EsteticaMente

Tennis femminile: 5 domande sull’imminente 2017

Pronti per il 2017 al femminile? Certo che sì, siamo pronti già da quando la stagione è terminata, siamo nati pronti. Nel proporre questi cinque interrogativi faccio presente che l’unico davvero importante è quello sulla Kvitova, l’unico a contare davvero. Per il resto Serena Williams quanta voglia avrà? La Kerber sarà ancora numero uno? Radwanska non vincerà slam, d’accordo, ma porterà a casa almeno una finale? E poi il ritorno della regina di se stessa Maria Sharapova.

Ci siamo quasi, la stagione sta per cominciare e, come tutti gli anni, sono molti gli interrogativi che agitano la nostra curiosità. Tra tutte le domande possibili ne ho scelte cinque che hanno ben poco di ardito, d’altronde conservatore come sono nell’animo ho curiosità rassicuranti come il divano di casa. Se fossi uno bravo o uno che ami lanciarsi in pronostici poco banali o uno che abbia una minima idea di dove stia andando il tennis potrei sperare di azzeccare qualche previsione mirabolante. Invece, essendo un semplice e incompetente appassionato, mi limiterò a pormi domande scontate e dalla fantasia castrata.

5. Quando tornerà Petra Kvitova?

Partiamo con questo argomento di attualità e che con il tennis ha poco a che fare. Cercherò di essere il meno retorico possibile e di evitare tutte le parole che umanamente mi sento di dare per scontato. Personalmente mi sono tennisticamente innamorato di Petra vedendola dal vivo a New York, fino ad allora non avevo mai saputo apprezzare in pieno la ceca, ma da quel giorno non ho più avuto dubbi: il mio sarebbe stato folle amore.
Non sappiamo quando inizierà la stagione di Kvitova, ma qualunque sia la data sarà comunque troppo tardi rispetto a quello che avrebbe dovuto essere. Di sicuro quel ladro non è un appassionato di tennis, almeno non abbastanza da sapere che il tennis femminile ha bisogno di Petra, che io ho bisogno di Petra. Auguri di una rapida guarigione, naturalmente lo dico per te ma anche per me, ho bisogno di rivederti in campo.

4. Riuscirà Agnieszka Radwanska a raggiungere una finale slam?

La domanda ricorrente è sempre stata se la maga sia in grado di vincere uno slam. Ora non vorrei dare l’impressione di aver rinunciato del tutto a questa speranza, finché avrà gambe per recuperare palle impossibili e voglia di deliziarci con tocchi inventati non getterò la spugna. Ma per il 2017 forse è il caso di partire più cauti, di abbassare leggermente il tiro, giusto per vedere se il desiderio ci condurrà un filo più in qua ma attecchirà maggiormente alla realtà.
Ho sempre pensato, pur essendo juventino, che la vittoria non sia l’unica cosa che conta, ma che un torneo portato avanti fino in fondo e giocando bene sia un’avventura splendida. Naturalmente dovesse poi perdere in finale non mi darei pace per intere giornate, contraddicendo nella pratica ciò che ho appena dichiarato, ma non ho mai fatto della coerenza una mia bandiera e, in fin dei conti, non ci vedo nemmeno tutta questa contraddizione, soltanto una via parallela ad una verità tanto personale quanto lampante.

3. Quanta voglia avranno Serena Williams e il suo fisico?

Siamo ancora e sempre qui a chiederci se la regina abbia ancora la voglia e la forza di regnare. Perché, pur non trovandosi più in cima alla classifica, lo sanno tutti che quella da battere è ancora lei, non solo lo sappiamo noi spettatori ma lo sanno pure le avversarie. Però gli anni passano e il fisico si ribella, dovrà giocare di meno, perderà sempre più in potenza e agilità e velocità ed esplosività e tutto ciò che il campo richiede e che non conosco. E poi quanta voglia può ancora avere? Possono di più i record alla portata o il pensionamento dorato alle porte? Non servirà di certo il ritorno della Sharapova che non è mai stata un’avversaria credibile e la cui pratica è stata risolta da Serenona da tempo.
Fino a all’altro ieri se in forma si poteva dare per certo vincente, fino a ieri quasi sicuramente vincente, oggi credo che sia cosa buona dare un’occhiata alle quote di chi ci gioca contro. Senza però fare l’errore di darla per finita, se lo fosse stata tutte le volte che qualcuno l’ha dichiarato sarebbe un gatto che ha rubato le sette vite a sette gatti. Ogni giorno Serena si sveglierà e sarà pronta a rincorrere una preda o a cercare una nuova fantasia per decorare le unghie?

2. Per quanto tempo Angelique Kerber conserverà il numero uno?

La stagione che ha vissuto Angelica è stata al di là di ogni previsione, quasi che un mondo parallelo avesse fatto irruzione nel nostro, e al di là di ogni più roseo sogno della tedesca. Sono in molti, credo la maggior parte, a sentirsi quasi ingannati dal rango che ha raggiunto ed in effetti non corrisponde certo al profilo di una numero uno talentuosa, ma non credo nessuno possa affermare che non se lo sia meritato: in Australia ha battuto Serena, a Wimbledon ci ha perso in finale, a New York ha battuto una giocatrice in stato di grazia; insomma se l’è guadagnato sul campo.
Cosa aspettarsi da lei per la stagione alle porte? Staremo a vedere, ma fossi in lei me ne sbatterei anche un po’, tutto sommato ha raggiunto traguardi che non avrebbe dovuto raggiungere, ha vissuto una stagione al di là del bene e del male, pure finisse tutto qui per un ritorno alla normalità potrà sempre raccontarlo ai nipoti: io ho vinto due slam e sono stata numero uno, alla faccia del cazzo e di tutti i detrattori.

1. Come sarà il ritorno di Maria Sharapova?

E arriviamo all’attesissimo ritorno della regina senza scettro, della tennista più fastidiosa, della spacciatrice di caramelle e della sua immagine. Ci è mancata? A qualcuno sicuramente, a me non troppo, ho sentito la sua assenza nella misura in cui è giusto che le avversarie facciano i conti anche con lei (tranne Serena che li ha già chiusi). Tutto sommato tra una sua presa di potere e quella della teutonica io preferisco Angelica, la rivoluzione proletaria piuttosto che quella fashion.
Ha sempre dimostrato grande combattività, immagino sarà molto accanita nella ricerca di nuovi successi, non credo che la lontananza dai campi l’avrà ammosciata. Piuttosto vorrei telecamere negli spogliatoi per vedere come affronterà chi l’ha apertamente criticata, suggerisco di piazzarle lì piuttosto che in campo, sarebbe uno spettacolo ben più appassionante.

Exit mobile version