Una seconda vita di Francois Jullien è un libro che consigliamo a tutti. Anche se al momento dell’acquisto potrebbe farvi passare per un adepto di qualche stramba setta, non fateci caso e portate a termine l’acquisto. Un testo in cui le parole sono importanti (come gridava qualcuno): seconda vita, lucidità, sprigionare. Sono parole pregne di significato e inserite in un contesto filosofico affascinante.
Vivere ri-scegliendo
Il titolo accattivante e un po’ new age vi creerà problemi coi commessi che vi guarderanno snobbandovi come degli adepti di qualche setta stramba che si nutre d’acqua e aria (come è successo a me al Libraccio). Ma non vi preoccupate, si sbagliano. Francois Jullien, uno dei più grandi e profondi filosofi contemporanei, ha scritto un libro eccezionale in cui la seconda vita non è su un pianeta lontano o dopo qualche battesimo, ma è la seconda possibilità di vivere ri-scegliendo solo che ciò che è nostro e che forse avevamo sottovalutato.
Inquadriamo l’autore
Bisogna inquadrare Jullien nel giusto contesto per meglio capire il suo lavoro. Francois Jullien è un sinologo e grecista di formazione ed ha continuato a lavorare su tali temi fino all’incontro con la filosofia cinese. Trasferitosi in Cina negli anni settanta per insegnare e approfondire i suoi studi, ha costruito una filosofia di raccordo fra la tradizione cinese e quella occidentale, rifiutando da una parte l’approccio etnocentrico dall’altro il relativismo culturale. I suoi libri sono viaggi nella tradizione asiatica ma in costante confronto con il continente europeo, da un lato filosofia e sinologia ma dall’altro anche un concreto approccio di dialogo fra i due mondi che può essere speso anche in senso commerciale, tant’è vero che Jullien è anche consigliere per le aziende francesi che vogliano aprire commerci in Cina.
Quindi ogni riflessione di Jullien non è un mero approccio alla realtà nell’attualità come la fotografiamo dai nostri telefoni, ma è un racconto dell’evoluzione del nostro pensiero dalle origini per trovare pensieri e aprire spazi della nostra immaginazione, lavorando su ciò che già per filogenesi abbiamo acquisito.
I suoi libri sulla Cina negli scorsi anni sono stati importanti strumenti nelle mani di imprenditori e visionari nell’affrontare la crisi economica del vecchio continente.
Tornare a vivere
Spiegato velocemente come affrontare Jullien, possiamo parlare del libro ancora una volta straordinario che ha scritto: Una seconda vita
Le parole sono importanti
Le parole sono importanti in questo libro, ovvio per un sinologo, è proprio attraverso alcune di esse che possiamo ritrovare il senso di questo viaggio per scovare una seconda vita, una nuova possibilità
La prima parola importante è proprio seconda – vita. Non intesa come numero ordinale due a cui potrebbe allora essere prossimo un tre, bensì una seconda vita che si esplica, si origina dalla prima ma se ne differenzia perché viene vissuta con altre aspettative, perciò si potrebbe parlare di un secondo tempo, o di una nuova chance.
Quindi c’è la lucidità, termine che per Jullien non è un capacità o una saggezza acquisita, bensì una visione del reale al di là delle apparenze. La lucidità può essere provocata dalle esperienze (tema a cui Jullien dedica un intero capitolo) ma non si basa solo su di esse, questa capacità di discernimento si instaura in chi è capace di lavorare filosoficamente sulla realtà senza esserne sopraffatto.
Poi c’è la parola che personalmente mi ha colpito di più, sprigionare. Questa parola connette l’intero libro perché ci rende possibile la comprensione del passaggio e quindi della trasformazione, ma anche della continuità dalla prima alla seconda vita attingendo a qualcosa che precedentemente era stato accumulato dentro di noi.
Francois Jullien credo sia una lettura da un lato confortante e da un lato profondamente sconvolgente, forse difficile a tratti, ma sicuramente capace di donare una visione lucida sulla vita e su tutti gli altri affari di cui ci occupiamo prima di morire. Consigliato a tutti.
Una seconda vita
