Nodo multe Equitalia: la rottamazione di Equitalia – che oggi fa da tramite per la riscossione della somma – non può essere fatta “ad imperio”. Padoan: “serve un cambiamento nei meccanismi di riscossione, ma è difficile non violare l’autonomia impositiva dei comuni”.
Equitalia viene riformata e, in qualche modo, rottmata. Il maxi decreto legge emanato dal Governo e collegato alla Legge di Bilancio prevede anche la riforma di Equitalia che, di fatto, non viene quindi riformata direttamente dalla Legge di Stabilità 2017. Le questioni sul tavolo sono principalmente due: da una parte l’accorpamento di alcune funzioni oggi svolte dalla stessa Equitalia direttamente all’Agenzia delle Entrate, dall’altra la cosiddetta rottamazione delle cartelle di Equitalia, intesa però quest’ultima come la riduzione degli interessi e della mora (e non come l’eliminazione degli interessi gravanti sulla cartella). Tra le funzione di Equitalia, attualmente vi è anche quella di tramite per la riscossione da parte dell’ente – in questo caso il comune – delle multe relative all’infrazione del Codice della Strada. Trattenendosi una parte della somma da riscuotere (cioè gli oneri di riscossione e le spese di notifica), Equitalia versa quindi all’ente creditore (nel caso delle multe sono gli stessi comuni) l’’importo riscosso dal cittadino, che si trova dunque a pagare la somma iniziale dovuta e gli eventuali interessi o le sanzioni (che finiscono nelle casse del comune), più gli oneri di riscossione e le spese di notifica (che finiscono invece in quelle di Equitalia). Creditori, sono gli stessi Comuni a scegliere se affidarsi ai servizi di Equitalia od optare invece per il fai da te: per questo motivo, l’inserimento delle multe tra le cartelle “scontabili” toglierebbe ai comuni che non si sono affidati a Equitalia per la riscossione l’obbligo di tagliare sanzioni e interessi, riducendo allo stesso modo le entrate dei comuni che hanno invece operato tramite la Società di riscossione. “l problema è non invadere l’autonomia impositiva dei Comuni. Non possiamo rottamare di imperio”, ha spiegato il ministro Padoan, che ha però sottolineato la necessità di ”un cambiamento dei meccanismi di riscossione che ridurrà l’incentivo a rimanere in arretrato”.

