In tempi di pandemia sembra una forzatura quella di portare la musica dal vivo, figuriamoci di immortalare il momento su un disco. Eppure è proprio questo quello che ha fatto Vasco Brondi, cioè un tour acustico, spoglio ma non povero, in cui ha raccontato le sue canzoni, i suoi successi, permettendosi anche di sperimentare nuovi linguaggi.
Ascoltato questo lavoro del cantautore diventato celebre sotto il nome Le luci della centrale elettrica, si ha proprio la sensazione che Vasco Brondi non sia perso d’animo per il periodo catastrofico che stiamo vivendo, anzi lo ha trasformato in un momento di cambiamento e di sperimentazione appunto.
Già i suoni di Talismani per tempi incerti sono una lettura di questo tour: pochi, semplici, ma decisi: chitarra elettrica e acustica, violoncello e pianoforte. Non tutti insieme, pochi elementi mescolati bene, tutti a cercare l’emozione pura delle parole e delle melodie semplici di Brondi.
Una grande particolarità del disco sono gli inserti poetici, in alcuni casi veri e propri estratti in alcuni casi adattamenti. Troviamo tra gli spunti poetici le parole di Mario Luzi, Ko Un, Erri de Luca, Wislawa Szymborska, Mariangela Gualtieri, Elizabeth Bishop.
Tra i grandi successi invece di Vasco Brondi ci sono tante piacevoli sorprese tra cui la
splendida Chakra in una versione molto toccante, ancora più emozionante dell’originale.
Ma la grande sorpresa del disco sono sicuramente le cover che Brondi ha scelto, canzoni che però rappresentano bene un percorso culturale di cui il cantautore è figlio. “Cronaca montana” dei PGR, “In viaggio” dei CSI, “Noi non ci saremo” di Francesco Guccini, “Annarella” dei CCCP, “Magic Shop” di Franco Battiato e “Smisurata Preghiera” di Fabrizio De André: tutte canzoni che fanno risaltare la forte personalità di Vasco Brondi.
Non mancano due ospiti d’eccezione in questo bel disco e che ospiti: Massimo Zamboni e Margherita Vicario. Se il primo è un ospite quasi scontato (mai lo è Zamboni) visti gli inizi di Brondi, Margherita Vicariò è una splendida sorpresa sai per la sua specifica originalità, sia per la bellezza che riesce a portare nella cover dei Nomadi Noi non ci saremo.

