River. Il cane nero - Suzy Lee

River. Il cane nero – Suzy Lee

River. Il cane nero è l’ultimo capolavoro di Suzy Lee, un albo capace di commuovere in ogni sua pagina. Le parole nel libro sono poche e importanti, ognuna di esse lascia traccia nel cuore di chi legge, ma ancor più le illustrazioni in bianco e nero, capaci di emozionare il lettore.

Suzy Lee

River è l’ultimo libro scritto e illustrato dalla celebre Suzy Lee. L’autrice, sulla quale non è possibile non spendere tempo e parole, ha pubblicato moltissimi picture books di cui non si può far altro che innamorarsene. Vincitrice di moltissimi premi in Italia e in U.S.A e selezionata per l’“Illustrators Exhibition (Fiction)” presso la  Bologna Children’s Book Fair1, viene ricordata da tutti grazie alla sua Trilogia del limite in cui l’illustratrice «svela i segreti di composizione e creazione dei suoi tre libri L’Onda, Ombra e Mirror, ridefinendo i limiti del foglio bianco»2.

La doppia pagina del silent book dal titolo L’onda è infatti famosa per essere stata scambiata da librai per un errore di stampa, quando invece è un’importante sfida da parte dell’autrice verso la pagina. I suoi albi sono infatti curati fino al più piccolo dettaglio: «fra la prima e la quarta di copertina c’è tutto un un mondo che si sviluppa, fra i margini delle pagine, gli angoli e le pieghe della rilegatura: tutti questi elementi non devono però essere visti come limiti per l’arte che invece deve correre, libera di giocare e di disporsi a suo piacimento»3.

Oltre alla cura grafica e all’impaginazione perfetta e curata in ogni minimo dettaglio (ogni suo testo è edito da Corraini, la casa editrice cui si affida sempre anche Bruno Munari), vi è nei suoi libri la spensieratezza tipica dell’età infantile: il giocare con le onde, le proprie ombre e i propri riflessi, essere affascinati da dettagli che purtroppo in età adulta ci sfuggono, presi dalla frenesia lavorativa e dai problemi quotidiani. 

River. Il cane nero di Suzy Lee

Anche in quest’ultimo suo capolavoro, River, vi sono i tratti peculiari della Lee, accompagnati dalla storia personale dell’illustratrice che inserisce nel testo la sua famiglia e l’amore per il loro cane. Non servono strane congetture per capire ciò dal momento che la dedica iniziale scopre le carte in tavola fin da subito:

Ci sono dei momenti che devono essere catturati immediatamente: la storia di River è uno di questi. Mio figlio e mia figlia (Mountain e Sea) singhiozzavano nel guardare la pila di disegni dedicati alla nostra amata cagnolina. Una volta finito il libro hanno detto: “Da ora in poi staremo bene”. So che non staranno bene, ma so anche che il ricordo di River rimarrà scolpito nella loro memoria.

L’albo, capace di commuovere in ogni sua pagina, ha un inizio triste e spiacevole: un cane nero, il cane nero, affamato e assetato, una vicina preoccupata, dei padroni noncuranti (per non dire altre parole che su internet potrebbero far scalpore, e poi si sa che ciò che si scrive sul web rimane anche se cancellato, quindi uso il raffinato termine “noncuranti”). La vicina, preoccupata, porta con sé il cane nero: lo fa visitare, lo nutre e chiama “quelli che hanno un giardino” che vengono a prenderlo. Il cane nero, triste di lasciare la sua salvatrice, ha però un incontro speciale con i due nuovi padron(cin)i speciali, un lieto fine in anticipo.

“Io sono Mountain.”
“Io sono Sea”. 
“I cani qui di fianco sono Lightning e Thunder.”
“Il gatto di nostro nonno è Cloud”.
“Quindi, tu sei River”.

Da questo momento, le cose cambiano per il cane nero: “non più affamato, non più assetato”.

Aspetta, aspetta e aspetta

Le parole nel libro sono poche e importanti, ognuna di esse lascia traccia nel cuore di chi legge, ma ancor più le illustrazioni in bianco e nero, capaci di emozionare il lettore che, fino a quel momento, ha trattenuto il respiro e ora può rilassarsi nel vedere l’animale a quattro zampe, il più fedele di tutti, pieno di cibo, acqua, ma soprattutto amore.

La situazione però cambia di nuovo: River continua a essere non più affamato e non più assetato, ma i suoi nuovi padroni devono partire e lui deve rimanere con i nonni dei piccoli e il gatto Cloud. 

River, pur ricevendo cibo, acqua e attenzioni da parte dei nonni di Mountain e Sea, non sta bene: i bisogni primari non gli mancano, è vero, ma gli manca qualcosa di più importante, loro. 

Viene così portato dal veterinario, viene coccolato dai nonni, ma lui aspetta qualcun altro. Aspetta, aspetta e aspetta. Le pagine scorrono mostrando il personaggio in attesa: le illustrazioni commuovono e ci tengono nuovamente col fiato sospeso, ci infondono la tristezza e la preoccupazione visibile nello sguardo del cane nero. 

Inizia a nevicare e a nevicare, fiocchi azzurri cadono sulle bianche e candide pagine; poi, finalmente, i bambini tornano da River, attraverso un abbraccio che non ha bisogno di parole.

Spunti didattici:
River è un albo illustrato che può essere usato sia alla scuola dell’infanzia, sia alla primaria per insegnare ai bambini il rispetto per gli animali e, più in generale, il rispetto verso l’altro. Ma non solo: l’amicizia e la fedeltà vengono espressi in ogni giro pagina e anche questo è un messaggio importante da comunicare ai bambini, affinché mostrino lealtà verso le persone che incontrano oggi e che incontreranno domani. 

Inoltre, il testo può essere utilizzato come mezzo per l’arte: ogni immagine è piena di significato e può insegnare ai ragazzi come spesso per comunicare le proprie emozioni non sia necessario spendere troppe parole, che possono essere sostituite o accompagnate dalle illustrazioni.

Lo consigliamo a… tutti coloro che preferiscono – giustamente, comprensibilmente e saggiamente – i cani alle persone e a tutti coloro che amano assaporare il potere delle immagini.

[É inoltre consigliato a tutte quelle persone che hanno stupidamente deciso di abbandonare i loro cani per via del Covid-19: leggete un po’ più libri anziché notizie non confermate, è un buon antidoto all’ignoranza!]

1 Cfr. http://www.suzyleebooks.com/
2 Cfr. https://www.corraini.com/it/catalogo/scheda_libro/620/La-trilogia-del-limite
3 Ivi

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Su Ilaria Dui

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Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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