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Book Club ARCI Tambourine di Seregno - Non una serata come le altre

Book Club, ARCI Tambourine di Seregno – Non una serata come le altre

Un Book Club, un libro, il pubblico e due ospiti. Potrebbero essere gli elementi di una bella serata, ed in parte così è stato, ma in più Estetica-Mente ci ha messo del suo, e questo non è mai un bene. Ecco il racconto della nostra prima uscita pubblica ufficiale.

Un Book Club da non perdere

Massimo, Livia e Giulia: il trio improbabile


Martedì 20 novembre 2018,
Estetica-Mente si è data (o dato dato che siamo due uomini a gestire il sito?) per la prima volta al pubblico. So che scrivere un pezzo su questa cosa potrebbe rivelare la nostra pochezza, o entusiasmo per cose troppo piccole, o provincialismo culturale, o quello che volete voi. Prometto di non scriverne per eventuali uscite future, ma mi, anzi ci piace raccontare passo passo ciò che ci accade, invasati cronisti di noi stessi.

Innanzitutto segnaliamo l’iniziativa del Book Club presso l’ARCI Tambourine di Seregno, un bel viaggio del mondo in dieci libri. Organizzati da Giulia Rovagnati, con la partecipazione del nostro Andrea Labanca, si tratta di incontri informali che invitano alla lettura e alla discussione. Qui trovate il sito per monitorare i prossimi appuntamenti

Per la seconda serata, che prevedeva il racconto de Gli aquiloni di Romain Gary (qui la nostra recensione), Giulia ha voluto impostare una discussione riguardo i libri sul web e sui social. A tal fine ha voluto come ospite Livia Satriano, curatrice della pagina Instagram di successo Libri Belli (ecco il link al sito), un invito sensato sia per il numero di follower che Livia ha raggiunto, sia per il punto di vista molto peculiare che propone sui libri. Non contenta, con una mossa del tutto insensata, ha chiesto anche a noi di esserci. Ecco com’è andata.

Private relazioni

Innanzitutto dovete sapere che tra me e Massimo non facciamo mezza relazione pubblica. Non siamo proprio in grado di interagire con le persone, tanto meno quando dobbiamo proporci. Tanto per dire, il primo appuntamento del Book Club vedeva come ospite Luca Briasco, editor di Minimum Fax. Terminato l’incontro si era tutti fuori a chiacchierare, bere e fumare e, giustamente, Briasco aveva il suo bel daffare a stare dietro a tutte le persone che volevano interagire con lui. Io e Massimo invece, eravamo seduti in un angolo a bere e fumare, ricordo ci si autoescludeva dalla festa, con l’iniziativa tenuta nei pantaloni e la capacità di sfruttare le occasioni per farsi notare di due piddini alle elezioni; perdendo l’occasione inoltre di parlare con una persona interessante e acculturata, d’altro canto risparmiandogli i nostri vaniloqui, credo debba essercene grato.

Seconda caratteristica che non può mancare a due fondatori di un sito web è la timidezza cronica. Uno più dell’altro, persino al bancone del pub è una sfida a chi deve chiedere le birre, combattuti tra la perenne sete di alcol e l’incapacità di rapportarci con il prossimo. Così, quando Giulia ha avanzato la proposta, abbiamo dibattuto come due bambini dell’asilo e l’ho spuntata io, utilizzando forse qualche mossa scorretta ma tutto sommato vincendo sul campo. Va da sé che Massimo mi ha insultato dal giorno dopo fino alla sera dell’incontro, riprendendo a rivolgersi in modo civile solo una volta liberatosi dell’impegno.

Fantozzianamente abbigliato

Massimo nel panico più totale, Livia che si dispera per essere seduta sul suo stesso divano


Ma veniamo alla serata di martedì, perché narrarvi delle invettive che ho dovuto subire sarebbe oltremodo doloroso ancora oggi, parole di una cattiveria indicibile, solo la mia proverbiale pazienza ha consentito di arrivare a martedì senza intentargli causa.

Dovete sapere che Massimo ha un consulente per l’abbigliamento nel suo amico Ettore, persona che senza dubbio sa dove sta andando la moda, qualcuno dice che in qualche caso l’ha anche anticipata, ma non ho le competenze per dirlo. Naturalmente è risaputo che chi si vuole vestire bene un po’ deve soffrire, anche gli uomini.

