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Come? Cosa? – Fabian Negrin

Come? Cosa? di Fabian Negrin offre la possibilità di ragionare sull’essere un adulto e su come relazionarsi con un bambino, provando a ricordare come riusciva a “volare” da piccolo e cercando di riflettere sulla comunicazione tra genitori e bambini, tra insegnanti e genitori, tra fratelli e sorelle, o anche semplicemente tra amici con punti di vista diversi. 

Come? Cosa? di Fabian Negrin

Come? Cosa? è un albo illustrato di Fabian Negrin edito da Orecchio Acerbo. Un testo scritto e illustrato per bambini, ma diretto anche a un pubblico adulto, col fine di avviare il lettore verso una riflessione in merito all’incontro tra due mondi che convivono nello stesso spazio, ma che al tempo stesso sono distanti tra loro, quello dell’infanzia e quello degli adulti, in cui spesso la comunicazione è vittima di incomprensioni

Nelle 40 pagine che compongono questo picture book, il piccolo protagonista ci guida in un percorso tra realtà e fantasia, il cui filo conduttore è una conversazione ricca di ostacoli tra un bambino e le diverse figure (adulte) che incontra lungo il tragitto.

Tra vento e sorprese

Il libro inizia con un fatto quotidiano, ossia la semplice domanda “Ehi, che cosa vuoi mangiare stasera?” posta da una donna al marito, con il figlio che fungendo da intermediario inizia un viaggio tra le pagine.

Egli attraversa mondi che, spesso, diventano surreali, con navi pirata, maghi e balene. Trasportato dal vento, il co-protagonista del libro, che ci accompagna con forza tra le pagine, costringendo gli elementi del testo a muoversi con esso, fino a separare persino le parole che cedono di fronte al suo movimento dinamico e magico, lasciando il lettore in suspense: il bambino riuscirà ad attraversare i diversi ostacoli incontrati e tornare a casa in tempo per assicurare una buona cena al papà?

L’albo rientra nella categoria che Emilio Varrà definisce “libri a domino”, in cui vi è un’azione iniziale che provoca una serie di conseguenze, che tendono a una catastrofe, in questo caso “sorridente”.1 In questo tipo di albo, che possiamo anche definire “dell’istante”, girare pagina assume davvero una grandissima importanza, perché il meccanismo della storia può funzionare solo attraverso una svolta visibile voltando pagina. Sono libri che invitano a una certa velocità, perché la curiosità e il divertimento portano il lettore ad accelerare il ritmo.

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L’incontro con l’altro

Il libro termina con l’approdo a un porto sicuro, in cui viene riproposta una scena di vita quotidiana, ossia una cena in famiglia in cui i problemi affrontati dal bambino non vengono colti e appresi da parte dei genitori che spesso banalizzano le questioni infantili. 

L’incontro con l’altro, che per il bambino è rappresentato dall’adulto e viceversa, risulta essere uno degli elementi centrali della storia. Anche J.M. Barrie parla di “altro” riferendosi all’infanzia, ossia a un particolare periodo dell’esistenza, caratterizzato dalla scoperta di oggetti e situazioni inedite che spesso disorientano e allo stesso tempo spaventano l’adulto più che il bambino. Franco Cambi afferma che «James M. Barrie, con Peter Pan esalta l’alterità dell’infanzia, rispetto all’età adulta, le sue incompiutezze e il ruolo che in essa gioca il desiderio e il possibile».2

«Mamma, perché ora non puoi più volare?»
«Perché sono cresciuta, tesoro. Quando le persone diventano grandi si dimenticano come si fa».
«Perché se ne dimenticano?»
«Perché non siamo più allegri, innocenti e senza cuore. Solo chi è allegro, innocente e senza cuore è capace di volare».3

Questo albo offre al lettore la possibilità di ragionare sull’essere un adulto e su come relazionarsi con un bambino, provando a ricordare come riusciva a “volare” da piccolo e cercando di riflettere sulla comunicazione tra genitori e bambini, tra insegnanti e genitori, tra fratelli e sorelle, o anche semplicemente tra amici con punti di vista diversi.

Spunti didattici:

Questo albo illustrato può essere inserito all’interno di un percorso didattico interdisciplinare nella scuola primaria, in cui emerge la necessità di trattare tematiche legate alla comunicazione e ai suoi ostacoli, se si pensa a un dialogo asimmetrico tra due mondi apparentemente lontani, per provare a trovare un punto di incontro.

Un ulteriore spunto didattico è dato dalla presenza di giochi linguistici all’interno del testo che permettono di affrontare l’incontro con le parole e il loro suono al fine di una scrittura creativa. 

Lo consigliamo a …. bibliotecari, maestre, genitori e bambini avventurosi.

1 E. Varrà, Albo e tempo, in Hamelin (a cura di), Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, Roma, Donzelli, 2012, p. 92

2 F. Cambi, La letteratura per l’infanzia tra complessità e ambiguità. Testo, superficie e profondità, in F. Cambi e G. Cives, Il bambino e la lettura. Testi scolastici e libri per l’infanzia, Pisa, EDIZIONI ETS, 1996, p. 60

3 J. M. Barrie, Peter Pan Nei Giardini di Kensington e Peter Pan e Wendy, Milano, Salani, 1992, p. 290

Fabian Negrin – Come? Cosa?Orecchio Acerbo

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Su Ilaria Dui

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Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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