Frigo vuoto come bomba che palla

Apro frigorifero con porta smaltata bianca. Sento rumori di frizioni metalliche mentre la lucertola dentro di me schizza fuori e si trasforma in una confezione di pane bianco a fette scadenza fine mese. Fai un salto, fanne un altro, dai un bacio a chi vuoi tu. Fuori passa Paperino con la pipa in bocca.

Deve fare una consegna, un pacco strano, confezionato in carta da regalo e spago misura dodici.

Chiudo il frigorifero porta smaltata bianca. Mi vesto al volo mentre i posters al muro parlano tra di loro del più e meno. Sono già in strada mentre Saturno offre la sua faccia migliore. Intanto il volo Radixx Solution International 1D603 sta imboccando la pista ventotto.

La signora seduta accanto al finestrino, fila sedici, ha una gran paura di volare, allora scrive una mail al marito e gli dice di annaffiare le piante della veranda ogni giovedì.

Ogni giovedì, che non sbagli. Che ritiri la posta e tenga la casa ben pulita. Il marito non legge la mail e si reca al bar giù in fondo alla strada dove beve con gli amici, rutta a ripetizione e spera che il volo della Radixx perda il contatto radio.

Torniamo qui.

La lucertola è tornata dentro di me e si acquieta un po’.

Io intanto scendo i tre gradini che mi dividono dalla sede stradale e faccio colazione. C’è un’aria strana stamani, aria di tormenta. Infatti tutto diventa blu e grigio e poi nero e viola ed inizia a piovere. Così forte che le gocce d’acqua bucano gli ombrelli, l’asfalto, la crosta terrestre, giù fino al centro della terra dove evaporano all’ istante in una nuvola rosa.

Incontro Donna e Shane che mi invitano a bere qualcosa a casa loro. Cristo santo sono le nove del mattino!

Gli dico vabbene vengo. Entriamo in una casa che è completamente ricoperta di moquette azzurra, pareti comprese. Donna e Shane si spogliano ed iniziano a lisciarsi le squame e lucidarle con Argentil 800. Poi fanno strani movimenti. Scatti, salti, giravolte, capriole. Donna afferra la testa di Shane, le apre la bocca, le mette i canini su un barattolo e le preleva il veleno. Lo allunga con limonata e gin. Due cubetti di ghiaccio e mi porge il bicchiere. Sono un pò alticcio ma esco per strada ed entro al Bingo. Fermo una grassa signora anziana e le chiedo, implorandola, di dirmi quanti sono i numeri. I numeri sono novanta, mi dice. Impossibile, le rispondo, i numeri sono infiniti. Infatti ci voltiamo e sul tabellone esce il dodicimilaottocentotre. Cinquina al tavolo sette.

Il Bingo mi ha sempre dato l’impressione di un luogo pieno di cadaveri, peggio dell’obitorio giù alla fine dell’isolato.

Mentre cammino verso il centro, sto molto attento a non calpestare le linee di giunzione del marciapiede. Il segreto della vita è tutto lì. Non calpestare mai le linee di giunzione dei marciapiedi. E’ il segreto della vita. Tutte le religioni si basano su quello, ma nessuno lo dice.

Arrivo in centro e vedo che una mano gigante, immensa, gioca spostando gli edifici sulla pianta stradale. Dove c’era il supermercato adesso ci sono gli uffici pubblici e dove c’era la scuola adesso c’è un palazzo con le ringhiere blu. Il supermercato non è ancora stato spostato. Ci sono dei giorni veramente fortunati nella vita. Entro e riempio completamente un carrello di cose a caso. Poi lo abbandono legato ad uno scaffale di tonno e pago mezzo litro di latte. Forse dovrei tonare a casa, ed in effetti sono già davanti alla porta d’ingresso. Ho l’impressione di essermi dimenticato qualcosa di importante. Qualcosa di fondamentale.

Ci penso, ci ripenso. Passano le ore, i giorni, le settimane. Le stagioni. Poi arriva l’ estate, di nuovo e ricordo cosa avevo dimenticato. Ho lasciato una grossa palla rossa al supermercato. Telefono. Dopo un quarto d’ora un furgoncino del negozio me la riconsegna. E’ la grossa palla rossa.

Sono così felice che dipingo la facciata della casa, sistemo le tegole sul tetto e aggiusto la grondaia che da un po’ di tempo perdeva. Poi inizio a giocare con la palla. Bomba che palla. Bomba che palla. Passa il vicino vestito di grigio e si unisce al gioco. Bomba. Che palla.

Paolo Innocenti

pic by: tattahome

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