Il calamaro gigante di Fabio Genovesi dimostra come l’autore sia un narratore vero, un viaggiatore di parole e emozioni, un equilibrista fra fantasia e realtà, fra ciò che accade e ciò che rimane nascosto dietro il visibile.
Il calamaro gigante di Fabio Genovesi
Il calamaro gigante è un libro che non mantiene le promesse, ma non perché deluda anzi, perché mette in fila talmente tante cose belle da leggere che alla fine il calamaro, pur essendo gigante, passa quasi in secondo piano.
Questo perché Fabio Genovesi è un narratore vero, un viaggiatore di parole e emozioni, un equilibrista fra fantasia e realtà, fra ciò che accade e ciò che rimane nascosto dietro il visibile.
Così ci troviamo nell’infanzia dell’autore, in mezzo alla sua famiglia, dove c’è una nonna che vive da sola eppure non è sola, di fianco a lei c’è il marito apparentemente morto ma che per la donna invece vive e le si manifesta.
Qui troviamo un primo indizio del messaggio che Fabio Genovesi vuole lanciarci con questo bel libro: la realtà è fatta di cose sottilissime o di cose grandissime, ma spesso a queste nessuno dà credito.
Per esempio i dinosauri, nessuno ci bada, nessuno pensa che siano esistiti veramente. Questo perché “la realtà non è realistica quasi mai”. La scoperta dei dinosauri, infatti, ci ha fatto allargare la realtà a qualcosa che fatichiamo ancora oggi a concepire, cioè una cosa talmente grande da sopraffare completamente tutte le nostre certezze.
E allora è il racconto a riportarci un po’ coi piedi per terra, o forse a farci anche ritornare al motore della vita: l’amore. Un bel paragone fra Pontoppidan, con il suo Storia naturale delle Norvegia, e l’amore colpisce e spiazza. Come il reverendo scienziato si sottopose allo scherno pur di raccontare del calamaro gigante, derubricato solo come storie di marinari fino ad allora, anche l’amore è fatto di storie. “Solo storie? Come si fa a dire solo storie?” si chiede Fabio Genovesi “ Come se uno arrivando a casa la trovasse avvolta nelle fiamme di un incendio e tu gli dicessi “vabbè, che ti importa, dentro c’è solo tua mamma“.
La realtà è quella disegnata dal coraggio dei visionari
Così scopriamo che la realtà è che quella che i grandi visionari, gli spregiudicati, hanno il coraggio di disegnare, di immaginare o a volte solo di archiviare pazientemente.
Come il caso, narrato in maniera pregevole nel libro di Genovesi di Marie Anning, la fondatrice dello studio dei fossili, che con la sua discreta costanza ha rivoluzionato il concetto di storia naturale trovando per prima un ittiosauro, animale allora sconosciuto che era una prova vivente del passato preistorico della terra. Marie Anning non sarà mai riconosciuta veramente per il grande lavoro svolto, ma le sue scoperte saranno prove inconfutabili che la storia e la scienza cambiano quando l’orizzonte si allarga.
Fabio Genovesi infila delle bellissime perle che formano una collana brillante che ci racconta del mondo della scienza, ma anche della nostra vita privata, dove credere e investigare per una volta corrispondono, si affiancano.
Il calamaro gigante ha avuto vita dura, mai riconosciuto come animale degno di essere raccontato e rappresentato nella letteratura scientifica, ma anche lui per fortuna a suon di fatti e prove è riuscito a crearsi lo spazio che meritava nella storia naturale. Uno spazio che ci fa sognare da un lato, ma che insegna anche come la costanza e, certo, un po’ di cocciutaggine ci permettano di allargare e spostare i confini della realtà in cui viviamo.
Ma il calamaro gigante non è solo un simbolo epistemologico, è anche un simbolo di amore e di passione per la vita. Amore e passione di cui il libro di Fabio Genovesi trasuda sin dalla prima pagina.
Hai ancora voglia di raccontagli delle storie? Storie su quello che fai, che pensi, che hai visto o sentito. Così capisci se siete ancora innamorati.
Fabio Genovesi – Il calamaro gigante – Feltrinelli

