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Cara Zia Agatha – Beatriz Martin Vidal

Cara Zia Agatha di Beatriz Martin Vidal

Vi sono momenti in cui il mondo editoriale riserva spazio a grandi capolavori e regala al pubblico novità che per la loro bellezza e raffinatezza riescono a stupire e lasciare senza fiato. È il caso di Cara Zia Agatha di Beatriz Martin Vidal, edito da Orecchio Acerbo nel 2019.

In questo picture book viene racconta una storia semplice, o almeno così pare, ma che al tempo stesso, grazie alle illustrazioni ricche di dettagli e assai eleganti, immerge il lettore in un mondo immaginifico.

Cara zia Agatha. Già dal titolo è possibile prevedere il fulcro di questo libro, e quella che può sembrare solo un’intuizione iniziale diviene una conferma sfogliando le pagine di questo albo illustrato. Infatti, il testo ripercorre una lettera che tre ragazze, Louise, Emma e Alice, scrivono alla zia Agatha partita per un viaggio in un luogo e per un tempo non definiti.

Louise, la narratrice di questa storia, descrive gli episodi di vita quotidiana delle tre fanciulle ambientati tra le mura di un’elegante villa vittoriana a inizio primavera. Nella parte iniziale e in quella finale della lettera, le tre nipoti si lasciano andare a convenevoli e a rassicurazioni, raccontando di un clima fin troppo tranquillo e monotono, quasi noioso.

Ma la quiete raccontata dalle tre giovani ha i minuti contati, infatti la loro routine viene interrotta: nelle loro giornate fanno capolino alcuni imprevisti, più o meno ingombranti, che richiedono di rivedere l’ordine delle cose e che obbligano a un cambio di rotta.

Le protagoniste faranno fronte a diversi ostacoli che si paleseranno attraverso scenari assurdi e improbabili, la cui risoluzione si dovrà a un approccio diplomatico.

Tra l’influenza primaverile che sancisce l’inizio di una nuova stagione, l’amore per la lettura che provoca un’assenza di gravità e le incomprensioni e i successivi chiarimenti con animali antropomorfi, Louise, Emma e Alice vivranno esperienze significative dalle quali impareranno molto.

Le avventure delle fanciulle mettono in risalto comportamenti sui quali è possibile, e soprattutto necessario, meditare: l’atteggiamento responsabile, la cura dell’altro, il ragionamento, il confronto e la negoziazione.

Per ottenere una migliore comprensione di questo albo illustrato è importante soffermarsi a ragionare sul contrasto che vi è tra l’apparato verbale e quello iconico. Il primo, collocato in maniera discreta nella parte bassa della pagina, è didascalico e si rifà a un registro formale, mentre le illustrazioni, ampie e cariche di dettagli, mostrano situazioni inverosimili.

Nonostante questa contraddizione tra verbale e iconico, la loro interdipendenza coinvolge il lettore e non lo disorienta come si potrebbe pensare, ma anzi arricchisce l’interpretazione del testo. È quindi necessaria una lettura attenta di tutti gli elementi disposti, non a caso, nello spazio della pagina. Per cogliere il senso della trama nella sua interezza, è doveroso considerare il textum «inteso come organica tessitura dei segni da decifrare e interpretare»1.

Spunti didattici:

Cara zia Agatha è un testo che può essere utilizzato in un percorso didattico nei primi tre anni di scuola primaria: potrebbe essere interessante utilizzarlo in un lavoro con i bambini che abbia come fine quello di rimarcare l’importanza della condivisione di conoscenze, abilità ed esperienze e del rispetto dei punti di vista altrui.

Dopo aver esplorato questo testo e aver ragionato su di esso in grande gruppo, potrebbe risultare stimolante stilare insieme agli alunni delle regole per il vivere civile a scuola, una sorta di costituzione di classe che si basa su principi ritenuti per loro fondamentali, quali l’aiuto reciproco, l’ascolto e il rispetto, in modo da creare le fondamenta per una cittadinanza attiva, ma soprattutto, democratica, per affrontare in modo maturo e consapevole le piccole o le grandi difficoltà che possono intralciare il loro cammino e per dar loro una capacità di resilienza fin da piccoli.

Lo consigliamo a… chiunque abbia voglia di perdersi in un mondo tutt’altro che banale, di visitare scenari fantastici e fare ritorno alla realtà con qualcosa in più.

1 M. Negri, Parole e figure: i binari dell’immaginazione, in Hamelin (a cura di), Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, Roma, Donzelli, 2012, p. 51.

Beatriz Martin Vidal – Cara Zia AgathaOrecchio Acerbo

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