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Franco126 – Multisala

Franco126, recensione di Multisala – Famoso quell’adagio che prevede nei momenti di cambiamento di epoca la nascita di mostri. Probabilmente sarà vero per tante figure politiche o abitudini sociali, ma in quanto alla musica i periodi di trasformazione fra le generazioni di solito producono chicche non indifferenti, ibridi o figure di mezzo, che raccontano i passaggi e ne assumono tutta la circolarità.

Nel caso di Franco126 per esempio, é bellissimo apprezzare tutte le sfumature di un cantautore in autotune che pian piano si sta trasformando in un riferimento da manuale moderno, anzi contemporaneo. Contemporaneicissimo.

Fatto sta che se con Stanza singola Franco126 ci aveva portato con classe nel mondo interiore di un giovane cantautore, ora con Multisala lo stesso autore si trasforma in un pittore di momenti, di ritratti, di personaggi e situazioni.  Colpisce davvero la scrittura di Franco126 perché riesce a contaminare la sensazione e l’intenzione degli autori più giovani con la grande scuola del passato del cantautorato romano (tanto romano, tanto) ma anche italiano più in generale.

Si sentono, è ovvio, Franco Califano e Battisti, ma quello che invece sorprende piacevolmente è trovare in alcune linee vocali, in alcuni appunti lirici, Lucio Dalla, il grandissimo Lucio Dalla.

Che non sia facile neanche ispirarsi al grande cantautore bolognese non è una novità, ma Franco126 lo cita o meglio ne coglie l’essenza in brevi passaggi che però riempiono le orecchi di infinito, di bellezza. 

Vestito a fiori per esempio è un pezzo che avrebbe potuto essere suonato in qualunque epoca e in qualunque momento, con un intro timido e appena malinconico, la canzone si trasforma lentamente in un momento di riflessione e libertà dolce. Il ritornello “Torneremo ad avere la fortuna dalla nostra/ torneremo a guardarci senza farlo apposta” è un piacevole tonfo nell’infelicità esistenziale che tante volte Lucio Dalla ha raccontato con leggerezza. Pezzo splendido, siamo sicuri che Franco126 avrebbe ricevuto una chiamata per questo pezzo dal grande cantautore tifoso del Bologna. 

Conta e non poco la produzione di Ceri con cui Franco126 ha deciso di registrare Multisala che ha saputo cogliere perfettamente l’anima senza epoca dell’album. 

Tra i pezzi straordinari c’è sicuramente da citare Maledetto tempo, pezzo inizialmente dedicato a Totti (la frase è estrapolata dal suo discorso di addio), ma che diventa un irresistibile brano sulla voglia di non diventare grandi. Un inno alla tenerezza e alla gioventù che fa venire in mente quella scrittura filosofica (doverosamente senza virgolette) di Franco Califano. 

Non si possono dimenticare tra gli altri brani Blue Jeans che vede un bel featuring di Calcutta ed entra dentro al cuore dopo due secondi, fantastica. Simone è una descrizione divertente di un personaggio sui generis, canzone ancora una volta che pesca nel cantautorato più interessante degli anni ottanta. Accidenti a te è il pezzo preferito da queste parti, ironico e divertente dal ritmo travolgente e ciondolante, pezzo perfetto per innamorati romantici un po’ litigarelli. 

Multisala si rivela già dai primi ascolti un album che si candida immediatamente ad essere una delle migliori produzioni italiane dell’anno e uno degli appuntamenti live più attesi e già previsti a Novembre 2021.

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