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Pagelle serie A 14a giornata – Mai alzare il gomito, soprattutto di domenica

Alzare troppo il gomito non è un’ottima idea, si sa. Che ci si trovi a casa con amici, al bar o… su un campo di calcio. La quattordicesima giornata di Serie A lo dimostra ancora una volta: è stata la giornata della combo gomitata+espulsione.

Andiamo rigorosamente in ordine cronologico: a Genova il Genoa rimane in dieci contro il Carpi per una gomitata inspiegabile di Pavoletti (al sesto minuto!) in una situazione a palla lontana. Il gomito si alza e colpisce il volto del difensore avversario. Attaccante genoano sotto la doccia.
A Frosinone invece il Verona andava a caccia della vittoria numero uno in campionato. Ma proprio il suo numero uno (Rafael) è stato decisivo in negativo, urtando col gomito un avversario. Nonostante avesse già il pallone in mano dopo un’uscita. Rigore. E rosso. Che non è il colore del vino.
Episodi che col calcio (e con l’alcolismo) hanno poco a che fare.
Voto 3. È wrestling?

Proprio in una domenica già di per sé così strana, succede l’impensabile. Il Carpi ottiene la sua prima storica vittoria esterna in Serie A. Merito di Castori, indubbiamente. Ma anche l’esperienza di Marco Borriello è stata determinante per gli emiliani. Un gol e un assist per l’ex di turno. Qualcuno parlava di un suo addio già a gennaio, una prestazione del genere vale più di mille voci. Ancora una volta ha dimostrato di poter essere chiamato bomber anche e soprattutto per le prestazioni offerte in campo.
Voto 7,5. Decisivo.

Tra orrori e sorprese non ci si può dimenticare del grande posticipo del lunedì. Napoli e Inter hanno dato vita ad una partita che, per il livelli attuali della Serie A, si colloca un gradino sopra a tutte quelle viste finora in questo campionato. Perché Higuain ha fatto il fenomeno con due gol da vero attaccante, perché l’Inter in 10 ha fatto vedere che merita di essere lì davanti e perché le emozioni non sono mancate, anche al novantaquattresimo minuto.

Reina e i pali del San Paolo hanno dato una mano al Napoli, ma indipendentemente dal risultato è stato bello constatare il fatto che nel nostro calcio si possa ancora apprezzare il bel gioco. Lo testimonia il talento (con gol) di Ljajic che, per alcuni, è una piacevole sorpresa, mentre per altri è la conferma che il serbo, se trova la giusta continuità che gli è mancata a Firenze e a Roma, può diventare un fenomeno. Lo dicono i numeri: il gol in campionato gli mancava da venti partite. Troppe, per un attaccante che vuole diventare un campione. Per il momento ci godiamo le sue giocate.
Unica nota negativa della serata: la fronte sudata (e stempiata) di Sarri nell’intervista post-partita, in primo piano davanti alle telecamere. Ma, ad un allenatore che fa giocare il Napoli così bene, questa è forse l’unica cosa che si può rimproverare.
Napoli e Inter si prendono un bell’8. Calcio vero. 

La Dea bendata ha portato fortuna al Napoli. La Dea della Serie A, invece, è bergamasca e gioca molto bene. L’Atalanta di Edy Reja vince due a zero a Roma con una grande prova di tutti i giocatori. Su tutti i suoi “nani” in attacco, che sono davvero malefici. Gomez e Moralez vanno a mille all’ora, hanno tecnica e (quasi) sempre fiuto del gol. La prima rete del Papu Gomez contro la Roma è una meraviglia e testimonia quanto detto.
La zona salvezza è ora alle spalle, coi due piccoletti l’Atalanta può puntare molto in alto.
Voto 7,5. Giganti.

A Bergamo si festeggia, a Roma solo fischi. Per Lazio e Roma è stato un altro weekend negativo.
Pioli e Garcia fino a qualche mese fa si giocavano un secondo posto in campionato e la qualificazione in Champions League. Oggi sono entrambi a rischio esonero. Com’è imprevedibile il calcio!
Imprevedibile e poco riconoscente. Ma il presente parla chiaro e a Roma, si sa, la pazienza è molto, molto ridotta. I tifosi non ne possono più.
Voto 5. A picco.

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