Ricordo ancora quando intervistammo Camilla Semino Favro, mi presentai in pantaloni corti e maglietta, mentre Massimo fu spinto da Ettore a indossare camicia e jeans attillati, dicendomi per altro che Ettore gli aveva intimato di non mettere i pantaloni corti. Fatto sta che Massimo ha subito tutta le sera un’insopportabile strizzamento delle parti basse, lamentandosene tutta la sera e riducendo l’intervista ad un incontro tra vecchi nella sala d’attesa del medico. Qui trovate l’intervista e qui il racconto dei retroscena.

Anche a questo giro Ettore ha colpito, costringendo Massimo a indossare un paio di scarpe nuove che attanagliavano il piede fino a dargli una buffa andatura claudicante. Ora io voglio dire questo: Ettore, tu sei un maestro di moda, ma Massimo è fashion come un americano in vacanza, non mandarmelo più in quelle condizioni. Il perché Massimo si faccia convincere tanto facilmente è da ricondurre a quell’insicurezza che è stata la sua stella polare nella vita.

Com’è andata

Massimo in piena trance agonistica


Dopo aver bevuto un paio di birre è iniziato l’incontro. Prima cosa che saltava a gli occhi era il fatto che Giulia e Livia avessero sul tavolino due bottigliette d’acqua, mentre Massimo si è presentato con l’ennesima birra media. Ha voluto mettere subito in chiaro che
siamo dei semplici braccianti del web, di un’onestà intellettuale commovente sto ragazzo.

Dopo la discussione sul libro ecco che arriva il momento dei due ospiti. Alla prima domanda Massimo si dimostra subito galante nell’animo, non lasciando rispondere per prima Livia: sia mai che lo tacciassero di gentilezza. A scanso di equivoci voglio dichiarare che Massimo è una persona molto ma molto gentile, però quando è teso e quando beve molto diventa un buzzurro arrogante incapace di accorgersi degli altri. Mi piacerebbe dire che non è mai teso o sbronzo, ma mentirei spudoratamente.

Non starò qui a riportare gli interventi, posso solo dare una panoramica che, dalla mia sedia in prima fila, era lampante e ben definita. Giulia si è dimostrata una conduttrice provetta: parlantina sciolta, spunti interessanti, capacità di tenere le redini della discussione, profondità di lettura. Insomma, una via di mezzo tra Baudo a Sanremo e Alberto Angela. Andrea, figlio del palcoscenico, ha puntellato la serata di letture ben scelte, battute a stemperare e, in generale, un atteggiamento di chi sa come conquistare il pubblico. Livia si è prodotta in una parlata naturale, capace di interessare le persone al suo progetto con una facilità di eloquio conquistatrice, piglio partenopeo su letto di precisione milanese.

E poi Massimo. Tanto per iniziare si è dimenticato di avere il microfono ed ha iniziato a parlare senza, finché Giulia, impietosita, gli ha proposto il suo. Nel complesso si è prodotto in interventi dal tono così soporifero che ho sentito uno dietro di me russare. Parlava così a bassa voce e con tale flemma che pareva un parroco alla sua prima messa, rassicurante da un lato, imperscrutabile dall’altro. Una prestazione pregna del suo imbarazzo e di quell’esigenza di pisciare che gli prende sempre la prostata quando non è a suo agio. Che quando non lo è ci beve pure su e capirete bene che diventa un circolo vizioso da cui è impossibile uscire.

Come ne è uscita Estetica-Mente? Io dico indenne, perché l’altra variabile impazzita di un Massimo sotto pressione è la litigiosità, per cui già il fatto di non aver dovuto contattare un avvocato mi pare un successo strabiliante.

p.s. Questo racconto non ha nessun elemento d’invenzione, però rappresenta solo una parte dei fatti, un punto di vista. Per quella in cui mi complimento con Massimo per aver tenuto alta la bandiera di Estetica-Mente ed essere stato un animale da palcoscenico rinvio a mai, non siamo mica qui a farci i pompini a vicenda.

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Book Club, ARCI Tambourine di Seregno – Non una serata come le altre ultima modifica: 2018-11-23T13:00:26+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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