal Palermo, quartultimo.
Voto 7. La partita che non ti aspetti
Prima che il gallo canti, mi avrai rinnegato tre volte. A Pietro è successo. Nulla di profano, per carità!
Ma sicuramente a Torino nessuno rinnega il Gallo, Andrea Belotti, a maggior ragione dopo il mercato di gennaio. L’arrivo di Immobile ha galvanizzato l’ex centravanti di Palermo e Albinoleffe che ha cominciato a segnare, in pratica è tornato a fare quello che gli compete di più.
Domenica con la Lazio ha messo lo zampino, alla Inzaghi, sulla respinta di Marchetti. Ma non solo: ha anche corso tanto e pressato i difensori, non esattamente di alto livello, dei biancocelesti. E poi via sotto i tifosi a rialzare la cresta. Unico rammarico: il pareggio laziale a dieci minuti dalla fine.
Chissà che Conte non si possa convincere, portando il Gallo nella terra dei galletti all’europeo…
Voto 7. Lotta e segna
Più in alto in classifica, rispetto al Torino, è il Milan. O meglio, una controfigura del Milan. Tale è la squadra vista a Reggio Emilia contro la bestia nera Sassuolo: giocatori poco determinati, alcuni di loro addirittura camminano in campo (riferimenti ad attaccanti con la maglia numero 45 sono puramente casuali) senza il minimo scatto d’orgoglio. Forse è proprio l’orgoglio ciò che manca a questi calciatori: la consapevolezza di indossare la maglia di un club che ha fatto la storia del calcio. Sapere che si è dei privilegiati a poterlo fare e che bisogna fare di tutto per dimostrare di essere in grado di farlo.
Al Sassuolo non serve neanche scomodare la bestia nera Berardi, questa volta il Milan affonda sotto i colpi di Duncan e Sansone, due ottimi giocatori. E così passa anche l’ultimo treno per un fantomatico terzo posto, nonostante l’ultimo periodo di prestazioni discrete avesse riacceso una flebile speranza.
Tutto vano. È stata l’ennesima domenica passata a chiedersi quando e se rivedremo il vero Milan.
Voto 5. Impresentabile
Domenica sera di sollievo per l’Inter che vince tre a uno contro un Palermo senz’anima. I rosanero sono sempre più a rischio retrocessione: a dirlo non è solo la classifica, ma anche un gioco palesemente disorganizzato e un calendario che definire difficile è limitativo.
Di chi sarà la colpa, ancora una volta? Un’idea ce la siamo fatta, anzi diverse idee. Il plurale è d’obbligo se pensiamo ai continui avvicendamenti in panchina voluti dal presidente Zamparini.
La partita di domenica è l’esempio lampante di uno stravolgimento totale della squadra, che è apparsa insicura: tutte le certezze che Iachini aveva saputo trasmettere ai giocatori si sono polverizzate. Perciò Vazquez gira a vuoto nel deserto, Gilardino non riceve palloni giocabili e i promettenti Hiljemark, Quaison e Chochev sono in palese appannamento. La difesa non regge gli urti, anzi va spesso in grande affanno: Giancarlo Gonzalez, grande scommessa di Iachini, è apparso il più in difficoltà.
Se ci aggiungiamo che domenica sera arriva un Napoli affamato al Barbera, la situazione non sembra poter migliorare molto. L’unica nota lieta arriva dal terzino classe ’97 Pezzella, che anche a San Siro si mette in mostra con grande personalità, provando anche qualche incursione in attacco. Evidentemente con scarsi risultati.
Voto 4. Direzione serie B

