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Serie A – Dybala alla Pirlo, Pavogol da nazionale: le pagelle della prima di ritorno

Calcio – Serie A. La prima giornata di ritorno: tutto secondo il copione. Napoli e Juve continuano a vincere e iniziano una mini-fuga in testa alla classifica. La truppa di Sarri ribalta il risultato col Sassuolo grazie al solito Higuain, dopo lo shock iniziale del rigore di Falcinelli. Ma il dodicesimo uomo del San Paolo spinge i partenopei alla vittoria.

I bianconeri “battezzano” il Dacia Stadium di Udine con un quattro a zero senza appello, basta vedere la faccia di Colantuono dopo il primo gol subìto per capire l’andazzo: la difesa friulana è un disastro.
Difesa che deve fare i conti con un attaccante letteralmente imprendibile: Paulo Dybala segna e, in un solo colpo (anzi due), fa dimenticare i grandi ex juventini. Con una punizione perfetta fa il Pirlo di turno, mentre con il rigore (3-0) e l’assist a Khedira fa vedere che sa anche essere decisivo nei momenti che contano, proprio come il miglior Tevez.
A proposito di Tevez, è davvero ancora più forte l’Apache? I dubbi tornano prepotentemente a galla, soprattutto alla luce della prestazione di ieri della Joya.
Se la Juve è tornata ai vertici della classifica, un ringraziamento va anche a Dybala. Che ha ricominciato a giocare come a Palermo. Anzi meglio.
Voto 7,5. Verso Carlitos….e oltre!

Quattro a zero, lo stesso risultato anche a Genova, per il Genoa. I rossoblù rispondono presente e vincono lo scontro diretto per il quartultimo posto contro il Palermo, un vero e proprio cantiere aperto.
E così a “rallentare i lavori” del cantiere palermitano ci pensa Leonardo Pavoletti, il bomber ex Varese e Sassuolo, che segna una doppietta di grande prestigio.
Pavogol rappresenta l’ideale del centravanti perché “una punta che si rispetti deve sapere fare bene il gesto del colpo di testa” (parole sue nel post-partita) e per questo il suo primo è il più bello, a suo modo di vedere. La specialità della casa, quindi.
Opinione non condivisa da molti, perché il secondo gol è frutto di una giocata ancora più spettacolare e difficile. Troppo bello per essere superato da un colpo di testa.
Un capolavoro di coordinazione: mezza rovesciata con la palla che arriva piuttosto alta. Sfera sotto l’incrocio e Sorrentino immobile. Puro istinto.
Continuare così per portare il Genoa alla salvezza è il suo obiettivo dichiarato. Una convocazione all’Europeo è invece il sogno nel cassetto. Anche perché ad oggi forse solo Pellè può essere considerato più pronto del Pavo, quando si parla di centravanti per la nazionale.
Voto 7,5. Con…te all’Europeo

C’è chi segna e chi para. In tutti i modi. Samir Handanovic è sempre più imbattibile in questo campionato e a Bergamo ha offerto una prestazione degna del miglior Benji Price, non soltanto per il cappellino indossato durante la partita, che crea una certa somiglianza. Una saracinesca: voli ad angelo e parate impossibili con il sole contro, solo uno sfortunato autogol di Murillo lo può trafiggere.
Anche Reja si chiede come abbia fatto il portiere avversario a salvare i suoi in così tante occasioni. E non è la prima volta che accade all’Inter in questo campionato: un portiere che sfida le leggi della fisica con parate che hanno dell’incredibile. Quasi come quelle del portierone della serie giapponese, che duravano anche diverse puntate.
Voto 8. To be continued

L’altra squadra di Milano vince contro una Fiorentina dispersa. La Viola gioca malamente, non solo a causa dell’assenza di due giocatori chiave come Gonzalo e Badelj: i problemi sono evidenti, tenendo conto del possesso palla sterile a fronte di poche verticalizzazioni. Una situazione insolita.
Inizia a salire il sospetto che a Sousa interessi di più fare bel gioco che non vincere le partite. Peccato che entrambe le cose ultimamente stentino ad arrivare. Se poi Kalinic e Ilicic non sono più quelli di qualche settimana fa, la situazione inizia a farsi problematica. Che sia giunto il momento di Pepito Rossi?
Voto 5. In calo

Anche la Roma stecca ancora. Solo uno a uno in casa contro il Verona. Ma a fare clamore è il momento no del suo centravanti tanto acclamato: Edin Dzeko.
Il bosniaco ha passato una domenica da incubo con tanti gol sbagliati e vive probabilmente il momento peggiore della sua carriera, perché non la butta dentro neanche a porta vuota. Né di testa, né di piede.
A pentirsi del suo acquisto, oltre probabilmente ai dirigenti della Roma, sono anche i fantallenatori che in lui adesso vedono il nuovo Mario Gomez. Sembra bloccato, impaurito. Gli manca la cattiveria agonistica.
Ci hanno creduto fino all’ultimo i (pochi) tifosi allo stadio Olimpico, ma anche al novantesimo Dzeko ha sprecato un’occasione ghiotta su calcio d’angolo.
Arriverà prima o poi il suo momento? I tifosi stanno perdendo la pazienza.
Voto 4. Addzekato

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