Neanche il più imprevedibile pendolino del compianto Maurizio Mosca avrebbe potuto azzeccare un pronostico simile, diciamocelo. Dopo due giornate Sassuolo e Chievo in testa alla classifica, Juve ultima a zero punti. CLAMOROSO!
Sì, ma non troppo. Perché c’è anche chi riesce a confermare le voci positive del precampionato.
La Roma, ad esempio, è una squadra molto interessante, è vero, da tre anni a questa parte i giallorossi partono a razzo per poi cadere in una incomprensibile “depressione calcistica” verso febbraio/marzo. Ma quello che emerge dal big match con la Juve è che, infortuni permettendo, la squadra giallorossa sia la più completa ed attrezzata per lo Scudetto.
Con Dzeko ha trovato l’attaccante giusto per tenere alta la squadra e costringere i centrali difensivi ad un lavoro sporco. Provate a tenerlo voi per novanta minuti uno stangone di un metro e novantadue che si muove in continuazione!
Da non sottovalutare anche il ruolo di Iago Falque e Salah, che abbinano perfettamente quantità e qualità sulle fasce. Tra i nuovi arrivi ha ben impressionato Lucas Digne, terzino ex PSG, che ha mostrato grande personalità alla sua prima all’Olimpico. A primo impatto ricorda il miglior Candela, uno dei grandi protagonisti dell’ultimo scudetto romanista, con il quale condivide anche la nazionalità.
Se poi ci aggiungiamo il ritrovato sostegno dei tifosi, ai livelli di quel lontano 2001, tutto sembra andare in una direzione. Con la speranza che non siano gli stessi tifosi a demotivare l’ambiente ai primi segnali negativi.
VOTO: 7,5. Semplici coincidenze? Io non Dzeko
Non solo a Roma si parla di Scudetto, anche a Milano qualcuno ci fa un pensierino. Non è certo il Milan, che batte a fatica ed immeritatamente l’Empoli in casa, ma un’Inter compatta ed ordinata. E soprattutto concreta là davanti. Il merito? E’ di Stevan Jovetic, lo Jo-jo del mercato nerazzurro, è lui il giocattolo più prezioso che Thohir ha regalato al suo bambino scontento, Mancini.
Con tre gol nelle prime due partite, il montenegrino ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi della Nord. Jovetic incarna lo spirito del tifoso nerazzurro: prima di tutto viene la voglia di rifarsi dopo le ultime annate tutt’altro che positive. Una fame che si trasforma in rabbia positiva in ogni esultanza.
Al momento non fa rimpiangere Icardi, chissà che non possa continuare su questa falsa riga.
Intanto vede arrivare nuovi compagni in ogni reparto e la concorrenza lo stimolerà senza dubbio.
Ci sono tutti i presupposti per una stagione degna del miglior Jovetic, quello visto a Firenze per intenderci.
VOTO: 7. Se il buongiorno si vede dal mattino….
Il terzo promosso di questa seconda giornata è un giocatore al quale non è mai stata data troppa fiducia. Uno di quei giocatori che al Fantacalcio rappresenta il prototipo ideale del sesto attaccante, comprato giusto per completare la rosa.
Eppure Riccardo Meggiorini ha stupito tutti (fantallenatori e non) e, dopo un buon finale di stagione l’anno scorso, si sta ripetendo con giocate di altissimo livello. Il Chievo ormai è casa sua.
Il sublime tacco di controbalzo che ha offerto a Paloschi il pallone per uno dei quattro gol segnati alla Lazio è un gesto tecnico che esprime tanto talento. Un talento forse troppo superficiale nei primi anni della sua carriera, quando l’Inter lo lascio partire facilmente al termine della trafila delle giovanili.
Proprio i nerazzurri sono la sua vittima preferita: da avversario ha segnato già tre gol alla sua ex squadra.
Avrà l’occasione per riprovarci anche quest’anno, un’opportunità da non perdere.
VOTO: 8 (Chiamo Meggiorini a uno!)
Proprio la squadra di Meggiorini è, insieme al Sassuolo, una piacevole sorpresa del primo scorcio di Serie A. Altrettanto bene si sta comportando il giovane Torino di Ventura, con la crescita di Baselli e la conferma di Quagliarella.
Chi invece è già in grande difficoltà è il Frosinone. L’approccio con la massima serie non è stato dei migliori e gli ultimi giorni di mercato non hanno portato i nomi attesi (Ibarbo su tutti).
L’impressione è che, con una difesa così traballante e salvata dall’ottimo Leali, l’unica soluzione per racimolare punti nella corsa salvezza sia la certezza di un attacco prolifico. Elemento sul quale, al momento, la squadra di Stellone non può fare affidamento, data l’inadeguatezza di Longo e Dionisi ad un palcoscenico così importante come la Serie A. Solo cinque i tiri in porta contro i bergamaschi, mentre nella prima uscita col Torino ne erano stati registrati addirittura di meno: tre. Dati piuttosto preoccupanti.
Ed è un peccato, visto il grande entusiasmo dimostrato dai tifosi alla prima di campionato in casa.
Continuando così il Matusa rischia di diventare terra di conquista per molte squadre.
VOTO: 5. Attacco sterile
Il quadro delle bocciature di giornata si chiude con l’altra squadra della Capitale, la Lazio. Gli uomini di Pioli cadono a Verona (4-0) e perdono un’altra buona dose di fiducia dopo l’eliminazione in Champions. Ci si aspettava una reazione d’orgoglio, dettata dalla voglia di scacciare via i pensieri della nottataccia tedesca.
Nulla di tutto ciò, anzi a Verona si è vista una squadra spenta e priva di idee. La difesa ha ceduto ai primi attacchi clivensi e così Meggiorini si è trasformato in Calhanoglu e Paloschi in Kießling: la Lazio ha vissuto di nuovo gli incubi della partita contro le aspirine di Leverkusen.
Tra due settimane arriva all’Olimpico l’Udinese, una squadra che negli ultimi anni ha provato due volte l’amarezza di un’eliminazione ai preliminari di Champions League. Comincerà allora il vero campionato della squadra di Pioli? Solo il Pendolino avrebbe potuto rivelarcelo.
VOTO: 4. Un’altra aspirina, prego.

