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kanye west, ritratto

Novità dischi 2018, la recensione di Ye, il nuovo album di Kanye West

Stiamo vivendo periodi di grande contaminazione musicale, la trap ha sconvolto andamenti e rituali, il rap naviga a vista e l’R&B è quasi scomparso dal mercato mondiale, salvo quello americano.

Ye, di Kanye West: compromesso perfetto tra commerciale e ricerca sonora

Detto ciò sono un po’ gli artisti a mancare in questo senso, pochi dischi di genere escono con qualcosa di veramente innovativo o semplicemente interessante. Bella eccezione è il disco di Kayne West, personaggio talmente potente sia nell’immagine che nell’immaginario da sconvolgere gli equilibri e gli assestamenti.

Ye, ottava opera del produttore, rapper, attore, stilista e molte altre cose originario di Chicago, è una bomba di colori e di suoni. Kanye West ha venduto milioni di copie grazie al suo stile inconfondibile che contamina, appunto, tanti generi diversi tra cui il rap di scuola anni 2000 e l’R&B, ma ascoltando questo album si ha la conferma che il ragazzo prodigio abbia ancora tante frecce nella faretra e tante cose da dire.

Ye è un album che sorprende anche senza colpi di scena studiati ad hoc, quello che si sente è il cuore e la necessità di comunicare la propria visione del mondo. Molte le collaborazioni tra cui spiccano  Nicki Minaj,Kid Cudi, Ty Dolla Sign, anche se questi ultimi due non accreditati ufficialmente.

L’album di apre con I Trough about kill you, un pezzo dalla chiara indole esplicita che infatti tra le prime frasi dichiara un concetto che verrà ribadito in molti altri pezzi “And I think about killing myself And I love myself way more than I love you, so…” .

Basterebbe questo pezzo a capire come Kanye West può giocare come vuole con la storia della black music risultando sempre a suo agio: Gil Scott-Heron e Stevie Wonder giocano a colorare il bel rappato principale di questo brano.

Yikes è il pezzo più moderno dell’album, in uno scenario post-rivoluzionario spunta un ritornello carico di emozione e commozione che fa partire la canzone verso lidi celestiali. Probabilmente il mio pezzo preferito del disco.

All Mine è un pezzo che gioca con ritmi e contro tempi mentre tre voci giocano a trovare la chiave giusta per coinvolgere l’ascoltatore in un rap sfrenato e veloce che spara in faccia tutta la forza di Kayne West.

Wouldn’t live è una splendida ballata dal ritmo lounge che ci accompagna dolcemente, tra puntelli house e un morbido R&B.

No Mistake invece si apre con un’orchestrazione che ricorda alcuni pezzi degli Arrested Development, il piano che entra a fare da contro coro alla voce potrebbe entrarvi in testa per molto tempo. Il ritornello è corale e forte.

Ghost Town è un pezzo emozionante ed efficace che si prende sulle spalle tutta l’esperienza della Motown e ci costruisce un bel pezzo di speranza e allegria senza scomodare neanche una tromba o un sax, a dimostrare che Kanye West può permettersi di fare dischi che parlano di storia della musica senza rinunciare ad un’originalità che lo ha sempre caratterizzato.

Chiude l’album Violent Crimes, interpretato in maniera davvero splendida dalla vocalist Nicki Minaj che apre il pezzo con dolcezza e confidenza, prima che la canzone riveli il suo contenuto fin troppo esplicito “Niggas is savage, niggas is monsters/ Niggas is pimps, niggas is players/ ‘Til niggas have daughters, now they precautious/ Father, forgive me, I’m scared of the karma/ ‘Cause now I see women as somethin’ to nurture/ Not somethin’ to conquer/ I hope she like Nicki, I’ll make her a monster/ Not havin’ ménages, I’m just bein’ silly”

Album davvero bello e ricco di emozioni che pure senza concedere nulla alla moda del momento, riesce ad essere un buon compromesso tra musica commerciale e ricerca sonora, su cui spiccano i testi sempre complessi e intelligenti e una produzione davvero attenta al particolare.

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Novità dischi 2018, la recensione di Ye, il nuovo album di Kanye West ultima modifica: 2018-06-13T11:47:54+00:00 da Piggy the pig

Su Piggy the pig

Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

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