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Perché lo fai, disperata ragazza mia?

Cade un aereo e il primo pensiero della Santanchè è quello di capire quali siano le origini dei piloti. Allusione razzista? Ma noooo. Il fatto è che la nostra Daniela non è mica l’unica

Il tweet della Santanchè sulla tragedia che ha colpito 150 passeggeri di un volo Lufthansa è significativo. La politica (intesa come donna e non come classe), in sostanza, chiede ai suoi 95.000 followers (n-o-v-a-n-t-a-c-i-n-q-u-e-m-i-l-a) e all’intero pubblico di twitter quali siano le origini dei piloti dell’aereo (sul refusone dell’autobus, ci si ride sopra e si sorvola), alludendo dunque a un attentato terroristico, ovviamente di stampo musulmano. Posto che è giustificabile, di questi tempi e in queste situazioni, far correre il pensiero a Isis e compagnia sparante, quello che resta inaccettabile per un personaggio pubblico è la strumentalizzazione della paura e dei fatti. Foss’anche stato un attentato, magari commesso pure da un frocio, comunista e musulmano – cosa tra l’altro smentita in pochissimo tempo e chissà dov’era lei quando lo comunicavano – un politico, con un enorme (quanto inspiegabile)  seguito quale è il suo, non dovrebbe mai cavalcare a cuor leggero questo genere di paure, che si sa, su persone come noi, italiani e medi, hanno sempre una grande presa. Il problema è che la Santanchè non è certo l’unica. È usanza ormai costante, infatti, che ogni fatto della vita pubblica, in Italia, venga utilizzato da buona parte della nostra politica (sia a destra come a sinistra, sempre se gli studi scientifici confermeranno che Renzi è di sinistra) per suffragare le proprie idee, anche a costo di distorcere clamorosamente il focus dell’attenzione. Il pensiero corre a un altro esempio di politico che su queste cose è un genio: il mio amato Salvini. Lui in tema di Giustizia ha un metro di giudizio quantomeno singolare: se, ad esempio, a guidare ubriaco e ad ammazzare un innocente è un extracomunitario, allora è tutto un fiorire di #Acasa di #ItaliaAgliItaliani etc. Se invece al volante c’è un italiano, magari pure brianzolo e col suv (come è capitato qualche giorno fa), allora il Paladino forgiato nelle acque del Po sta zitto e non commenta. Perché Matteo? Così facendo hai perso non una, ma due occasioni per ribadire una verità, e cioè che siamo rimasti forse gli unici stronzi in Europa a non avere ancora uno straccio di legge sul reato di omicidio stradale (legge che dovrebbe essere inserita nel nuovo Codice della Strada, ma si sa come vanno le cose in Italia, magari non arriverà mai). Invece di fissarti sulle differenze cromatiche dei colpevoli e poi cinguettare – ma solo dopo che il web ti ha fatto notare la disparità di trattamento – un poco convinto “Galera per chi uccide”, potevi magari dedicare uno dei tuoi tweet a promuovere il lavoro della Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), che da tempo si sta battendo con iniziative volte a sensibilizzare popolo e istituzioni sull’importanza di una riforma del nostro Codice della Strada.

Ma forse a te (come del resto alla Santanchè) è chiedere troppo…

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