Il resto è rumore di Alex Ross è un saggio che ci regala un punto di vista non ingessato sulla musica del ‘900. Non si perde in tecnicismi, vanta la necessaria contestualizzazione e rispolvera, nero su bianco, l’importanza della musica nera.
Senz’altro vero, la musica non necessita di troppe parole d’accompagnamento. Se però si vuole capire un po’ più a fondo l’eterogeneo mondo della musica del novecento, ecco il libro che fa per voi: Il resto è rumore di Alex Ross. Certo, non aspettatevi il libro che entra nei tecnicismi più alienanti della composizione, il libro che vi proponiamo è un’avvincente storia fatta di dittatori, mecenati e artisti che hanno modificato il nostro modo di fare e di sentire la musica. Una pièce teatrale che fa saltar fuori dalle pagine personaggi che, apparentemente, e solo apparentemente, poco hanno a che fare con la musica. Vi è all’interno del libro, nemmeno in parte celata, una rivalsa della musica “nera”, per la prima volta viene messa nero su bianco e valutata, come è giusto che sia, l’importanza di fare musica in un certo modo, popolare, non accademico, senza che si venga additati per dilettanti o profanatori di arti. Preso in prestito dal nostro buon Stefano Bollani per le fantastiche introduzioni del suo programma sulla RAI di qualche tempo fa.
Il resto è rumore, Alex Ross, Bompiani
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