Site icon EsteticaMente

Le brave persone

Alla fin fine sono praticamente tutti brave persone. Tutto ciò che potrebbe adombrare tale affermazione passa in secondo piano, ma allora cosa resta di davvero importante? Se chi è razzista, fascista, omofobo e altro ancora è in fondo una persona rispettabile, il confine viene spostato sempre un passo avanti in modo da non riuscire mai a superarlo. Invece non tutti sono brave persone, non per forza.

Percorsi mentali

Alla fine è una brava persona, non fa male a nessuno, parla ma non agisce. Quante volte l’ho sentito dire e quante volte mi sono accodato e quanto ora non ho più voglia di assecondare. Non so se l’età porti saggezza o inacidisca, forse disincanta di certo accumula. Non so se funzioni per tutti allo stesso modo (cosa lo fa?), ma personalmente mi trovo nella fase tre della vita (parlando per macro divisioni): la prima è stata una giovinezza ricca di slanci e di perorazioni, di fiammate rabbiose e convincimenti manichei; la seconda ha visto un periodo di lassismo, in cui non valeva la pena discutere per ore con qualcuno né tantomeno arrabbiarsi per le idee altrui, mancava la voglia di stare nel mondo attivamente; la terza ed attuale fase mi vede amalgamare le due precedenti, cioè non mi metto a discutere con chi è estremamente lontano dal mio punto di vista ma conservo l’insofferenza e l’indignazione della giovinezza senza esprimerla al mondo, salvo le amicizie strette.
Perché vi ho sciorinato questo assaggio della mia inutile vita mentale? Per arrivare al punto in questione: non sono più disposto a spargere attenuanti generiche a piene mani, magari non mi metto a puntualizzare con chi credo non ne valga la pena, però dentro di me bolle un integralismo di ritorno selettivo. Mi incazzo su alcuni temi da me stesso scelti, molti dei quali sono di ampio respiro, altri sono impegni di nicchia, guidati da qualche mania di spiccata attenzione e lucida analisi, che mi portano a spendermi per temi da me stesso creati o reinventati, come dire che me la canto e me la suono.

Le brave persone

A tal proposito ecco una di quelle lotte tutte mie, inutili e figlie di un pensiero liquido. Essere una brava persona non è caratteristica costitutiva dell’essere umano, non è un’attribuzione automatica. Naturalmente chi non commette atti criminosi non è un criminale (e agire richiede, in certi casi, pelo sullo stomaco e una buona dose di stupidità), ma la vita non può essere rinchiusa in recinti legali. Essere una brava persona comprende non volere il male di altri esseri umani e, pur senza atti eroici, agire senza arrecare danni ad esseri umani (ricordiamo che il voto è un atto che ha conseguenze pratiche). Per buttarci sul lato pratico, ecco alcuni esempi che mi vengono in mente. Si tratta di atteggiamenti ormai sdoganati, le tipiche situazioni in cui magari non si è d’accordo ma si tende a minimizzare, a dire appunto: ma sì, in fondo è una brava persona.

Chi è razzista è una brava persona?

Giudicare inferiore una selezione di esseri umani non è un atteggiamento accettabile, non ci sono ragioni al mondo che consentano di pronunciare parole razziste. Non accettare gli immigrati, preferire lasciarli morire in mare non è una posizione da brava persona. Non sto mettendo di mezzo la politica, ognuno la pensi come vuole, e nemmeno la cultura, che aiuta sempre ma in questo caso non è necessaria; io parlo di senso morale, di solidarietà umana. Credo che chiunque abbia un’umanità mediamente sviluppata non può mai augurarsi i morti in mare, non può mai sperare che esseri umani restino a vagare in mare senza meta, non può mai pensare che un essere umano sia inferiore e quindi non vada aiutato e vada lasciato in miseria e guerra.
Che poi in questo Paese di cattolici abbondino atteggiamenti razzisti dovrebbe colpire più di quanto accade. Io sono ateo e anticlericale, ma se il Cattolicesimo portasse davvero gli esseri umani ad essere più solidali riconoscerei questo merito, mi direi che in fondo porta un vantaggio tale da concedergli qualche deviazione. Invece tutti questi cattolici sono buoni solo per la facciata.
Aggiungiamo pure che chi fa politica e giornalismo ha responsabilità maggiori per quello che dice e scrive, quindi politici e giornalisti che dichiarano che i negri sono stupratori sono ancor meno brave persone del cittadino semplice, perché aizzano i cittadini stessi e magari per un calcolo elettorale o di copie da vendere.

Chi è fascista è una brava persona?

Ma smettiamola con queste vecchie etichette ormai passate. Quante volte l’avete sentito dire? Eppure non sono mai morti (Renato Sarti e Bebo Storti ce lo hanno insegnato in un bellissimo spettacolo teatrale), smettiamola di derubricare a bravate braccio teso e idee fasciste. I neofascisti e neonazisti esistono e chi lo è non deve essere considerata una brava persona. Senza se e senza ma, senza attenuanti e senza giri di parole, un fascista va considerato per quello che è: una persona che aderisce a idee antidemocratiche che sono state sconfitte non troppo tempo fa da gente che è morta per liberarcene. Davvero l’eredità di chi ha lottato finirà annacquata in un qualunquismo senza fondo?

 

Chi è omofobo è una brava persona?

Discriminare qualcuno per le sue preferenze sessuali è da brave persone? Davvero si può minimizzare a cuor leggero sulle responsabilità civili di chi attacca i froci? Voler negare diritti alle persone è un atteggiamento su cui si può sorvolare? Alla fine tutta la rabbia di queste persone in fondo buone è dovuta a questioni di letto, e nemmeno il loro, tanto basta per non concedere una vita paritaria ad alcuni esseri umani. Ma con quale lato della bontà riescono a disprezzare persone che non danneggiano in nessun modo la loro vita?

Sono solo alcuni esempi, spero però che bastino per farmi capire. Io sarò pure uno squilibrato che porta avanti battaglie senza senso, ma davvero vi sentite di affermare “è una brava persona” con tanta, troppa, facilità? Se passa tutto in secondo piano, cosa resta nel primo?

 

[yikes-mailchimp form=”3″ title=”1″ description=”1″]
Exit mobile version