Tu stai con Stacchio? Io con sto con gli ippopotami. Caro il mio vicino di tavolo, questa è la miglior risposta che sono riuscita a vocalizzare.
Sei rimasto lì a guardare, indeciso se mandarmi a quel paese o chiedere “in che senso?”.
Dammi retta, meglio per te. Ti lascio con le tue granitiche certezze e tengo per me tutte le altre risposte che avresti potuto leggere in sovrimpressione mentre ti guardavo e che, a titolo esemplificativo, elenco:
– Il Sig. Stacchio, con grande onestà, ha chiesto ai geni come te di non usarlo come esempio né come pretesto per sparare in giro contro ladri e scippatori. Un uomo esasperato ed impaurito non può essere un esempio ma uno spunto di riflessione. Per tutti.
– Certo, poteva sparare anche agli altri banditi come no, anche a tutti quelli che passavano di lì: non si sa mai, magari qualcuno di loro avesse intenzione in futuro di commettere qualche reato meglio farlo fuori subito (legittima difesa preventiva);
– No, fino ad oggi non mi sono trovata nessuno zingaro in casa ma una volta il cane del vicino ha trovato la porta aperta ed è entrato. Vale? Gli dovevo sparare? E sudamericano rientra nel tuo concetto di immigrato? O valgono solo rom e neri? (Legittima difesa selettiva)
– Si dice ” a casa loro” e ” a casa propria” non ” devono tornare a casa sua” e “uno deve stare tranquillo a casa sua”. Meno male che non c’è il test di italiano per la cittadinanza, se no te la toglierebbero (legittima difesa delle mie orecchie)
– No, non è una boiata la faccenda della proporzionalità tra offesa e reazione. Non lo è perché in questo modo, quando quel cretino di tuo figlio fa a cazzotti fuori dal bar, i suoi avversari non possono legittimamente dargli una coltellata per difendersi. Capito? Al limite possono dargli un cazzotto pure loro (legittima difesa e basta).
E ora me ne vado a casa per tirare fuori il dvd di Bud Spencer e Terence Hill, grau grau grau.

