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Nessuno si salva da solo – E tu da chi ti fai salvare?

Lo so che nelle recensioni non si fa. Non si parte dalla fine per parlare di un film. Si chiama spoiler e no, non è corretto.

Ma quando il mio caro amico Ninja mi ha chiesto di collaborare con EsteticaMente mi ha detto che sarei stata libera di fare quello che volevo, di esprimere le opinioni che avevo, di essere rigorosamente parziale, come attesta il claim del sito. Di dire quello che desideravo, come lo desideravo. Insomma mi ha legittimato anche a fare questo. A partire dalla fine di un film per raccontarlo.

Quindi siete avvisati. Non leggete oltre se avete intenzione di andare a vedere Nessuno si salva da solo. Che poi la verità è che la fine, io, mica l’ho capita. Quindi non sono certa di rovinarvi alcuna sorpresa.

Fatto sta che finito di vedere il film, finito di parlarci su con la mia compagna di cinema davanti ad una birretta, finito di confrontarci sulle visioni opposte che avevamo appunto della fine, sono andata a rileggermi l’ultima pagina del libro della Mazzantini da cui la pellicola è tratta (ma dai, un film di Castellitto tratto da un romanzo della Mazzantini? Che cosa bizzarra!). E neanche lì ho trovato le risposte che cercavo. O forse sì, ma solo perché le ho lette io, forse solo perché avvalorate dal mio punto di vista.

Stanno o non stanno insieme alla fine quei due? Tornano insieme, ci riprovano? Dopo una separazione dolorosa e sofferta, si diranno di nuovo “Ti amo”? Che poi, in senso lato, è: ci credi o non ci credi all’Amore, quello vero, con la A maiuscola? Quello che ritorna, quello che si conclude bene. Quello che “…e vissero per sempre felici e contenti”. Quello che ti accompagna nella vita, “no matter what”, ti accompagna nella crescita, nei cambiamenti. Dalla gioventù alla vecchiaia, passando per l’età adulta e, si suppone, matura. Ti accompagna attraverso i problemi, attraverso un matrimonio, dei figli. A tenersi ancora per mano, da anziani, a volersi ancora bene, se non – addirittura – ad amarsi.

Non serve dire qual è la mia risposta. Non serve dirlo per chi mi conosce. Ma anche per chi, non conoscendomi, mi legge. Mi basta dirvi che, tornata a casa, dopo essermi riletta la fine del romanzo, mi sono aperta il barattolo di Nutella, quello delle emergenze, delle grandi occasioni. Mi sono messa a scrivere queste due righe, forse senza senso. E mi sono detta che ero contenta che a consolarmi, stanotte, ci sarebbe stato il mio materasso nuovo di pacca. Quello memory foam che ho provato ieri sera e di cui mi sono follemente innamorata. Quello che la mamma, per il mio compleanno, mi ha regalato. Per dormire sonni tranquilli, per sognare in grande, forse per accogliere il grande amore, un domani. Perché no, è proprio vero: nessuno si salva da solo.

P.S. Alla fine ho dormito come una bambina. Tanto che l’indomani la sveglia me la sono proprio persa. Stai a vedere che persino il mio grande amore, il materasso, mi ha tradita?

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