La strada è un libro che si legge in due notti, in una se siete particolarmente veloci. Uno stile asciutto, da manuale. Immagini che ti si imprimono con violenza nel fondo dell’anima. Cosa resta dell’uomo se l’unica cosa che gli rimane a disposizione è la costrizione a sperare?
La trama de La strada
Trama: il mondo è vittima di un’imprecisata apocalisse che ha spazzato via tutto quello che resta della civiltà. In vita resta solo una piccola parte di umanità, tutto intorno, densa cenere. Un uomo e un bambino sono in viaggio per raggiungere un ipotetico mare, lottando ogni giorno con la fame, scappando dai propri simili e provando ogni giorno a procrastinare una fine che pare essere se non imminente, molto vicina. Con loro un carrello della spesa riempito di poche cose, un telo per coprirsi, qualche scatoletta di cibo e una pistola con due colpi, nel caso il destino dovesse farsi ancora più insopportabile di quello che già è. In questo scenario claustrofobico degno del peggiore degli incubi, Cormac McCarthy disegna una perla di rara bellezza narrativa, in grado di restituirci la verità di un’umanità scarificata, ridotta all’osso.
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A condurre il lettore attraverso questo viaggio ci pensa una prosa pulita e tagliente, periodi brevi e graficamente spaziati tra loro, funzionali nel rendere ogni parola pesante come un macigno (nel senso bello del termine), eppure scorrevoli come raramente mi è capitato di leggere. Meraviglia delle meraviglie di questo libro sono i dialoghi, che francamente non riesco a descrivere se non definendoli, per la loro incisività, semplicemente perfetti.
Personalmente confesso che leggere questo libro è stata una sofferenza. Se poco poco siete sversi, infatti, La Strada saprà farvi sprofondare in abissi di depressione infiniti. E non solo per la tematica o per l’indicibile sofferenza dei due protagonisti, ma per la capacità di McCarthy di infilarti a forza nel cuore di questi due disperati, generando, pagina dopo pagina, un senso di identificazione ai limiti del doloroso.
In conclusione?
In definitiva è un libro che va letto. Anche se sapete già che non è il vostro genere. Anche se avete visto The Road (la trasposizione cinematografica del 2009) e vi ha fatto cagare. Perché piaccia o non piaccia, uno che è capace di scrivere queste cose qui, va assorbito fino all’ultima parola.
“Tutto bene? chiese l’uomo. Il bambino annuì.
Poi si incamminarono sull’asfalto in una luce di piombo,
strusciando i piedi nella cenere, l’uno il mondo intero dell’altro.”
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Valutazioni emotive:
Felicità 1%
Tristezza 100%
Profondità 90%
Appagamento 90%
Indice metatemporale 90%

