Toki di Andrea Spinelli. A cosa serve un cannocchiale? Semplice ci si appoggia l’occhio e si guarda l’infinito. Ecco la poesia di Andrea Spinelli è una poesia-cannocchiale, ha proprio la forma di un cannocchiale.
Toki di Andrea Spinelli
A cosa serve un cannocchiale? Semplice ci si appoggia l’occhio e si guarda l’infinito. Ecco la poesia di Andrea Spinelli è una poesia-cannocchiale, ha proprio la forma di un cannocchiale.
Il perché lo si intuisce subito facendosi condurre da qualche particolare dentro il mondo di questo poeta, ma preferirei chiamarlo artista, che nasce circa quarant’anni fa a Como.
Scoprire la sua poesia non è così facile, leggermente fuori dal circuito ufficiale, Spinelli è assolutamente padrone di mille rivoli dell’arte che lo fanno apparire ancora più affascinante come personaggio e come scrittore. Una sua poesia contenuta nella precedente raccolta, Autotirannia, è diventata la traccia di uno splendido pezzo dei Black Fluo e scelto dalla prestigiosa playlist di Battiti RadioTre, programma cult per tutti i nottambuli psichedelici.
Oggi però ci limiteremo a parlare dell’ultima composizione di Andrea Spinelli, Toki. Libro che, alla bellezza delle poesie e dei racconti dell’autore comasco, aggiunge le meravigliose illustrazioni di Matias Perego, artista argentino capace di materializzare immagini oniriche con ancora addosso la patina leggera della brina notturna.
Cosa sia questo libro o cosa non sia, rimane un mistero, non perché manchi una direzione al progetto, anzi, ma la leggerezza e il profumo della poetica di Spinelli sfuggono alle categorie troppo precise della letteratura.
Tracce che scavano
Le prime due poesie contenute in Toki farebbero pensare ad uno scrittore che stia cercando di afferrare la malinconia, la caducità del tutto. Mezzogiorno e, soprattutto, Nella veranda sono i ritratti di due fantasmi, qualcosa che si fatica a capire se sia accaduto, o forse proprio perché è accaduto e non ce ne siamo accorti è diventato poesia.
A furia di portarti la spesa a casa
un signore dai calzini spaiati
è venuto a vivere nel tuo cuore
e quando tu sei stanca
ride e piange al posto tuo
Quando pensi di essere in una stanza sicura, anche se un po’ strana, arriva una folata di vento e ti sventra il tetto. Seguono infatti alcune poesie molto belle, ma allo stesso tempo molto dure come Kobaina, Il rischio ti protegge e la splendida Secondo fieno d’amore
IL RISCHIO TI PROTEGGE
non il padre
non la madre
il rischio
ti educa
il rischio
ti genera
e così tu rischi
rischi grosso
Da metà libro in poi si inizia a respirare aria di viaggio, di fuga, magari anche solo per una sera in discoteca. Momenti piccoli ma ben raccontati che a volte ricordano Tondelli per precisione nella descrizione e per magia nella scelta dei personaggi. A volte però si pensa anche alla poesia americana, così carica di odore di benzina, di vita.
Disco, È morto Erick, La sua verità sono ritratti poetici che ci fanno venire subito alla mente i momenti descritti, immagini fortissime.
Erik era senza senso e senza speranza
ma sulla sua faccia mai un’ombra di tristezza
Scoprire il mondo di Andrea Spinelli è un’avventura affascinate, un bel rompicapo per alcune ore, un amico da portarsi comodamente sotto braccio quando le vostre anime si sentiranno sole o, peggio, vuote.
Gocce della poesia di Andrea Spinelli potrebbero rimanervi dentro come tracce di una visione notturna che scavi dentro. Per esempio, a me questo effetto lo ha fatto Globuli Rossi, poesia profonda e dolorosa che non può non toccare il cuore. Qui solo una strofa.
La tua goccia di sangue mi è testimone
Spero non ne avrai a male
se la bacio prima di sognare.

