Un solo mondo - Michael Foreman

Un solo mondo – Michael Foreman

Un solo mondo di Michael Foreman ci mostra quel che stiamo facendo al nostro pianeta, utilizzando parole e immagini d’impatto che guidano il lettore attraverso una presa di coscienza importante, ricordandoci che esiste un solo e unico mondo.

Un solo mondo di Michael Foreman

Un solo mondo

Un solo mondo è il nuovo testo di Michael Foreman, appena sfornato da Camelozampa, casa editrice che è tra i sei vincitori del premio BOP 2020 per la sezione Europa[1].

Questo libro a figure, fresco di stampa – che esce oggi, 28 Maggio 2020,  in libreria – ci insegna ciò che continuamente dimentichiamo: il fatto che ci sia un solo e unico mondo.

Un solo mondo

Non c’è un mondo di riserva, una terra in versione 2.0. Il mondo che ci è stato offerto è uno e non lo si può né ristampare, né chiederne un’ulteriore copia al buon vecchio Amazon; non ci si può aspettare la dicitura “copia in arrivo” o “attualmente non disponibile”, ma piuttosto la scritta “questo articolo non è più disponibile”.

La scoperta di un solo mondo avviene qui tra le pagine e tra le mani di due bambini, fratello e sorella, che giocano in una pozza del mare. Osservano il mare blu e chi vi abita e poi decidono di raccogliere un po’ di quell’acqua, alcune alghe, sassi colorati, conchiglie, gamberetti e pesciolini, per creare un loro acquario personale da osservare e portare in giro.

Un solo mondo
Un solo mondo

I due bambini si accorsero, però, che il loro piccolo mondo “tascabile”, sebbene fosse da loro curato con amore e attenzione, era stato prelevato dal mondo reale, che ora appariva vuoto: al suo interno si vedeva con chiarezza una bolla di olio, una lattina e delle piume. E questa bolla d’olio cresceva e si espandeva, nascondendo tutte le cose belle che amiamo osservare quando ci mettiamo a scrutare il fondale marino.

Improvvisamente tutto fu loro chiaro: capirono che basta una sola persona per rovinare il mondo – o una parte di esso – e allo stesso tempo, il più piccolo gesto può aiutare una piccola parte del mondo.

Infatti, si misero a pulire il mare da quella profonda macchia d’olio e decisero che dal giorno dopo si sarebbero presi cura di tutte le pozze d’acqua, con l’aiuto dei loro amici.

Quella notte i bambini guardarono la luna e le stelle. Pensarono a tutti gli altri bambini che vivevano sotto a quel cielo e che avevano bisogno del calore del sole e della luce della luna, tenue e argentea.

Vivevano tutti in un solo mondo.
E anche quel mondo, lo tenevano tra le mani.
[2]

Un futuro migliore

Questo albo illustrato ci mostra quel che stiamo facendo al nostro pianeta, utilizzando parole e immagini d’impatto che guidano il lettore attraverso una presa di coscienza importante.

Proprio in questi giorni anche Papa Francesco[3] ha ricordato come migliaia di specie vegetali e animali stiano scomparendo a causa nostra e che nessuno di noi ha il diritto di violare e violentare la natura.

Siamo ormai tutti troppo egocentrici e concentrati solo su noi stessi e sui nostri interessi, quando invece sarebbe bene non pensare solo al presente, ma imparare dal passato per progettare un futuro migliore per chi verrà dopo di noi e, come noi, deve avere la possibilità di visitare luoghi come il parco dell’Adamello, la foresta Amazzonica, il ghiacciaio Breiðamerkurjökull, l’aurora boreale in Norvegia e altri milioni di posti che meritano di sopravvivere e di essere visti, da tutti.

Infine, per usare le parole di L., 5 anni: “Questa storia ci insegna che dobbiamo fare attenzione alla natura perchè facciamo tutti parte del cerchio della vita e il cerchio della vita vuol dire che se facciamo male alla natura facciamo male anche a noi stessi”.

