EsteticaMente

La politica dell’impossibile – Stig Dagerman

La politica dell’impossibile raccoglie alcuni articoli di Stig Dagerman, un uomo che ha lottato contro le verità facili, contro l’ottimismo gratuito, contro la figura dello scrittore

Una serie di articoli illuminanti

“Essere il politico dell’impossibile in un mondo dove ci sono troppi politici del possibile è, nonostante tutto, un ruolo che personalmente mi può soddisfare come essere”. Solo questa frase tratta dallo scritto del 1946 Il mo punto di vista sull’anarchismo basterebbe a giustificare l’acquisto del meraviglioso volume La politica dell’impossibile che raccoglie, oltre a questa stoccata, una serie di articoli illuminanti firmati dal grandissimo scrittore anarchico, prima che svedese, Stig Dagerman.
Figura alta, altissima, della lettura mondiale e quindi anche svedese, Dagerman nella sua brevissima vita (si tolse la vita a trentun anni) ha saputo raccogliere in sé l’eredità di Kafka, Faulkener, Camus, raccontando con schiettezza la crisi ideologica di fine seconda guerra mondiale e l’avvento delle democrazie senza perdere di vista la condizione dei più svantaggiati o semplicemente di chi cercava con sincerità un orizzonte di pace e benessere per tutti.
In questi scritti raccolti e commentati da una prefazione di Fulvio Ferrari e una postfazione di Goffredo Fofi, troviamo una sensibilità nell’affrontare il mondo della politica e della letteratura che scava nella coscienza del lettore non permettendoci di rimandare la domanda “Io da che parte sto?”

Stig Dagerman

Il mio punto di vista sull’anarchismo

Il mio punto di vista sull’anarchismo, saggio fra i migliori che troverete nel libro, parte con un’analisi della considerazione sociale di chi si professa anarchico, prendendo in considerazione proprio la nomea di questa figura individuale che varia a seconda del livello di pericolosità sociale che riesce a mettere in campo. In Spagna, tra il ’33 e il ’36, l’anarchico è talmente pericoloso da essere esposto “al fuoco incrociato: non solo riceveva in petto le raffiche dei fucili tedeschi e italiani, ma veniva anche colpito alle spalle…dai suoi alleati comunisti”. Poi la riflessione arriva alla socialista Svezia dove l’anarchico viene rappresentato come un “romantico smarrito” incapace di leggere le questioni pratiche di fondo e di proporre analisi realistiche.
Fin qui tutto abbastanza risaputo, ma è interessante quando la riflessione si sposta su ciò che l’anarchico combatte, ovvero la soppressione dell’individualità e della sua più pura espressione. La forza scatenata della società opprimente, e qui Dargeman annovera la democrazia dell’epoca insieme ai sistemi totalitari, è l’angoscia ovvero la capacità di rendere isterici e nevrotici i propri cittadini. Dagerman scrive usando l’angoscia, che forse lo ucciderà a guardare bene, come demone da cui liberarsi per poter aspirare ad una fratellanza mondiale e ad una ridistribuzione equa del benessere. Una politica della liberazione e dell’impossibile.

 


Clicca qui per acquistare il libro

Il movimento dei cittadini

In Il movimento dei cittadini Dagerman, parlando di un movimento mondialista (certo utopista ahimè), chiarisce ancora meglio cosa vuol dire perseguire la politica dell’impossibile, scrivendo che l’arte dell’impossibile è proprio la più necessaria in questo momento come medicinale contro “la paura e la passività che sono l’effetto di una permanenza troppo prolungata nel mondo del possibile”.
La salamoia borghese in cui Dagerman vedeva richiudersi la sua contemporaneità (quanta attualità nelle sue parole) non era contingentata solo al mondo politico ma anche a quello letterario.

Dagerman ha lottato contro tutti perdendo, ma proprio grazie a questa sconfitta possiamo ancora oggi godere della cristallina profondità di un autore unico nel suo genere

Il compito della letteratura è mostrare il significato della libertà

In Il compito della letteratura è mostrare il significato della libertà Dagerman libera il campo da ogni possibile fraintendimento. La letteratura deve mostrare al nevrotico il senso, il verso della libertà, senza queste condizioni le poche battaglie vinte dalla democrazia diventano paglia di fronte ai cannoni di cattivi maestri, quali per esempio il nazismo tedesco. Riflessione pesante e violenta, in cui la correlazione fra fascismo e irrealtà della democrazia, ma soprattutto tra la debolezza del modello progressista e il populismo (diremmo oggi), diventano una lanterna oscura accesa sui nostri giorni.

Dagerman è un uomo che ha lottato contro le verità facili, contro l’ottimismo gratuito, contro la figura dello scrittore. Dagerman ha lottato contro tutti perdendo, ma proprio grazie a questa sconfitta possiamo ancora oggi godere della cristallina profondità di un autore unico nel suo genere.

Stig Dagerman – La politica dell’impossibile – Iperborea

Clicca qui per acquistare il libro [yikes-mailchimp form=”2″ title=”1″ description=”1″]

Exit mobile version