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BookCity Milano, Le sorelle sciacallo di Nicoletta Vallorani

Sabato 18 Novembre nell’ambito di Bookcity il nostro infaticabile Andrea Labanca commenterà con la sua musica la presentazione di Carlo Lucarelli e Elena Mearini al libro “Le sorelle sciacallo” di Nicoletta Vallorani. Nell’articolo che segue il nostro collaboratore ci spiega perché ha scelto questo libro come libro della settimana e come interverrà con la sua musica

Le sorelle sciacallo – Una piccola perla a Bookcity

Le sorelle sciacallo è un libro rock e quindi per chi volesse metterci sotto un accompagnamento musicale non troverebbe lavoro più facile del mio, che sabato appunto suonerò alla presentazione di Le sorelle sciacallo di Nicoletta Vallorani. Nella mitica introduzione di “La ballata del Cerutti” il maestro Giorgio Gaber si “giustificava” dicendo che sarebbe piaciuto anche a lui scrivere una ballata sui grandi eroi americani ma che alla fine aveva trovato ispirazione sotto casa al Giambellino e cosi era nata la ballata di uno che si chiamava  “Cerutti Gino” appunto.

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Gaber dimostrava la sapienza di chi sa guardare attorno a sé scovando storie universali e parole che raccontano storie in cui ci si può immedesimare ad ogni latitudine. Nicoletta Vallorani fa parte di quel gruppo di scrittori milanesi che sanno guardare la realtà che gli sta intorno per trarne storie che volano sopra Milano, sopra Roma, sopra le tangenziali e oltre i confini europei per raggiungere il mondo degli archetipi e dell’inconscia inquietudine che appartiene a tutti noi. Le storie di Le sorelle sciacallo potrebbero essere state scritte a Los Angeles come a Tangeri, senza per questo scalfirne la potenza immaginifica.

Come compie Nicoletta Vallorani questa operazione? Scegliendo le parole e la punteggiatura esattamente come un serial killer sceglie i suoi veleni o come un amante sceglie le sue mosse.

Nicoletta Vallorani

Ritmo rock

Le sorelle sciacallo ha un ritmo che Nicoletta Vallorani scandisce all’inizio del libro e di alcuni capitoli quasi come nelle partiture musicali si fa mettendo dopo la chiave di violino anche l’indicazione di qual è l’andamento con cui deve essere eseguita l’opera.

Ed ancora sul ritmo che si gioca la grande forza emotiva di Le sorelle sciacallo quando le parole non sono solo scelte in quanto conduttrici della narrazione ma anche come pietre con cui segnare il confine della strada che il racconto sta prendendo, accompagnandoci tal volta, lanciandoci tal volta e in molti casi costruendo vere e proprie cattedrali nel deserto. “I colori sono la vita”.  

Le fasi corte che di poco superano, o a volte addirittura non raggiungono, la frase minima cadono come pietre sulla testa del lettore che si ritrova impregnato dall’emozione della storia prima di averla completamente capita o digerita.  Appunto la storia che si scandisce come una ballata rock in cui difficilmente si presenta il protagonista con nome, cognome e attività, ma bastano due pennellate per farci capire di chi parliamo. In una canzone la partita si gioca in quattro-cinque secondi, una frase deve aver chiarito di cosa parliamo. Non c’è tempo da perdere. Così in Le sorelle sciacallo i personaggi arrivano addosso al lettore, senza presentazione, come in una pièce teatrale,  immediatamente dentro il loro arrovellamento celebrale.

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E così cinema e leggende algerine si incontrano su un taxi che corre nella notte ma senza sapere bene dove, ci sono delle bambine ma forse non sono così ingenue come sembrano, c’è la morte ma è “il tempo che si assottiglia”. Alcuni libri sono come quelle notti in cui ti svegli all’alba dopo una notte d’amore: sei felice, sei inquieto, sei illuminato ed oscuro, hai voglia di rifare tutto e di ascoltare Bach. Le sorelle sciacallo vi provocheranno lo stesso effetto.

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