Confessioni di un peccatore eletto, il capolavoro gotico di James Hogg, racconta la storia torbida e sinistra del peccatore incallito George Colwanlaid di Dalcaste. Una lettura che vi consiglio di accompagnare con un buon bicchiere di whiskey e un disco di Bach, giusto per far entrare il freddo fino alle ossa e poi farlo uscire dallo stomaco.
L’inverno alle porte
Se state cercando un buon motivo per fare pace con le giornate uggiose che già a Settembre tediano le città del nord Italia come quella in cui vivo, cioè Milano, bé eccovi alcuni motivi per cui dire benvenuto al buio alle cinque e addio al sole fino alle nove di sera.
L’inverno porta con sé alcuni piccoli piaceri che l’uomo si è dovuto inventare per rispondere alla stringente domanda: che cosa faccio tutto l’anno quando non sono al mare? Alcuni hanno trovato risposte sconcertanti quali per esempio “Ma a me piace l’inverno, sono più un tipo da inverno” parlando come se vivesse su un fiordo norvegese o stesse osservando l’aurora boreale direttamente dalla circonvallazione esterna. La maggior parte della gente, sana, della mia città cerca di cogliere il buono o almeno i risvolti interessanti della faccenda, cercando qualche alchimia magica per resistere agli scarsi raggi del sole, rimedi che di solito arrivano da Nord ancora più alti.
Il Gotico
Fra questi rimedi omeopatici, ma nel vero senso del termine, c’è quello di combattere la scarsa luce con la totale mancanza di luce, ovvero il buio. Come si traduce questa formula in letteratura? Gotico. Questo genere letterario, da cui dipendono direttamente molti altri sottogeneri letterari e cinematografici quali l’horror, il fantasy e in parte il thriller, è un genere specificatamente nordico che della mancanza di luce per buona parte dell’anno si nutre per alimentare demoni, sdoppiamenti di personalità, intrighi e maledizioni, pozioni e oggetti inanimati che prendono vita e molte altre figure tipiche del genere.
Sir. Horace Walpole e il primo romanzo gotico
Ma sarete sorpresi dallo scoprire che il primo romanzo gotico, o almeno quello che tutti gli storici indicano come tale, non è ambientato a Londra o Cambridge bensì ad Otranto e si intitola proprio Il Castello di Otranto, autore ne è un londinese eccentrico ed enciclopedico come Sir. Horace Walpole.
Sollevando molte polemiche su cosa fosse il romanzo (verità o finzione?), di fatto Walpole inventò un genere a cui tutti siamo devoti grazie a capolavori quali Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Frankenstein fino ad arrivare a Poe e tralasciando per strada libri straordinari e che sicuramente avrete letto.
Un storia torbida
Ecco se state cercando anelli di congiunzione che uniscano la catena evolutiva del gotico non potrete certo prescindere dal meraviglioso capolavoro di James Hogg Confessioni di un peccatore eletto
Da questo strano rapporto immediatamente conflittuale nascono due figli, anche se in situazioni molto diverse, che vengono subito divisi e che diventano ben presto i protagonisti del libro per ragioni differenti. Di più non voglio svelarvi del libro per non togliervi il piacere della lettura e della suspence perché vi assicuro che è un libro che vi sopraffarà.
Con un bicchiere di whiskey e un disco di Bach
I temi che troverete sono quelli che sono sviluppati anche in altri romanzi gotici, lo sdoppiamento di personalità, il maligno/cattiva coscienza che si insinua fra le pieghe del vostro cervello, una critica all’ipocrita morale comune e una riflessione filosofica su cosa sia vero e sperimentabile e cosa sia la realtà.
Il libro per altro è pubblicato da Beat Biblioteca Editori Associati di Tascabili, una realtà molto interessante e da seguire che annovera titoli ricercati e raffinati e riedizioni che possono darvi spunti davvero interessanti.
Una lettura che vi consiglio di accompagnare con un buon bicchiere di whiskey e un disco di Bach, giusto per far entrare il freddo fino alle ossa e poi farlo uscire dallo stomaco.
James Hogg – Confessioni di un peccatore eletto

