Bibi. Una bambina del Nord - Karin Michaëlis

Bibi. Una bambina del nord – Karin Michaëlis

Bibi. Una bambina del nord di Karin Michaëlis racconta di una bambina dallo spirito anarchico, che fa da apripista ai personaggi femminili della letteratura per l’infanzia che rifiutano con fermezza regole e convenzioni.

Bibi. Una bambina del nord di Karin Michaëlis

Bibi. Una bambina del Nord

Proviamo a chiudere gli occhi e immaginare di prendere l’aereo per fare quel tanto agognato viaggio in un paese lontano e sconosciuto. Sì, ok, ora non si può andare chissà dove, i decreti sono in continua evoluzione e gli spostamenti concessi non sono molti. Ma se non erro niente e nessuno ci vieta di girovagare con la fantasia. Ed è proprio qui che scende in campo Bibi, la protagonista di questa storia, che ci porta in giro per la Danimarca e che, grazie al suo vagabondaggio, ci permette di esplorare e conoscere una parte di mondo in lungo e in largo.

Bibi, senza dubbio, fa parte di quella schiera di bambine letterarie fuori dagli schemi come Alice, Viperetta e molte altre, ma, a differenza delle sue colleghe comparse decenni prima tra le pagine dei classici della letteratura per l’infanzia, essa descrive scenari assai realistici fatti di itinerari, esperienze e incontri.

Dal 1929 al 1939 Karin Michaëlis, scrittrice danese, scrisse sei esuberanti storie di Bibi, una bambina divertente, curiosa, avventurosa e indipendente. I libri della Michaëlis videro la luce in un periodo storico terribile. In Germania i suoi testi, oltre a subire la scomunica da parte del partito nazista perché ritenuti sovversivi, vennero censurati e bruciati nel Rogo dei Libri del 1933, a seguito del rifiuto dell’autrice di scrivere libri per bambini volti a favorire il regime, su commissione di Goebbels.

Scenario differente fu, invece, quello italiano, dove le vicende della piccola Bibi non vennero censurate ma anzi continuarono a essere lette grazie alla totale ignoranza dei fascisti che non ne colsero le tematiche rivoluzionarie e anticonformiste e, per questo, le sei storie furono coraggiosamente pubblicate in Italia dalla casa editrice Vallardi tra il 1933 e il 1941.[1]

Col passare degli anni i testi furono portati alla ribalta grazie alla loro pubblicazione nella collana Gl’Istrici della Salani, fondata da Donatella Ziliotto.

Una bambina anarchica

Bibi era una ribelle, scorazzava da vagabonda per tutta la Danimarca, respingendo l’autorità della scuola, della legge e dei pregiudizi. “Si può misurare la libertà in chilometri” scriveva Karin Michaëlis; “questa comincia col mettersi in movimento e coll’uscire dallo spazio geografico e sociale. In seguito si passerà della libertà di movimento alla libertà di fatto”.[2]

Bibi Stensen è una bambina libera e appassionata che vuole vivere la sua vita intensamente, ma che allo stesso tempo tiene bene a mente i suoi due punti fermi: il suo Papi capostazione e la sua mamma ormai defunta.

Bibi. Una bambina del Nord

La sua indole fa di lei una bambina speciale, diversa dalle altre, ma bisogna considerare anche che la libertà di Bibi deriva in parte dalla sua situazione familiare. Come abbiamo già detto infatti la bambina è orfana di mamma e l’assenza della figura materna la rende la protagonista ideale di molte avventure.

A questo punto qualcuno potrebbe giustamente dissentire e rivendicare la presenza del papà. Sì, è vero, Bibi ha il suo Papi a cui vuole un bene indescrivibile e che tiene costantemente aggiornato tramite lettera sui viaggi che intraprende, ma non a caso egli lavora come capostazione e la giovane protagonista, in qualità di figlia, possiede la tessera per tutte le ferrovie danesi, un piccolo oggetto “magico” che le consente di andare dove le pare.

Attraverso i suoi occhi azzurri quindi facciamo visita ai luoghi per lei importanti, ma che, in maniera del tutto naturale, assumono rilevanza anche per i suoi compagni di viaggio. Il lettore viene conquistato dall’entusiasmo di Bibi e non può far altro che condividere con lei l’amore per l’avventura, per la natura, per gli animali, per ciò che vede e per ciò che impara.

Questa bambina dallo spirito anarchico fa da apripista ai personaggi femminili della letteratura per l’infanzia che rifiutano con fermezza regole e convenzioni; infatti ritroveremo spesso questo tipo di atteggiamento nelle storie di eroine scritte in anni successivi, di cui Prisca, Mina e Matilde costituiscono solo alcuni esempi.

Spunti didattici:
Bibi. Una bambina del Nord può essere letto da un adulto, insegnante, genitore, nonno, zio, bibliotecario che sia, ai piccoli dai 7 anni in su, o in alternativa può essere proposto ai bambini di età superiore ai 9/10 anni, per una lettura individuale del testo. In entrambi i casi la storia della piccola protagonista, le sue esperienze, il suo carattere e i suoi modi, condurranno i lettori verso riflessioni non banali su se stessi e sul mondo circostante. Ovviamente non bisogna credere che certi ragionamenti possano riguardare solo il mondo infantile, al contrario  anche gli adulti dovrebbero servirsi degli oggetti letterari appartenenti alla letteratura per l’infanzia per pensare a quello che c’è oltre la propria visuale, al di là del proprio orizzonte.

Lo consigliamo a… chiunque abbia voglia di viaggiare con la mente, di cambiare rotta e di farsi rapire da posti nuovi, profumi inediti ed esperienze che fanno inevitabilmente crescere.


[1] Cfr. Hamelin (a cura di), I libri per ragazzi che hanno fatto l’Italia, Bologna, Hamelin Associazione Culturale, 2011.
[2] D. Ziliotto, Generazione Bibi, generazione Pippi, in F. Lazzarato e D. Ziliotto (a cura di), Bimbe donne e bambole. Protagoniste bambine nei libri per l’infanzia, Roma, Artemide edizioni, 1987, p. 25.

Karin Michaëlis – Bibi. Una bambina del nordSalani
Traduzione: Eva Kampmann
Illustrazioni: Hedvig Collin

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Su Francesca Izzo

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Nel 2018 mi hanno regalato, credo per sbaglio, una laurea in Scienze della Formazione primaria, ma non ho la minima idea di quale piega prenderà la mia vita. La cosa certa è che sono una pessimista davvero brava (modestamente), una che il bicchiere mezzo pieno non sa nemmeno cos’è! Nonostante questa premessa poco entusiasmante, ci sono cose che amo e che mi rendono una persona migliore, come i libri, la musica, il cibo, l’Inter, e un altro paio di cose

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