“Sono viva”, così a Torino è arrivata la notizia che Annalisa Riba, 22 anni, tra i giovani studenti Erasmus rimasti coinvolti nell’incidente avvenuto in Catalogna, dove hanno perso la vita 13 ragazze, tra cui sette italiane, ce l’ha fatta. Il pullman che va “a zig zag”, un inferno di “lamiere e sangue”, come raccontano i sopravvissuti: “Abbiamo aspettato almeno due ore prima di essere trasferiti al pronto soccorso”, accusa oggi Denis, 23enne olandese.
“E’ stato tutto un girare e cadere. La gente gridava e piangeva. Ci siamo sentiti perduti, tutto era buio. E’ stato orribile”. E’ il racconto dei terribili attimi dell’incidente del bus degli studenti Erasmus fra Valencia e Barcellona di una ragazza rimasta ferita, ora ricoverata all’ospedale di Tortosa. La giovane, intervistata dal quotidiano catalano El Periodico ha chiesto che non fossero resi noti il suo nome e nemmeno la nazionalità, per timore di mettere in angoscia i genitori. “L’ultima cosa che desidero e farli stare male. La paura che ho vissuto io è più che sufficiente”. Ha mandato un messaggio con il cellulare al fratello, per rassicurarlo. Gli ha chiesto di non dire nulla ai genitori. Ha il braccio sinistro bendato e immobilizzato.
Della dinamica dell’incidente non ricorda quasi nulla, perché dormiva. E’ passata dal sonno a un incubo da sveglia. Al momento dell’incidente, racconta, “quasi nessuno era sveglio, perché nessuno aveva dormito da quando eravamo partiti”. Il bus, con gli altri quattro della “carovana” degli Erasmus, era partito verso le tre del mattino, dopo la notte trascorsa al Festival del Fuoco de Las Fallas. Tre ore dopo, alle sei, lo schianto e l’incubo.

