La mia amica Carolina ha cambiato lavoro. L’ha deciso quando si è fermata un attimo e ha fatto un discorso con se stessa. L’ha fatto perché è quello di cui aveva bisogno nonostante i pro e i contro che decisioni come questa comportino. Quando me l’ha detto ero felice. Quando me l’ha detto ha anche aggiunto una frase che mi destabilizza sempre:
“Ho deciso di farlo anche perché non ridevo più”.
Inimmaginabile per me.
Ora è serena, consapevolmente diversa. Perché cari miei, la vita è quando la si vive. È vero. Si fanno progetti, ci si creano delle aspettative, si cerca di proiettassi in situazioni oltre il tempo presente, ma ufficialmente esistiamo quando stiamo agendo. La sua decisione arriva da una condizione di malessere che cresceva pianissimo da tempo, forse alimentato dal quotidiano, dall’incertezza di essere nel posto giusto e di percepire qualcosa che non va.
Fatto sta che lei ha capito cosa voleva realmente e ha fatto qualcosa per cambiare le le carte in tavola. Ha preso il mazzo, rimischiato tutto e ridistribuito. La mia Carol adesso ha altri orari. Ha un altro ruolo. Ha del tempo per se stessa. Ha la voglia di mettersi in gioco.
E ride. Di nuovo.
Ha capito che la sua necessità era principalmente questa. Voi vi siete mai fermati a pensare un attimo a quello che realmente vi rende felici? E non parlo di un conto offshore in Svizzera o di una vacanza alle Maldive. Sto parlando di cose che vi fanno rendere conto che nulla sta andando perso, che ci si ci si può accorgere della bellezza, che per quanto banale può nascondersi nelle piccolezze, forse le stesse che lasciamo in una confort zone del cuore, ma che ci fanno sorridere forte. Tipo l’aver bisogno di più fiducia in noi stessi. Della grinta che vorremmo avere per affrontare un nuovo progetto, una malattia o un cambio di vita.Il bisogno di avere qualcuno che ci chieda come stiamo o se abbiamo mangiato.
Forse di nuove occasioni dove metterci in discussione.Di stima, di parole capaci di gratificarci.Di buttarci, in mare, su di un letto o nella vita. Il bisogno di sentire un “Grazie” sincero. Di prendere decisioni e di cambiarle e poi ancora e un’altra volta ancora. Di qualche abbraccio in più dove stare per sentire che nulla di brutto può accadere. Di sentirci amati, rispettati e desiderati. Di forza per tutto quello che ci spaventa e che crediamo insuperabile. Di un luogo in cui rifugiarci. Di parlare, di piangere, di incazzarci ed imparare a perdonaci. Forse abbiamo solo bisogno di lasciare andare.Di farci domande e non affannarci nell’avere subito tutte le risposte. Di fermarci un attimo e respirare. Perché finché c’è questo, nulla è dato per scontato. Sono felice e gli occhi lo dicono. E poi Carolina mi ha insegnato a giocare briscola. È proprio brava con le carte.

