Avete presente le farfalle nello stomaco? Quel tumulto svolazzante che vi sembra nasca, si sviluppi e muoia nel corso di una forte emozione, non per forza di carattere sentimentale, intendiamoci.
Ecco, se pensate al lato poetico del disturbo, arriva il mio leggendario cinismo a smontarvi la prosa e a dirvi di stare tranquilli, non sono bachi trasformati in colorati lepidotteri, ma è puro e semplice disagio.
Che sia giramento di palle, nervosismo estremo o ansia da prestazione poca differenza c’è.
Esiste solo il disturbo gastro-emotivo a rovinare lo stato fisico.
Neanche tanto mentale, quello è successivo e solitamente comporta conseguenze con aggravanti. È roba fisica.Si sta male, c’è un fastidio.
Perché cari miei, diciamocelo chiaramente, starete mica bene con i crampi che vi “contorcono le budella”, come diceva l’esimio Shakespeare. Lui che di disagi emotivi ne ha fatto la sua fortuna e una considerevole fama, ha raccontato quello che si tende a non far trapelare con le espressioni facciali.
Io sono un outsider e faccio esattamente l’opposto. Cerco di controllarmi, ma proprio nun je a fò.
Succede qualcosa, che so, mi trovo in una situazione a me non congeniale ed ecco il primo battito d’ali che mi mette in allarme. So che sembra lo slogan di una pubblicità di assorbenti, ma vi prego di non caderci, il flusso di pensiero vi porterebbe a considerazioni disdicevoli nei miei confronti.
Al primo svolazzamento, segue il decollo di una portaerei completa a cui necessita il permesso della torre di controllo per sorvolare quello che è il territorio interiore.
E poi le mie espressioni vanno di conseguenza. Inizio a mordermi il labbro.
Probabilmente gli occhi cambiano colore con relative sfumature.
E tutto quello che mi passa per la testa si materializza a caratteri cubitali tipo banner sul volto. Poi arriva la fatidica domanda:”Clara, cosa c’è?”.
E io penso: “Cazzarola. L’hai fatto di nuovo”.
Come riassumere senza trascinare il curioso o preoccupato interlocutore in diatribe troppo impegnative? Dipende dalla confidenza o dalla voglia di far sapere.
Come uscire dall’impasse? Con la fuga o con una balla colossale che inizia con “Niente”. Fatto sta che la scienza collega questo sintomo allo stress, mica ai cuori disegnati nel cervello.
È tutta una questione di adrenalina, che viene rilasciata dalle ghiandole surrenali e che provoca tachicardia, aumento della pressione sanguigna e miglioramento della reazione del muscolo in caso di vera fuga. Tipo davanti ad un rinoceronte incazzato.
Nel momento in cui il sangue inizia a scorrere più velocemente per i polmoni e i muscoli, esso raggiunge meno altri organi, tra cui lo stomaco. Ecco li che i bachi nascosti diventano farfalle.
Io ho scelto di tatuarmene tre, le preferisco fuori, visibili e con vita eterna, finché morte non ci separi.
Un po’ come le parole che mi escono subito dopo la fatidica domanda.
Se non ha senso fornirle, non mi do alla fuga. Mi alzo, saluto e me ne vado, senza correre.
Tanto poi chi, lo merita, una spiegazione l’avrà.
Tanto poi il disagio ha vita breve.
Al massimo esiste il Malox.
Ho scritto questo breve post dopo aver letto “Sono contrario alle emozioni” di Diego De Silva. Velo consiglio con tutto il cuore. Anzi, con tutto lo stomaco.

