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Eremo S. Onofrio, Sulmona

Quest’estate sono approdato a questo luogo per completare un personale percorso, nulla che mi abbia sconvolto la vita, ma abbastanza intenso da farmi programmare questa tappa nel mio viaggio verso la Basilicata, tappa da me fortemente voluta e sponsorizzata, praticamente imposta ai miei compagni di vacanza.

Tutto iniziò con la lettura de L’avventura di un povero cristiano di Ignazio Silone, un libro che mi sento di consigliare a tutti, una di quelle opere che scorrono via veloci ma che sanno coinvolgere profondamente. A quel punto ho approfondito l’argomento, cioè ho deciso di leggere una biografia su Celestino V, Il papa santo Celestino V. San Pietro a Maiella di Antonio Grano. Certo per decidere di leggere questa biografia è necessario essere davvero interessati all’argomento, ma se così fosse non mancherà di darvi indicazioni interessanti. Insomma l’argomento è Celestino V, il papa del gran rifiuto, l’unico che rinunciò al soglio pontificio, fino all’attuale papa emerito. In realtà ce ne fu un altro, ma si trattava di questioni politiche e Celestino, a differenza di Ratzinger, non fu certo premiato. Per farla breve San Pietro a Maiella, cioè Celestino V, è stato un papa davvero anomalo: salito al soglio per mancanza di accordi e a sorpresa, dovettero andare a prelevarlo sui monti su cui era arroccato a pregare, catapultandolo in un mondo a lui totalmente estraneo, quello dei poteri forti.

Forse è arrivato il momento di dichiarare che non sono minimamente credente, mi definisco ateo e anticlericale, giusto per non dare l’idea della pecorella che va in pellegrinaggio e che desidera che l’intero gregge scopra la luce divina in Abruzzo. Però l’Eremo di S. Onofrio sa davvero incantare. Come in tutti i luoghi di preghiera minimalisti riesco a trovarci molta più spiritualità che nelle pompose chiese in vista.
Dal basso già si nota, osservando con attenzione, incastonato sulla parete del monte. Una salita di una mezz’oretta, credetemi non amo camminare e se vi dico che è fattibile lo è davvero, vi porta alla meta. Non c’è molto da visitare, la costruzione è tutta lì, a portata di sguardo, come il paesaggio notevole che vi si ammira. Non c’è bisogno di essere credenti per lasciarsi cullare dal luogo, se lo siete meglio per voi, saprete ricavarne ancora più di me.

In realtà pare che ci sia un eremo ancora più in alto, dove il santo andava a ritirarsi in preghiera solitaria, ma mi sono sentito di considerare concluso il mio percorso a S. Onofrio.

Da vedere se:
vi piacciono le camminate montane e i paesaggi che si conquistano alla meta
la spiritualità da baraccone che vi propinano non vi convince e cercate un’alternativa
desiderate visitare un bel luogo, lontano dalla confusione ma abbordabile
volete vedere dove qualcuno può trovare la forza di abbandonare il soglio pontificio
nella semplicità trovate un po’ di ristoro per l’anima

Da non vedere se:
vi aspettate qualcosa di grandioso
non volete calpestare il suolo che ha partorito uno capace di abbandonare la massima carica

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