Spunti didattici:
Questo picture book può essere utilizzato a partire dalla scuola dell’infanzia sino alla scuola secondaria. Potrebbe essere inserito all’interno del curricolo verticale della scuola e fungere da innesco per un progetto che miri alla continuità, a un’azione che deve iniziare dal più piccolo dei bambini, al più grande, per educarli alla sostenibilità. I Nuovi Scenari delle indicazioni nazionali del 2018[4] mettono come punto chiave l’educare alla cittadinanza e alla sostenibilità, temi già espressi nelle Indicazioni nazionali del 2012 nel capitolo “La scuola del primo ciclo”, ove si legge che:

È compito peculiare di questo ciclo scolastico porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva, potenziando e ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell’infanzia. L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Questa fase del processo formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di un’adesione consapevole a valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza civile.[5]

Il progetto della scuola può fungere quindi da stimolo per presentare agli studenti diversi compiti autentici e porre in essere diverse azioni – a seconda della fascia d’età e del ciclo in cui si insegna – per salvaguardare l’ambiente e per insegnare ai propri alunni, attraverso una ricerca attiva, il rispetto di questo.

I bambini, fin da piccoli, sono sensibili a questi temi e, se ben educati, saranno attenti per il resto della loro vita.

Ci sono molte associazioni che provano a prendersi cura del nostro pianeta, come anche diverse applicazioni a costo zero dove con un solo click si può piantare un albero o contribuire. Tra queste cito “Ecosia”[6], un motore di ricerca che uso quotidianamente e che ogni 45 ricerche dichiara di piantare un albero (il motore di ricerca l’ho anche fatto scaricare ai miei alunni che adorano fare il calcolo di quanti alberi hanno piantato), come anche il sito web supportato dall’unione Europea “Noplanetb”[7] che offre progetti di diverso tipo dove sia come individui singoli sia come gruppo classe è possibile prendere parte.

Infine, sono certa che, il presente albo illustrato, come «un sasso nello stagno che produce onde di superficie e di profondità, provocherà una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni»[8] facendo innescare nel bambino idee e riflessioni per aiutare il nostro mondo a essere unico e unito.

Lo consigliamo a… tutti coloro che sanno – o che ancora devono scoprire – che il nostro mondo è nelle le nostre mani e che, proprio per questo, dobbiamo averne cura, tutti.


[1] Nato nel 2013, in occasione del 50° anniversario di Bologna Children’s Book Fair, il BOP –Bologna Prize for the Best Children’s Publishers of the Year, è un riconoscimento annuale volto a premiare i migliori editori del mondo in ciascuna delle sei aree geografiche: Africa, Asia, Europa, Centro America e America Latina, Nord America, Oceania. Cfr. per dettagli: http://www.bookfair.bolognafiere.it/highlights/premi/bop-bologna-prize-best-childrens-publishers-of-the-year/1039.html
[2] M. Foreman, Un solo mondo, Camelozampa, Monselice (PD), 2020.
[3]Cfr.https://www.ilmattino.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_ambiente_clima_laudato_si_cina_coronavirus_pandemia_terra_inquinamento-5246996.html
[4] Cfr. MIUR, Comitato scientifico nazionale per l’attuazione delle Indicazioni nazionali e il miglioramento continuo dell’insegnamento (a cura di), Indicazioni Nazionali e nuovi scenari, 2018, pp. 5-9.
[5] MIUR, Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, Le Monnier, 2012, p. 33.
[6] https://www.ecosia.org/?ref=icon-search&addon=chrome&addonversion=3.1.1
[7] https://it.noplanetb.net/progetti/
[8] Cfr. G. Rodari, Grammatica della fantasia [1973], Einaudi, Trieste, 2012, p. 25.

Michael Foreman – Un solo mondo – Camelozampa
Traduzione: Sara Saorin

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Su Ilaria Dui

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Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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