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Fiori di Kant – Contro il vicinato molesto

Fiori di Kant – Avete un vicino fastidioso tanto quanto un attacco intestinale mentre siete in coda alle poste? Non vi saluta per chissà quale motivo e ogni occasione è buona per battere con la scopa al vostro pavimento intimandovi di fare silenzio?

Non sopporta la vostra musica, il vostro camminare a piedi scalzi e, soprattutto, il suo balcone è rigoglioso mentre il vostro pollice verde sarebbe in grado di uccidere persino le erbe infestanti? Nessun problema. Anche in questo caso, esiste il Fiore di Kant che fa per voi. Perché il vicino inizi a considerarvi una persona degna di rispetto – salutandovi regolarmente e comprendendo che forse, se ogni tanto invitate qualcuno a casa non è certo perché siete dei drogati nottambuli ma semplicemente delle persone con uno straccio di vita sociale – serve che la sua mente venga destabilizzata da sensazioni contrastanti. Per farlo dovrete preparare un infuso composto da caffè, estratto di taurina e una radice energizzante a scelta tra ginkgo biloba e ginseng.

Preparazione: fate bollire il caffè in una moka napoletana e, una volta pronto, versatevi dentro in parti uguali l’estratto di taurina e la radice (Ginseng o Ginkgo) opportunamente sminuzzata. Fate raffreddare il composto e con un vaporizzatore spruzzatevelo in abbondanza su collo e polsi (evitate camicie bianche per tutto il tempo della terapia).

La mistura, a livello olfattivo, riproduce perfettamente la scarica ormonale e l’umore di un leone a caccia di cibo dopo 15 giorni di digiuno.

Così profumati aggiratevi per la portineria e, una volta incontrato il vicino, assicuratevi che percepisca la vostra “rabbia” erboristica. Quando le sue pupille saranno dilatate dal terrore, confondetelo salutandolo calorosamente e ad alta voce e cercate ogni sorta di argomento per attaccare bottone e incensarlo (ad esempio potreste tessere le sue lodi in fatto di conoscenza botanica). L’effetto contrastante creerà in lui una sorta di distorsione psichica tale per cui non sarà più in grado di capire come comportarsi. Dopo qualche giorno in cui cercherà di evitarvi allungando il passo in portineria, vedrete che la situazione si normalizzerà: o vi comincerà a salutare trattandovi come un coinquilino normale, oppure attaccherà alla cancellata il più liberatorio tra i cartelli, quello con scritto: “Vendesi”.

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