Al Ricardo Tormo, tra tre giorni, si terrà l’ultimo GP Stagionale. Quello fondamentale per assegnare il titolo. Si terrà in un clima pessimo, da tutti contro tutti. Paure di “biscotti” italiani e spagnoli…
… appelli ignobili via social (ok che fa ridere e siamo italiani, ma la verità è che l’hashtag #Escilo è un insulto a ogni senso fondante dello sport) e altre amenità che in sole 2 settimane hanno trasformato il motociclismo in qualcosa che un appassionato vero non può non riconoscere come estraneo.
Spiace per i tifosi di Rossi, di Lorenzo e di Marquez, ma domenica, comunque vada, sarà un fallimento su tutta la linea. Il vaso di Pandora che si è scoperchiato settimana scorsa è di una gravità tale che difficilmente si riassesterà in tempi brevi.
Bello lanciare anatemi moralizzanti vero?
Mi piacerebbe andare avanti su questa falsariga ma… non ci riesco. Perché è da qualche giorno che mi è sorto un dubbio.
Ma siamo sicuri che sarà davvero un fallimento? Analizziamo i fatti.
Premesso che sono le tre di notte e ho sonno, ma più ci penso e più faccio fatica a credere che quello a cui abbiamo assistito in questi giorni sia tutto vero.
Prendiamo, ad esempio, i principali protagonisti: Marquez e Rossi erano quasi fratelli, ora si guardano con lo stesso affetto con cui io guardo quel coglione del mio vicino di casa quando occupa due posteggi con la sua Smart. Lo spagnolo che fino a un mese fa aveva una sola, fantastica, modalità di guidare (e cioè gas a palate e tanti saluti a tutto il resto) si mette a fare dei giochini incomprensibili. Rossi, invece, che da 20 anni è lo sportivo più sgamato e con la faccia da culo più solida della terra, tutto d’un tratto impazzisce manco fosse un ragazzino di 13 anni ingolfato di ormoni.
E non parliamo di Lorenzo. Santiddìo, Lorenzo…
Il maiorchino, pilota che da sempre ama anteporre i fatti alle parole, ora sembra la brutta copia di una portinaia acida ed è arrivato a sputtanarsi la carriera con scenate al limite del premestruale.
Infine, le Case. Cioè quelle che ci mettono i soldi. Honda e Yamaha a livello mediatico sono state del tutto inesistenti in una situazione che avrebbe richiesto, quantomeno, una presa di posizione forte. Nel mondo reale, se un dipendente di una qualunque azienda si comportasse come Vale, Marc o Jorge (e cioè anteponendo il proprio interesse a quello della società), state certi che in tempo zero verrebbe defenestrato a calci.
Non vi sembra che tutti abbiano perso la bussola un po’ troppo in sincrono per essere vero? Ma quindi… non è che niente niente si tratta di un copione ben congegnato?
Ma non è che Dorna -e quindi il big boss Carmelo Ezpeleta- ha davvero suggerito a quei tre un canovaccio “semicredibile” in grado di alzare ascolti e gradimento?
Non è che forse si sono resi conto che Rossi non è immortale e che i suoi eredi, purtroppo, hanno l’appeal di un muro pittato di bianco? Non è che forse per dare uno scossone all’ambiente e alimentare un futuro oltre al pesarese, ci si è inventati una faida da wrestling che con le moto ha poco a che fare?
Chissà.
Forse questi sono solo ragionamenti assurdi. Però a questo punto, non so voi, ma io il GP di Valencia l’aspetterò non più con l’ansia con cui si attende un evento di sport, ma con la fregola dell’appassionato di cinema che non vede l’ora che esca il sequel del suo film preferito.
Marquez riuscirà a resistere al lato oscuro della Forza?
Rossi, domenica, ballerà la giga in segno di vittoria come il mitico Joe Hallenbeck?
E Lorenzo, infine, riuscirà a eguagliare gli acuti di Giovanna Mezzogiorno nell’epica scena de l’Ultimo Bacio, quando scopre di essere stata tradita da Accorsi?

