La prima estate nella storia segnata dalla pandemia del Covid-19 si presenta più timida e meno scanzonata delle precedenti e come ovvio anche le canzoni estive sono cambiate. Non ci saranno Tormentoni estivi, per farla breve.
Qualcuno si candida a anti tormentone qualcun altro se ne fotte proprio e per fortuna fa suonare ancora le chitarre. In Italia troviamo Frankie Hi-Nrg e Luca Carboni in pole position.
Estate 2020 – Frankie hi-nrg mc
Sicuramente Frankie hi-nrg mc ha scelto per la sua versione della canzone estiva due caratteristiche: ipnotismo e riflessione. Così tra Havaianas e divieti, secondo Frankie questa estate l’unico posto per potersi dedicare alla fiesta rimarrebbe la testa. Pezzo forse non tra i più riusciti del grande rapper, ma apprezzabile il tentativo di porsi come un contro tormentoni estivi.
https://open.spotify.com/track/0NZOrfBJHCab2RkW52LCxl?si=Hr08FOUqQHiAaPdLkYq46w
Dream Wordl – The Growlers
La band di Los Angeles più in forma del momento a Maggio aveva sfornato un singolo in pieno stile estivo, chitarre e ritmo a fare da tappeto ad un bel cantato. Il testo del resto raccontava di un mondo mondo da sogno, forse non quello degli ultimi mesi ma di sicuro quello da immaginare.
Qui potete ascoltare tutte e due le versioni.
La canzone dell’estate – Luca Carboni
Luca Carboni di certo sa come si scrive un tormentone, con la sua Mare Mare non solo ha sbancato in Italia ma in tutto il mondo. Ci riprova timidamente, con un testo sempre in bilico tra leggerezza e impegno, la base é anche qui a metà tra trap e disco music. Certo in questo pezzo Luca Carboni sembra un po’ sé stesso che ha ascoltato Tommaso Paradiso, ma rimane sempre un piacere ascoltare la sua voce leggermente roca e ricordare che senza di lui l’indie pop italiano non esisterebbe.
https://open.spotify.com/track/3uLqltTTeqZXvgpE4MHQFR?si=fe5VP-i1T-68OhBJ_XWmNQ
America – Sufjan Stevens
Che Sufjan Stevens non sia ancora uscito dal mondo artificiale di Aporia sembra evidente dall’ascolto del suo ultimo singolo: America. Il pezzo è prima tormentato e cupo per poi aprirsi con un cantato leggerissimo nel finale ad una sorta di pacificazione. Chissà cosa abbia voluto rappresentare con questo brano così singolare, di certo rimane affascinante l’ambientazione post apocalittica. Molto interessante invece il secondo singolo associato My Rajness che ritorna sulle corde acustiche che così tanto abbiamo amato nel lavoro di Sufjan Stevens.
https://open.spotify.com/album/7Akpe2Nk2OwgvADpuoi41I?si=BVJOcV4dRmmxEboZSt10qQ
Circus – Of Moster and Man
Anche nella band islandese del tormentone Little Talk i ritmi sono lenti e le parole cadenzate, belle chitarre acustiche e un piano ad incorniciare le voci. Certo meno esplosivo di alcuni singoli precedenti ma pezzo perfetto per il primo limone.
https://open.spotify.com/album/58AZ4JOTZ8D0q1qmx4C4qE?si=wIzo8KFCQNqv4_f1n3CEMA

