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MotoGP 2018 – Vita di una giornalista al GP di Aragon, tra ritmi incessanti, crasi lessicali e… Guido Meda

Il terzo Gran Premio spagnolo si è tenuto al Motorland Aragon, in una zona della Spagna a cui io sono particolarmente affezionata. Distese di aridi paesaggi circondano il tracciato, le albe e i tramonti dipingono il cielo di rosa, arancione e sfumature varie e per me sono stati giorni di fuoco. Ecco come è andata

Il mio GP di Casa

Si arriva al Motorland Aragon dopo un viaggio che non ti lascia indifferente: volo su Barcellona e poi in macchina fino al circuito, ovvero circa due ore e mezza di guida, e se si considera anche quell’ora che ogni volta ci vuole per recuperare la macchina a noleggio, si raggiunge la destinazione circa quattro ore dopo l’arrivo in terra spagnola. Detto ciò, intorno al tracciato c’è il nulla. La pista è avvolta completamente e per chilometri da terra semi-desertica, dove di tanto in tanto spunta qualche paesino con atmosfera medioevale. O forse questa ce la mette la fantasia. Sto parlando di paesi dove il più delle volte non incontri anima viva, che mi sembrano quelle location perfette dove inquadrare omicidi, o forse anche questo lo aggiunge la mia fantasia. Fatto sta che non ci vivrei mai, insomma. Però, anni fa, quando ho deciso di lasciare l’Italia per fare la mia prima esperienza seria all’estero, la vita mi ha portato a Saragozza, che dista circa un’oretta da qui. Quindi per me Aragon, vuol dire, in un certo senso, anche un po’ casa.

Esperienza in Cabina di commento

Questo fine settimana è stato come sempre piuttosto impegnativo. Tante interviste, tanti articoli da scrivere e tante chiacchiere da fare. Eppure, ben due impegni si sono aggiunti alla normale routine. Il primo è stato del tutto inaspettato, un po’ come quelle cose che quando capitano non sai se sono reali o se le hai solo sognate. Insomma, Guido Meda mi ha invitata a guardare le telecronaca delle Fp3 in diretta con lui e Mauro Sanchini, nella cabina di commento. La novità ulteriore è stata “Dai, vieni che ti presentiamo”. Che con il senno di poi, è meglio se mi è stato detto solo in quel momento, altrimenti sarei stata agitata il triplo. Invece così niente, ero lì, e che ci vuoi fare, ormai ci sei. (Sere, respira; Sere, respira). L’esperienza, neanche a dirvelo, è stata una figata! Vedere l’intesa che hanno tra loro, come riescono a seguire almeno 5 cose contemporaneamente, guardare tutti gli schermi davanti. Non dico che da casa sembra che sia una cosa più semplice, però quando sei lì ti rendi effettivamente conto della bravura e anche del talento che hanno, e li vedi commentare senza fare una piega, mentre qualcuno gli parla in cuffia, mentre guardano le moto in pista, mentre cercano i tempi, gli intertempi e le classifiche. Ragazzi, chapeau!

Eccomi qui, leggermente imbarazzata, al fianco di Meda e Sanchini. Sembra una paresi ma ve lo giuro, sto sorridendo

Quando l’emozione ti frega…

Il giorno stesso, poi, sono andata a intervistare i primi tre della qualifica di MotoGP per la televisione svizzera Italiana. Microfono alla mano, telecamera alle spalle, due domande a testa. Davanti a me Dovizioso, Marquez e Lorenzo, in questo ordine. L’emozione si sa, gioca brutti scherzi, ma devo anche ammettere di essere stata fortunata. Con Dovizioso, infatti, ho fatto la prima (e unica) gaffe. Mi schiarisco la voce, mi ripeto la domanda nella mia mente, respiro, solo che dev’esserci stato un momento in cui ho ripensato alla domanda mentre avevo già ricevuto l’ok dal cameraman e avevo il microfono in mano. E così, facendo un mix tra Dovizioso e prestazione, mi è uscito un bellissimo: “Andrea Dovizione!” Mentre io diventavo bordeaux, lui si è messo a ridere e quella risata, unita al suo sguardo sincero e pulito, mi ha aiutata a riderci su e a ripartire. Questa volta senza fare errori!

Il commento delle gare

Moto3 – Devo dire, gara piuttosto noiosa trattandosi della Moto3. Jorge Martin è stato impeccabile, scattato dalla pole position, al termine del primo giro aveva già un vantaggio di un secondo e mezzo. Sì, in Moto3. Lo spagnolo ha avuto un’altra prestazione superlativa, da cannibale, e ha tagliato il traguardo con poco meno di sei secondi di vantaggio sul secondo classificato. Il ragazzo non ha più nulla da dimostrare. Sul secondo gradino del podio è salito il nostro Marco Bezzecchi, che dopo la penalità ha fatto una grande rimonta, dando l’anima alla guida della sua KTM. Da tredicesimo, al quinto giro era già secondo, ma la bagarre con gli altri non gli ha permesso di fare di più. Un altro italiano sul podio: il Bestia, Enea Bastianini, terzo per una manciata di millesimi, davanti ad un altro pilota che mi piace, il “Diggia” (Fabio Di Giannantonio). Bravi ragazzi, siete stati grandi lo stesso! Ora sono 13 i punti che separano Martin da Bezzecchi, tutto è ancora possibile, soprattutto in Moto3, certo è che non bisogna più sprecare nulla.

Moto2 – Ha vinto Bred Binder, grazie ad una gara costante e davvero povera di sbavature, alle cui spalle è arrivato Pecco Bagnaia, autore di un’altra prestazione davvero buona nel suo GP numero 100. Bravo Pecco, ma anche bravo “Balda” (Lorenzo Baldassarri) che ha lottato fino alla fine e ha afferrato con grinta e determinazione il terzo gradino del podio. Due bandiere tricolore sventolavano sopra il podio della classe di mezzo, ma dell’Inno di Mameli, ancora nessuna traccia…

MotoGP – E pure qui, niente Inno di Mameli, seppur due terzi del podio era italiano.
Colpo di scena alla prima curva, Lorenzo OUT dopo aver fatto un discreto volo e aver rimediato un infortunio al piede destro. Fuori uno dei tre possibili protagonisti, gli altri due, Dovizioso e Marquez, se le sono date di santa ragione, e che gusto! Vedere un “Dovi” così deciso e aggressivo, un tutt’uno con la sua Ducati, è ogni volta uno spettacolo, e con Marquez ha trovato pane per i suoi denti. O viceversa, visto che alla fine è stato proprio lo spagnolo a riuscire a trovare quei quattro decimi di margine che gli hanno permesso di allungare e di fare in “tranquillità” the last lap. Peccato peccato, mi viene da dire, perché quando vince un italiano mi emoziono sempre un pochino di più. Ma va bene uguale, anche perché questo Marquez qui ormai è chiaro, nessuno lo può più fermare. E comunque il meglio di voi l’avete dato quando il duello è diventato un trio con l’arrivo di Iannone, ed eravate tutti e tre appiccicati, con il coltello tra i denti, determinati più che mai. Questa è l’immagine con cui si riassume il GP nella mia mente. Che matti che siete, ma che spettacolo!

Le Pagelle del GP

MotoGP 2018, GP Aragon – Marquez re di Spagna – Le pagelle

 

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